Ultime notizie da EWTN. Abbiamo le ipsissima verba: Leone XIV parla con i giornalisti fuori dalla villa papale di Castel Gandolfo il 16 giugno 2026. Purtroppo non poteva andar peggio: in perfetta coerenza con l'andazzo modernista irreversibile... Intanto di quale scisma sta parlando e su cosa lo fonda? Concludiamo con le considerazioni di una carissima amica. Il suo pensiero rispecchia quello di tanti cristiani autentici e semplici, cui non sfuggono i problemi ma non ne conoscono le cause da noi più volte sviscerate, individuabili proprio nella rivoluzione storicistica antropocentrica innescata dal concilio; per la quale tutto, anche e soprattutto i dogmi, può esser messo in discussione; ma per nessun motivo si può discutere il superdogma del concilio con l'ormai conclamata sinodalità [qui] — che distrugge l'unità e l'universalità della Chiesa, a partire dal primato petrino —, istituito dallo stesso Signore nostro, Dio nostro. Dal motore interno potete trovare una marea di articoli e riflessioni sul problema attuale e sulle derive conciliari. (Maria Guarini)
Leone XIV: le ordinazioni episcopali della FSSPX rischiano di aggravare lo scisma
La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha annunciato l’intenzione di consacrare quattro sacerdoti vescovi il 1° luglio senza il permesso di Papa Leone XIV
CASTEL GANDOLFO, Italia — Papa Leone XIV ha avvertito che le previste ordinazioni episcopali della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) potrebbero spingere il gruppo verso lo scisma, rinnovando l’appello a fermarsi e a rimanere in comunione con la Chiesa.
«Li abbiamo invitati, e sto ancora valutando la possibilità di rivolgere un ulteriore appello, per dire: “Non fatelo. Cerchiamo di vivere la comunione nella Chiesa”. Ma è una loro scelta. Devono comprendere che cosa significhi per loro e per la Chiesa», ha detto il Papa rispondendo alle domande dei giornalisti fuori da Villa Barberini, a Castel Gandolfo, il 16 giugno.
La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha annunciato l’intenzione di consacrare quattro sacerdoti vescovi il 1° luglio senza il permesso di Papa Leone XIV. Il Vaticano ha avvertito il 13 maggio che procedere senza mandato pontificio costituirebbe «un atto scismatico» e comporterebbe la pena della scomunica. Le consacrazioni dovrebbero svolgersi presso il seminario della Fraternità a Écône, in Svizzera.
«Certamente, la divisione tra i cristiani è sempre una questione dolorosa», ha affermato il Papa. «Ma loro rifiutano di accettare alcuni elementi fondamentali della Chiesa, a partire da diversi punti del Concilio Vaticano II. E se fanno queste scelte, mi dispiace. Ma dobbiamo andare avanti».
La FSSPX celebra esclusivamente la Messa tradizionale in latino e ha respinto alcuni insegnamenti e riforme del Concilio Vaticano II, in particolare in materia di libertà religiosa e di approccio della Chiesa verso le altre fedi. [sono i punti controversi non solo per la FSSPX -ndr]
Il Papa ha risposto anche a domande sulla diplomazia del G7, sui suoi futuri viaggi in Francia e in Perù, e sulla risposta cristiana alla migrazione, che richiede di riconoscere le ragioni per cui molte persone sono costrette a lasciare i propri Paesi, tra cui violenza e guerra. [i soliti discorsi conformisti -ndr]
Hannah BrockhausCorrispondente senior di Catholic News Agency a Roma.
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Le considerazioni di Zarish Imelda Neno
Ho ascoltato le parole del Santo Padre sulla Fraternità Sacerdotale San Pio X e mi soffermo su una frase in particolare: il problema sarebbe il loro rifiuto di alcuni elementi del Concilio Vaticano II.
Da semplice cattolica, non nego che la questione sia seria. L’unità della Chiesa è importante e nessuno dovrebbe desiderare divisioni. Ma più ascolto queste parole, più dentro di me nasce una domanda che non riesco a mettere a tacere.
Se il rifiuto di alcuni aspetti del Concilio Vaticano II è considerato un ostacolo così grande alla piena comunione, come possiamo allora guardare con tanta serenità a realtà ecclesiali che mettono in discussione insegnamenti ancora più antichi, più definitivi e più fondamentali della fede cattolica?
Viviamo un tempo in cui ci vengono presentati come interlocutori privilegiati uomini e donne che sostengono il sacerdozio femminile, che reinterpretano la morale cristiana, che mettono in discussione verità che la Chiesa ha custodito per duemila anni. Eppure verso di loro il linguaggio è quasi sempre quello dell’accoglienza, del dialogo, dell’ascolto reciproco.
Poi guardo alla Fraternità San Pio X. Posso non condividere tutto ciò che dice o fa. Posso non essere d’accordo con le sue posizioni sul Concilio. Ma vedo sacerdoti che celebrano la Messa, adorano il Santissimo Sacramento, difendono il sacerdozio cattolico, la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, la Madonna, il Rosario, la Confessione, la morale cristiana. Vedo uomini che amano profondamente la tradizione della Chiesa, anche quando ritengono che alcuni sviluppi degli ultimi decenni abbiano creato confusione.
Ed è qui che il mio cuore si interroga.
Com’è possibile che il rifiuto di alcune interpretazioni o applicazioni del Concilio Vaticano II venga percepito come una ferita così grave, mentre il rifiuto di insegnamenti che precedono il Concilio di secoli sembri suscitare molta meno preoccupazione?
Non sto difendendo la disobbedienza. Non sto attaccando il Papa. Sto semplicemente esprimendo il disagio che tanti fedeli provano in silenzio.
Perché a volte sembra che il problema più grande nella Chiesa non sia chi mette in discussione ciò che la Chiesa ha sempre insegnato, ma chi insiste nel ricordarlo.
Mi vengono in mente tanti cattolici semplici. Persone che pregano il Rosario, che fanno ore di adorazione, che si confessano, che cercano di vivere il Vangelo senza compromessi. Persone che vedono chiese svuotarsi, vocazioni diminuire, il senso del sacro affievolirsi. Persone che non chiedono rivoluzioni, ma chiarezza.
Forse è proprio questo che fa soffrire molti fedeli oggi: la sensazione che la fedeltà alla tradizione venga spesso guardata con sospetto, mentre il desiderio di adattare la fede allo spirito del tempo venga accolto con maggiore benevolenza.
Eppure la Chiesa non è nostra. Non appartiene né ai progressisti né ai tradizionalisti. Appartiene a Cristo.
Per questo continuo a pregare. Per il Papa. Per la Fraternità San Pio X. Per tutti noi.
Perché la vera comunione non nasce quando si smette di parlare delle differenze. Nasce quando si ha il coraggio di cercare la verità insieme, senza doppi pesi e senza doppie misure.
E da cattolica che ama profondamente la Chiesa, confesso che oggi ciò che mi ferisce non è vedere uomini che discutono sul Concilio Vaticano II. Ciò che mi ferisce è vedere quanto poco ci scandalizziamo quando vengono messe in discussione verità che la Chiesa ha custodito fedelmente per venti secoli.

18 commenti:
https://m.youtube.com/watch?v=j_zB5H2DIh4
Il Vaticano di Papa Leone XIV Ha Minacciato la SSPX — La "Dichiarazione di Fede" Cambia Tutto
“Noi dobbiamo andare avanti…”: noi chi? La Chiesa che si mette contro la Chiesa pre-CVII? Un Concilio sulla carta non dogmatico? Che frutti orribili ha portato…Come, come possiamo, per seguire quel “noi” in contrapposizione a quel “loro” rifiutare quanto tramandato ed insegnato dalla Chiesa per quasi duemila anni? No, il cuore e la ragione si ribellano, non è possibile mettere il Concilio Vaticano II in cima a tutto, conditio sine qua non…dell’essere cattolici!
Praticamente fa sue le parole del pornografo Tucho , che sembra inamovibile!
RFP si sta dando la zappa sui piedi da solo. E non lo capisce. Invece di fare il giramondo si informi, legga, approfondisca. Non saranno quei quattro galli curiali spennacchiati che gli verranno in aiuto. Attenzione!
REPETITA IUVANT
Con la ferma speranza che l'attuale FSSPX risponda alle gesticolazioni dei modernisti sinodali con la lodevolissa dignità della seguente lettera:
Lettera aperta dei Superiori della Fraternità Sacerdotale San Pio X al cardinale Gantin, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
Pubblicata su La Porte Latine, il sito della Fraternità in Francia.
Ecône, 6 luglio 1988
Eminenza,
riuniti intorno al loro Superiore generale, i Superiori dei Distretti, dei seminari e delle case autonome della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ritengono opportuno esprimerLe rispettosamente le seguenti riflessioni.
Con la sua lettera del 1 luglio scorso, Lei ha creduto di dover rendere nota a Sua Eccellenza Monsignor Marcel Lefebvre, a Sua Eccellenza Monsignor Antonio de Castro Mayer e ai quattro vescovi da loro consacrati il 30 giugno scorso a Ecône, la loro scomunica latae sententiae.
Giudichi Lei stesso il valore di una tale dichiarazione proveniente da una autorità che, nel suo esercizio, ha rotto con quella di tutti i suoi predecessori fino al Papa Pio XII, nel culto, nell’insegnamento e nel governo della Chiesa.
Per quanto ci riguarda, noi siamo in piena comunione con tutti i Papi e tutti i vescovi che hanno preceduto il concilio Vaticano II, sia celebrando esattamente la Messa che loro hanno codificato e celebrato, sia insegnando il catechismo che loro hanno composto, sia condannando gli errori che loro hanno molte volte condannato nelle loro encicliche e nelle loro lettere pastorali. Giudichi quindi Lei da che parte sta la rottura. Noi siamo estremamente addolorati per l’accecamento delle menti e l’indurimento dei cuori delle autorità romane.
D’altro canto, non abbiamo mai voluto appartenere a questa struttura che si auto-qualifica Chiesa Conciliare e si definisce col Novus Ordo Missae, l’ecumenismo indifferentista e la laicizzazione della società. Sì, non abbiamo alcunché a che fare, nullam partem habemus, con il pantheon delle religioni di Assisi; la nostra scomunica con un decreto di Vostra Eminenza e di un altro dicastero, ne sarà solo la prova inconfutabile.
Noi non chiediamo di meglio che essere dichiarati fuori dalla comunione con lo spirito adulterino che soffia nella Chiesa da venticinque anni; esclusi dalla comunione empia con gli infedeli. Noi crediamo in un solo Dio, Nostro Signore Gesù Cristo col Padre e lo Spirito Santo e noi saremo sempre fedeli alla Sua unica Sposa, la Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica e Romana.
Essere dunque associati pubblicamente alla sanzione che ha colpito i sei vescovi cattolici, difensori della fede nella sua integrità e integralità, sarà per noi un punto d’onore e un segno di ortodossia di fronte ai fedeli.
Questi infatti hanno il preciso diritto di sapere che i sacerdoti ai quali si rivolgono non sono in comunione con una contraffazione della Chiesa, evolutiva, pentecostale e sincretista.
Uniti a questi fedeli, noi facciamo nostre le parole del Profeta (I Re, VII, 3):
Preparate corda vestra Domino et servite Illi Soli: et liberabit vos de manibus inimicorum vestrorum. Convertimini ad Eum in toto corde vestro, et auferte deos alienos de medio vestri -
Preparate i vostri cuori al Signore, e servite Lui solo; ed Egli vi libererà dalle mani dei vostri nemici. Convertitevi a Lui con tutto il vostro cuore, e togliete di mezzo a voi gli dèi stranieri.
Fidando nella protezione di Colei che ha sbaragliato tutte le eresie nel mondo intero, La preghiamo di credere, Eminenza, nell’assicurazione della nostra devozione a Colui che è l’unica via di salvezza.
Seguono le firme del Superiore generale, di tutti i Superiori dei Distretti, dei seminari e della case autonome della Fraternità Sacerdotale San Pio X nel mondo intero.
La storia sarà molto severa!
Leone aldilà del nome, è tutto Francesco!
Noi/loro: viva l'unità tanto declamata.
Unità a senso unico.
Dunque i dettami del Concilio Pastorale Vaticano II sono «elementi fondamentali della Chiesa» (ohibò).
Ci chiediamo retoricamente se le "delpinate" a Milano abbiano avuto tali elementi "fondamentali".
E se li avesse avuti anche la cosplayer "arcivescovessa" accolta con tutti gli onori.
È come se i credenti nel SuperDogma Conciliare volessero far capire che di cattolicesimo hanno solo un po' di decorazione.
Preghiamo i gentili commentatori di non pubblicare sbobba fatta dall'intelligenza artificiale, come nel caso del commento delle 16:29.
Toh che strano!!! Leone XIV dice che la FSSPX non hanno accettato parti del CVII mentre don Stefano Carusi nelle sue domande afferma che la FSSPX ha accettato in tre occasioni interamente il CVII.
Chi è che mente?
Villa Barberini ha un suo giardino o no? Lui perché esce dal portone? Ha il moto perpetuo? Va a fare quattro chiacchiere al bar? Si confida con i giornalisti? Esce per fare una seduta sinodale con la stampa? È un Papa in dialogo con la Sora Rosa?
Di Bergoglio è sparita solo la trasandatezza...
https://www.permariam.com/p/bishop-schneider-sspx-profess-the
Ma nessuno accetta integralmente glli atti del CVII. Vedi: canto gregoriano, lingua della messa, teologia e filosofia di San Tommaso. Allora sono tutti fuori dalla Chiesa?
Rodbertus
Esce per tornare a Roma dopo aver passato il martedì a Castelgandolfo. I giornalisti l'aspettano e sono nate queste conferenze stampa.Mauro
Leone dice che la Fsspx non ha accettato il Concilio in alcuni punti, don Carusi afferma invece che lo ha accettato tre volte. Chi ha ragione? Papa Leone. Le affermazioni di don CArusi al punto n. 8 delle sue 10 domande non sono precise, egli non rende adeguatamente il senso dei documenti, dei fatti. Mi propongo di dimostrarlo in un successivo intervento.
ap
sono completamente d'accordo.
Concordo totalmente. don Areky
Concordo. Vedo che il Vaticano è completamente "accecato".
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