Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 12 agosto 2018

XII Domenica dopo la Pentecoste

Deus, in adiutórium meum inténde: Dómine, ad adiuvándum me festína: confundántur et revereántur inimíci mei, qui quærunt ánimam meam. (Ps 69:2-3)
Avertántur retrórsum et erubéscant: qui cógitant mihi mala. (Ps 69:4)
Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in saecula saeculórum. Amen
SAN SIMEON PICCOLO
cappellania per la liturgia in rito tridentino a Venezia

Al centro del vangelo di oggi si trova una domanda importantissima: «Che devo fare per ottenere la vita eterna?»
La risposta è «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua
forza e con tutta la tua mente e amerai il prossimo tuo come te stesso». Ma poi si pone la domanda: “Ma chi è «il prossimo»? Alla domanda “Chi è il mio prossimo?” Gesù risponde con la parabola dell’uomo che sulla strada da Gerusalemme a Gerico viene assalito dai briganti che lo abbandonano ai bordi della via, spogliato e mezzo morto. Passano sulla medesima strada un sacerdote e un levita e vanno oltre. Poi arriva un samaritano.
E il Samaritano si commuove; «Ne ebbe compassione», “Misericordia motus est”. In virtù della misericordia che colpisce la sua anima, diviene lui stesso il prossimo del uomo ferito. E Gesù dà il comando “Vai e fa anche tu lo stesso”.

La Madonna di Akita. la continuazione della missione della Madonna di Fatima

Prologo
Akita è una città sita nel Nord Ovest del Giappone, in cui sono avvenuti dei fatti, che la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente come soprannaturali. Essi hanno avuto luogo negli anni Settanta presso il Convento delle Suore “Serve dell’Eucarestia”, che dista circa 5 km da Akita.
La protagonista dei fatti miracolosi è Suor Agnese Katsuko Sasagawa, nata nel 1931 ed entrata, nel 1973, nel Convento delle Suore “Serve dell’Eucarestia”, vicino Akita, a 42 anni. Essa era completamente sorda e incurabile (cfr. I. Corona, Akita. Le apparizioni della Madonna a suor Agnese Sasagawa, ed. Segno, Tagnavacco di udine, 2015, p.5)

sabato 11 agosto 2018

Bentornati, padre e madre - Marcello Veneziani

Pungente ed efficace l'ironia dell'articolo ripreso di seguito. Non è ancora chiaro se il ripristino dei termini appropriati di Padre e Madre riguarda solo i moduli per richiedere la carta di identità elettronica per i figli minori sul sito del Ministero degli interni o se si è predisposta una legge per cambiare quella corrispondente al nuovo linguaggio orwelliano imposto dalla dissoluzione mascherata da progresso frutto delle gabbie ideologiche dominanti. In ogni caso quella che va ripristinata è la realtà sovvertita, sia  curando l'educazione delle nuove generazioni che neutralizzando la manipolazione mediatica delle masse da parte delle principali agenzie informative.

Il ritorno del Genitor Prodigo. La parabola evangelica a rovescio dei nostri anni. Salvini il Barbaro irrompe nell’ufficio anagrafe e impone di tornare a padre e madre sui moduli per la carta d’identità e di impacchettare le protesi che erano al loro posto, denominate Genitore 1 e genitore 2 e rimandarle ai loro sponsor sinistri. Ma partiamo dall’inizio, anzi dall’Inizio del mondo.

L'omoeresia ancora salda nella Chiesa. Che fine ha fatto l'indagine di Benedetto?

Aldo Maria Valli [qui l'intero articolo dal titolo: Quella rete che andrebbe sradicata] condensa e rende esplicite considerazioni da non sottovalutare. Cito:
Per combattere davvero il fenomeno degli abusi sessuali occorre sradicare le reti gay esistenti all’interno della Chiesa.
Questa la tesi sostenuta dalla professoressa Janet E. Smith, teologa morale Al Sacred Hearth Major Seminary di Detroit, in seguito all’ennesimo scandalo che sta travolgendo la Chiesa cattolica negli Stati Uniti dopo che il cardinale Theodore McCarrick si è dimesso a causa della sua condotta sessuale e degli abusi su seminaristi.
Secondo Janet Smith (qui) a questo punto occorre dire chiaramente che lo scandalo non sta solo nelle coperture da parte dei vescovi, né si può pensare che tutto possa essere risolto con provvedimenti disciplinari verso i responsabili e il perfezionamento di meccanismi per la segnalazione dei pastori viziosi. In profondità, sostiene la teologa americana, il problema sta nella presenza di reti omosessuali all’interno della Chiesa, probabilmente nelle diocesi di tutto il mondo e certamente nella curia romana.

venerdì 10 agosto 2018

Pena di morte - Cristiano Lugli e don Michel Gleize

Dopo i vari richiami di contrarietà alla pena di morte, Bergoglio è arrivato a cambiare il nuovo Catechismo sul tema della pena di morte - tema che aveva già subito modifiche lungo gli anni, anche sotto il pontificato dello stesso Giovanni Paolo II.
Lo ha fatto con un rescritto del cardinale Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, datato 1° agosto e pubblicato, come noto, qualche giorno fa’.

Nel testo si legge che nell’udienza concessa al porporato lo scorso 11 maggio, Bergoglio ha approvato una nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica, disponendo che venga tradotta nelle diverse lingue e inserita in tutte le edizioni del Catechismo, quello pubblicato nel 1992 e in editio typica nel 1997.

Venerdì 10 agosto. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:

Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo.

giovedì 9 agosto 2018

Filosofia del diritto: l'errore logico fondamentale dei "pro-choice" o abortisti "in nome della scelta" - Paolo Pasqualucci

Prescindendo dalle valutazioni morali e religiose, che giustamente condannano senza remissione l’aborto volontario quale forma di omicidio, vorrei soffermarmi sull’aspetto puramente filosofico della questione, ossia sui principi essenziali invocati dagli abortisti. 
Mi sembra si possano ridurre soprattutto a due:
  1. Il  principio della “libera scelta” della donna, difeso come principio incondizionato ed assoluto, e quindi a prescindere dall’oggetto della scelta stessa; 
  2. Il principio che la vita cominci solo ad alcuni mesi dal concepimento e  n o n   dal momento del concepimento, come se il bambino che si forma nel ventre materno durante i nove mesi della gestazione, non fosse vivente e vitale sin dall’inizio del suo organico formarsi. 
La nascita è il risultato finale e compiuto del processo di crescita  di una materia interamente vivente sin dall’inizio del processo stesso, cioè dal concepimento; crescita che si articola in  f a s i ormai ben note alla scienza, le quali  mostrano l’esistere in atto di un individuo, maschio o femmina.  A 18 giorni il piccolo cuore del feto pulsa; a tre mesi il bambino è alto solo 8 cm e pesa due once: ma, pur sempre collegato alla vita della madre, ne ha già una sua, che gli consente di provare tutta una serie di sensazioni. Infatti, fra le quattro e le sei settimane si forma la corteccia cerebrale del feto, conferendogli la capacità di provare riflessi.  Entro dodici-quattordici settimane, ma forse già ad otto, pur essendo la corteccia cerebrale sviluppata solo tra il 30 e il 40 %, è in grado di percepire il dolore, come dimostra il fatto accertato durante molti aborti, che l’abortito reagisce (p.e. scalciando disperatamente) esattamente come chi prova dolore alle soluzioni saline che lo stanno bruciando e avvelenando o ai ferri che lo stanno tagliando a pezzi.  E deve trattarsi di un dolore veramente atroce. 

mercoledì 8 agosto 2018

Conferenza di Don Curzio Nitoglia a Montereale (AQ)

Conferenza di Don Curzio Nitoglia
La neospiritualità del Vaticano II

Ville di Fano, Montereale (AQ)
sabato 11 agosto 2018 - ore 18,00


Associazione delle Colline
Strada Regionale 471, n° 54

per informazioni: 338.6039957

La pena di morte - Romano Amerio

«Vuoi tu non dover temere l'autorità'? Fai il bene ed avrai lode da essa (...) Ma se fai il male allora devi temere poiché il magistrato non porta la spada inutilmente, essendo ministro di Dio e vendicatore dell'ira divina» (S. Paolo Lettera ai Romani cap. XIII, 4)
Per approfondire, consultiamo una delle fonti più limpide ed esaustive del nostro tempo. Il testo che segue è tratto da Iota Unum, Torino, Lindau, 2009, Cap. XXVI, pp. 391-400

187 – La pena di morte.

Vi sono delle istituzioni della società che derivano dai principii del diritto naturale e che come tali godono in varie forme di perpetuità: tali sono lo Stato, la famiglia, il sacerdozio; e ve ne sono di quelle che, partorite da un certo grado di riflessione su quei principii e da circostanze storiche, devono cadere quando la riflessione passi a un grado ulteriore o quelle circostanze cessino: tale, per esempio, la schiavitù. La pena di morte fu sino a tempi recenti e giustificata teoreticamente e praticata in tutte le nazioni come l’estrema sanzione con cui la società percuote il malvagio col triplice scopo di riparare l’ordine della giustizia, di difendersi e di distogliere altrui dal delitto.
La legittimità della pena capitale è fondata su due proposizioni.
Prima: la società ha diritto di difendersi; seconda: la difesa importa tutti messi necessari alla difesa. La pena capitale è dunque contenuta nella seconda proposizione a condizione che il togliere la vita a un membro dell’organismo sociale risulti necessario alla conservazione della totalità.

Testo originale della preghiera a San Michele Arcangelo - Leone XIII

I tempi sono talmente bui che non posso non riproporvi la preghiera di Leone XIII, con gratitudine per tutte le grazie che riceviamo ogni giorno.

Pubblichiamo il testo della preghiera a San Michele Arcangelo, scritta da Papa Leone XIII, tratto da un vecchio opuscolo in mio possesso dei PP. Passionisti della Scala Santa (vedi qui : oltre alla storia, troverete la formula ridotta recitata al termine della Messa Antiquior).
Noto che il testo è diverso da quello che circola sul web di cui non conosco la fonte. E dunque è bene affidarsi sempre a fonti attendibili. Questa preghiera fa parte del testo più ampio dell'Exorcismus in Satanam et angelos apostaticos Iussu Leonis Pp. XIII editus.
Aggiungo il testo originale latino che, a detta degli esorcisti, è più efficace.

Preghiera a San Michele Arcangelo
Gloriosissimo Principe delle celesti milizie, Arcangelo San Michele, diféndici nella battaglia e nel combattimento contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre e contro gli spiriti maligni delle zone celesti.
Vieni in aiuto degli uomini, da Dio creati per l’immortalità e fatti a sua immagine e somiglianza e riscattati a caro prezzo dalla tirannia del diavolo.
Combatti oggi, con l’esercito dei beati Angeli, la battaglia di Dio, come combattesti un tempo contro il caporione della superbia, Lucifero, e i suoi angeli apostati; che non prevalsero, né si trovò più posto per essi in cielo: e il grande drago, il serpente antico che è chiamato diavolo e Satana e seduce il mondo intero, fu precipitato nella terra, e con lui tutti i suoi angeli.