Nella Fraternità di San Pio X, come nel resto della Chiesa (sinodale e non) ci sono diverse anime. È il frutto della confusione mai sanata per effetto dell'assoluta impossibilità di mettere in discussione le derive di un concilio permeato dell'antropocentrismo storicista che, mentre ha messo in discussione i dogmi, è diventato paradossalmente un nuovo superdogma indiscutibile.
Tutto questo — caduta la possibilità di raggiungere un accordo al quale aveva preparato la strada Benedetto XVI — col passare del tempo rischia di rendere la frattura sempre più insanabile.
Di fatto, per effetto dell'imminente consacrazione dei vescovi e nonostante le Dichiarazioni ineccepibili della Fraternità (alle quali peraltro abbiamo aderito qui), nell'ambito della chiesa sinodale odierna è prevedibile che, nell'immediato, si impongano le spinte curiali e, in prospettiva, prendano sempre più piede le porno (et alia) derive alla Tucho. Per contro, nella FSSPX potrebbero rafforzarsi alcuni elementi di rottura di alcune ali più estreme (che non prevalgono ma ci sono) e che l'impossibilità di confronto rischia di rendere sempre più impermeabili. Tuttavia è un cane che si morde la coda perché non possiamo negare che oggi come oggi la Fraternità ce l'abbia messa tutta per cercare un dialogo e un confronto; ma ha trovato e trova un Tucho inamovibile con compagnia cantante curiale. compreso il Trono più alto, assolutamente coriacea.
Gli amici di Disputationes Theologicae mi chiedono di pubblicare le loro
Dieci domande ai sacerdoti della Fraternità San Pio X, delle quali per la verità abbiamo già parlato in recenti discussioni con alcune confutazioni pertinenti a da me condivise che riprenderemo. Aderisco alla richiesta inserendo il link al loro articolo, al fine di mettere in campo molti possibili elementi di discussione, aprendo un dibattito che può giovare alla Verità se animato dalle buone volontà di chi vi partecipa.

3 commenti:
La Fsspx ha sempre "accettato" il Concilio con riserva cioè non incondizionatamente.
[Segue dall'intervento precedente]
Siamo sempre all'accordo del 5 maggio 1988, rinnegato spontaneamente il giorno dopo da mons. Lefebvre. Circa il Concilio così diceva il testo :
"3) Per quanto riguarda alcuni punti insegnati dal Concilio Vat II o riguardanti le successive riforme della liturgia e del diritto che ci sembrano difficilmente conciiabili con la Tradizione, ci impegnaamo ad avere un atteggiamento positivo di studio e di comunicazizone con la Sede Apostolica, evitando ogni polemica". Quindi: si mantiene il diritto ad esprimere delle riserve sul Concilio e le successive riforme, con la promessa di non assumere atteggiamenti polemici. Si vede chiaramente che l'accordo manteneva alla Fsspx il diritto e comunque la facoltà di criticare il Concilio e il postconcilio, anche se (in teoria) cum grano salis. Nessuna accettazione incondizionata del Concilio. Inoltre:
4) "Dichiariamo inoltre di riconoscere la validità del Sacrificio della Messa e dei Sacramenti celebrati con l'intenzione di fare ciò che la Chiesa fa e secondo i riti indicati nelle tipiche edizioni del Messale Romano e dei Rituali dei Sacramenti promulgati dai Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II". Mons. Lefebvre disse sempre che la Consacrazione del NO "non poteva dirsi invalida", nonostante i notevoli cambiamenti apportati. Ma l'aver mantenuto la transustanziazione non impediva alla nuova e rivoluzionata Messa di assumere (vedi recentemente mons. Schneider) il senso di un servizio di preghiera protestante (Santa Cena degli eretici). Importante è la frase su "Messa e Sacramenti celebrati con l'intenzione di fare ciò che la Chiesa fa": secondo la critica rivolta già da Bacci e Ottaviani al NO, non è sicuro che questa intenzione sia stata preservata nella formulazione NO, che si presta anche ad esser letta come narrazione del fatto della Croce assai più che come rinnovamente effettivo dello stesso.
Infine, il punto 5) : si prometteva di "rispettare la disciplina comune della Chiesa e le leggi ecclesiastiche, in particolare quelle contenute nel Codice di dir. canonico promulgato da GP II nel 1983".
Dunque :"accettazione" non incondizionata ma sottoposta al mantenimento di diversi "paletti".
Circa la seconda "accettazione", don Carusi scrive: "La seconda, nella lettera del 15 dicembbre 2008 a firma del Superiore Gen. etc a nome dei quattro vescovi per chiedere la revoca delle scomuniche, dove si legge 'noi accettiamo e facciamo nostri tutti i concili fino al Vaticano II, sul quale esprimiamo alcune riserve;". In sostanza, era la medesima accettazione con riserva dell'accordo del 1988, di cui sopra.
La terza e ultima "accettazione" è quella del 2012, pure andatra in fumo ma per l'opposizione della Curia cioè della parte ostile alla Fraternità, attivissima nell'allora vescovo G. Mueller, notorio nemico dei "lefebvriani" (e lo è ancor oggi), da poco eletto Prefetto dell'ex S. Uffizio..
Qui don Carusi cerca di mettere in cattiva luce la Fsspx. Occorre un post ad hoc.
A seguire. Se l'articolo va in seconda pagina, non lo scrivo, perchè una volta in seconda pagina non lo legge più nessuno. Dico intanto che dal testo non risulta quello che afferma don Carusi, che ci sarebbe stata un'accettazione senza riserve della collegialità vaticanseconda. Il testo sembrava fare alcune concessioni, bilanciate però dal mantenimento di alcuni importanti paletti.
ap
Le "implicazioni" di supposta "nullità" dei Sacramenti dalla Chiesa conciliare mons. Lefebvre non le ha mai tratte. Mons. Lefebvre ha sempre respinto il sedevacantismo e ha persino sempre detto che la Nuova Messa non poteva considerarsi invalida, nonostante fosse una messa ambigua ed equivoca, per questo pericolosa per la fede e quindi da evitare nei limiti del possibile.
Ha sempre saputo fare le opportune distinzioni, al contrario di certi commentatori prevenuti contro di lui e la Fsspx.
Le domande, in questo momento così delicato, forse sarebbe stato meglio evitarle e porle eventualmente in seguito. Mic parla di dibattito serio ma non ha preso in considerazione l'aspetto non benevolo delle critiche che esprimono. Forse era meglio rimandarle a tempi diversi.
Posta un commento