Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 12 settembre 2026

Il cardinale Burke rivendica il titolo di Maria Corredentrice di fronte al criterio della Dottrina della Fede

Riprendiamo da Infovaticana. Qui trovate l'indice degli articoli dedicati, insieme ai precedenti presenti nella tradizione.

Il cardinale Burke rivendica il titolo di Maria Corredentrice
di fronte al criterio della Dottrina della Fede


Il cardinale Raymond Leo Burke ha difeso pubblicamente il titolo di Maria Corredentrice, mesi dopo che il Dicastero per la Dottrina della Fede ha stabilito nella nota Mater Populi fidelis che il suo utilizzo risulta «sempre inopportuno» per esprimere la cooperazione della Vergine nell’opera della Redenzione.

Burke si è espresso domenica [lo scorso 6 settembre -ndr] nella cattedrale di San Bavone, a Haarlem (Paesi Bassi), durante un intervento dedicato alla cooperazione della Vergine Maria nell’opera salvifica di Cristo. Secondo quanto riporta The Catholic Herald, che afferma di aver ricevuto dall’ufficio del cardinale una copia del suo intervento, Burke ha affermato espressamente: «La Santissima Vergine Maria è Corredentrice, cioè partecipa in modo unico all’opera salvifica di Nostro Signore».

Il porporato ha precisato immediatamente il senso che dà al termine e lo ha subordinato all’unica Redenzione operata da Cristo. «Noi, in virtù del Battesimo e della Cresima, siamo corredentori, cioè partecipiamo all’opera salvifica di Nostro Signore santificando la parte della sua vigna che Egli ha affidato alla nostra cura», insistendo inoltre sul fatto che questa cooperazione non presuppone alcuna insufficienza nel sacrificio di Cristo. «Non è che il Sacrificio di Nostro Signore sia in qualche modo difettoso. È perfetto e procura la grazia divina e la vita eterna a tutti coloro che si uniscono a Nostro Signore nel suo Sacrificio». 

Ed ha aggiunto: «L’unica cosa che manca è la nostra partecipazione con tutto il cuore al Sacrificio di Nostro Signore, prendere ogni giorno la Croce e seguirlo».

Burke: Maria coopera in modo «insostituibile» nella Redenzione
Nel corso del suo intervento, Burke ha fatto ricorso alla Scrittura e alla tradizione teologica per spiegare il posto singolare della Vergine nell’economia della salvezza.

Commentando la profezia di Isaia, ha sostenuto che la promessa divina «si compie, anzitutto e nel modo più perfetto, nella vita della Santissima Vergine Maria mediante la sua cooperazione insostituibile nel Mistero dell’Incarnazione redentrice».

Tale cooperazione, ha aggiunto, è chiamata a prolungarsi anche nella vita dei cristiani: «Deve compiersi in ciascuna delle nostre vite come collaboratori, con la Vergine Madre di Dio, nell’opera di Redenzione del suo divino Figlio».

Le parole di Burke acquistano particolare rilevanza dopo la pubblicazione, il 4 novembre 2025, di Mater Populi fidelis [vedi], la nota dottrinale del Dicastero per la Dottrina della Fede su alcuni titoli mariani legati alla cooperazione di Maria nella salvezza.

Il documento è stato approvato da Leone XIV il 7 ottobre 2025 e ordinato per la pubblicazione. La nota riconosce espressamente che il titolo di Corredentrice è apparso nel XV secolo, che è stato impiegato da alcuni pontefici e che san Giovanni Paolo II si è riferito a Maria come Corredentrice «almeno in sette occasioni».

Ricorda inoltre che durante il pontificato di san Pio X il termine è apparso in documenti della Congregazione dei Riti e del Sant’Ufficio, e riporta l’uso del titolo da parte di Pio XI.

Mater Populi fidelis: il titolo è «sempre inopportuno»
Pur riconoscendo questi precedenti, il Dicastero presieduto dal cardinale Víctor Manuel Fernández è giunto a una conclusione contraria alla convenienza di continuare a utilizzare il titolo.

«Tenendo conto della necessità di spiegare il ruolo subordinato di Maria a Cristo nell’opera della Redenzione, è sempre inopportuno l’uso del titolo di Corredentrice per definire la cooperazione di Maria», stabilisce il numero 22 di Mater Populi fidelis.

La Dottrina della Fede argomenta che il termine «corre il rischio di oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo» e può provocare «confusione e uno squilibrio nell’armonia delle verità della fede cristiana». Secondo la nota, quando un’espressione richiede spiegazioni costanti per evitare interpretazioni errate, cessa di prestare un servizio adeguato alla fede del Popolo di Dio.

Il documento non nega, tuttavia, la cooperazione di Maria nella salvezza. Al contrario, afferma che il suo «sì» non è stato una condizione meramente passiva e descrive la sua maternità come «pienamente attiva» e unita al mistero salvifico di Cristo come strumento voluto dal Padre.

La differenza si concentra, quindi, sulla convenienza del titolo di Corredentrice e sul modo di esprimere teologicamente tale cooperazione mariana.

Ratzinger e Francesco, tra gli argomenti della nota
Mater Populi fidelis riporta anche la posizione di Joseph Ratzinger. Nel 1996, in qualità di prefetto della allora Congregazione per la Dottrina della Fede, ha risposto negativamente a una proposta di definire dogmaticamente Maria come «Corredentrice» o «Mediatrice di tutte le grazie», considerando che il significato preciso di quelle espressioni non era sufficientemente chiaro e che la dottrina in esse contenuta non era matura per una definizione dogmatica.

Successivamente, nel 2002, Ratzinger ha manifestato pubblicamente le sue riserve sul termine, ritenendo che si allontanasse eccessivamente dal linguaggio della Scrittura e dei Padri e potesse provocare fraintendimenti.

La nota riporta altresì le reiterate obiezioni del papa Francesco, che ha rifiutato il titolo in diverse occasioni [vedi] e ha sostenuto che Cristo «è l’unico Redentore». La Dottrina della Fede utilizza questi interventi per rafforzare il suo argomento a favore della preservazione con assoluta chiarezza dell’unicità della mediazione redentrice di Gesù Cristo.

L’intervento di Burke si colloca ora in senso diverso rispetto alla convenienza di impiegare il titolo, sebbene il cardinale formuli espressamente la cooperazione di Maria come subordinata all’opera perfetta e sufficiente di Cristo.

Il dibattito continuerà presumibilmente a Roma. Burke parteciperà all’inizio di ottobre a una conferenza mariologica [qui] nel corso della quale, secondo gli organizzatori citati da The Catholic Herald, si prevede di approfondire nuovamente la questione di Maria Corredentrice.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

E, .... se posso permettermi :

"Il nome di Maria è la gloria di tutte le chiese.
Dall’oriente al tramonto si deve lodare il
Nome del Signore e di Maria Madre Sua"
Mentre ricordiamo il Convegno su Maria Santissima che si terrà a Roma in Ottobre, per celebrare degnamente la Solennità del SS. Suo Nome, il 12 settembre , rispolveriamo, per offrirla brillante alla vostra attenzione spirituale, una dimenticata devozione mariana, nata a partire dal secolo XII, che si diffuse dopo qualche secolo, quando nel 1683 Papa Innocenzo XI istituì la Festa Liturgica del Santissimo Nome di Maria, rendendola obbligatoria per tutta la Chiesa.
• Si tratta della devozione dei cinque salmi le cui iniziali, lette in verticale formano il Nome di
M• A• R• I• A
Non è un giochetto, ma uno specifico slancio d'amore che vuole essere inviato al Cuore Immacolato di Maria, a Gloria di suo Figlio Gesù, che sempre gioisce all'udire, se celebrato con passione, il Nome della sua Amatissima Madre e che per i fedeli costituisce un semplicissimo percorso spirituale: breve, consolatorio e di riparazione.
Per facilitare un buon intimo lavoro spirituale, necessario in questo santo giorno e in tutti gli altri giorni, elenchiamo di seguito i 5 salmi che formano il nome di Maria, da recitare nella successione indicata:
M - Magnificat (Cantico di Luca 1, 46-55): «Magnìficat ànima mea Dòminum...» (L'anima mia magnifica il Signore).
A - Salmo 119 (120): «Ad Dòminum cum tribulàrer clamàvi, et exaudìvit me...» (Nella mia oppressione ho gridato al Signore ed egli mi ha risposto).
R - Salmo 118 (119), 17-32: «Retrìbue servo tuo, vivam: et custòdiam sermònes tuos...» (Sii buono con il tuo servo e vivrò, e custodirò la tua parola).
I - Salmo 125 (126): «In convertèndo Dòminus captivitàtem Sion: facti sumus sicut consolàti...» (Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, ci sembrava di sognare).
A - Salmo 122 (123): «Ad te levàvi òculos meos, qui hàbitas in caelis...» (A te sollevo i miei occhi, a te che abiti nei cieli). Oppure si legga il Salmo 142 nei testi storici.
https://www.alleatieucarestiaevangelo.it/2026/09/lacrostico-salmodiato-del-ss-nome-di.html?m=1

Ave Maria!


Anonimo ha detto...


🌺 Ave Maria 🌺
Beata Edvige Carboni è stata una mistica italiana laica del Terz'ordine Francescano.

Mi sognai la S. Vergine. Si avvicinò dicendomi: Oggi, otto settembre, festa della mia nascita, Figlia mia, confidate in me: tutte le grazie passano nelle mie mani. La giornata di oggi è la più odiata dal nemico infernale, perché colla mia nascita doveva venire la salvezza del genere umano. Giorno senza notte è il giorno della mia nascita! Ma il mondo poco o niente capisce tali misteri. Te, assieme a Paola, pregate oggi molto molto; pregate per tutti quelli che non mi conoscono, oppure mi conoscono, ma non mi amano, anzi mi oltraggiano con le più orrende bestemmie.
https://it.wikipedia.org/wiki/Edvige_Carboni

Gian Luigi B. ha detto...

La Beata Edwige riposa nella bella chiesa di s.Sebastiano (aperta per la maggior parte della giornata) a Pozzomaggiore (SS), suo paese natale. Approfitto per suggerire una visita a tutti coloro che fossero per turismo (o altro) nella Sardegna occidentale/settentrionale; Bosa, Alghero....

Anonimo ha detto...

Sarà perseguitato per averlo fatto... ma onore davanti a Dio