Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

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giovedì 17 settembre 2020

Silvia Romano è tornata. Scopriamo insieme perché

Silvia Romano, rapita dagli islamisti in Kenya e tornata “miracolosamente” convertita all’Islam, è diventata ambasciatrice del progetto europeo “YES – Youth Empowerment Support for Muslim communities”. Un programma che mira a denunciare casi di “islamofobia” e a fornire supporto psicologico alle vittime di questa “terribile” discriminazione. Poche cose sono fragili come le menti dei musulmani, che necessitano di aiuto psicologico a causa dell’odio anti-islamico, che per l’Unione Europea è una piaga endemica del Vecchio continente. Questa grottesca vicenda, tragicomica quanto la conversione di Silvia Romano, ci suggerisce di riflettere sul concetto di “islamofobia” e sulla deriva illiberale delle istituzioni europee, ormai in overdose da politicamente corretto.
L’espressione “islamofobia”, già diventa reato in Francia, è un randello lessicale usato per colpire i critici dell’Islam. Sollevare dubbi sulla “religione di pace” equivale a commettere un “crimine del pensiero”. Non a caso, il termine “Islamofobia” venne, originariamente, coniato dai Fratelli Musulmani, l’organizzazione islamista internazionale, promotrice del fondamentalismo sunnita, quello di Bin Laden per capirci.