Oggi ricordiamo la celebrazione del Rito antico – dopo 39 anni di cattività babilonese alla quale ancora oggi stiamo resistendo – grazie al Summorum Pontificum di Benedetto XVI. Qui la rievocazione della sua prima applicazione, il 14 settembre 2007 a Santa Maria Maggiore. Io (Maria) c'ero.
Anniversario del motu proprio Summorum Pontificum
Si compie oggi il 19° anniversario della entrata in vigore del motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI (7 luglio 2007) – pubblicato assieme ad una lettera ai Vescovi – sulla possibilità di tornare a celebrare il Rito Romano antico. Le celebrazioni, infatti, sono riprese il 14 settembre dello stesso anno, festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Ne conseguiva libertà alla Messa tradizionale e pace liturgica alla Chiesa [qui uno dei precedenti].
Deo gratias! Le resistenze contemporanee [qui] e le gravi restrizioni successive [qui] non praevalebunt!
Deo gratias! Le resistenze contemporanee [qui] e le gravi restrizioni successive [qui] non praevalebunt!
Potete consultare i più recenti sviluppi sotto l'attuale pontificato a partire da qui.
Nell'immagine a lato una panoramica della nostra Messa nella chiesa di Sant'Anna al Laterano in Via Merulana, di solito sempre stracolma.
Considerate che la foto è di una domenica dello scorso mese di agosto. Pensate dunque quanti fedeli manchino per via delle ferie.

4 commenti:
Grazie.
Ave Maria!
P.S. Ma anche E.P. viene a S.Anna?
Eh sì. Quando può!
Stracolma non proprio. I banchi che conterrebbero 4 fedeli ne hanno in media 2. La prospettiva presente in foto fa inoltre sembrare la chiesa molto più grande di quella che in realtà è. Ma anche se la chiesa fosse stracolma, con banchi realmente pieni e fedeli in piedi, si tratterebbe sempre di una esigua minoranza, sia rispetto ai frequentatori romani di Messe domenicali che rispetto all'intera popolazione della città.
Rimaniamo dunque con i piedi per terra, cari amici, sempre consci che ci attende un'opera capillare di "apostolato", che non può essere delegata ai sacerdoti ma è responsabilità di ogni battezzato.
La tentazione è invece quella di adagiarsi sulla gioia di poter frequentare una Messa antica, dimenticando tutti quei poverini che vorrebbero ma non hanno questa fortuna, cosi come tutti quegli ignari frequentatori della Messa NO, così come tutti quei pagani, atei e indifferenti che compongono in larghissima maggioranza la nostra società; e a cui dovrebbero essere rivolti i nostri sforzi.
Ma veniamo al pratico:
1) Non allarmarti se sei tentato al male. Sarebbe anormale che tu non lo fossi.
2) Le tentazioni non provano che tu sia perverso; ma soltanto che sei fatto anche di carne.
3) Non sei intrinsecamente corrotto, altrimenti tali istigazioni al male non ti disturberebbero.
4) Resistendo ad ogni tentazione nel nome di Dio, acquisti meriti per il Cielo. Ecco come provi l’amore per Dio, preferendo Lui e la sua legge al male e al peccato.
5) Resistendo continuamente alla tentazione, acquisti padronanza di te, condizione essenziale alla Pace Eterna, senza essere dominato da fattori esterni al pari di un alcolizzato, di un pervertito sessuale o di un materialista.
La Chiesa raccomanda la pratica delle tre virtù per poter vincere le tre tentazioni:
1) L’ umiltà per vincere l’egoismo, che ci fa credere migliori degli altri.
2) La castità per vincere la sensualità-lussuria, col dirci che il corpo è il tempio di Dio.
3) La beneficienza, la bontà e la carità per temperare la nostra avida cupidigia.
Se fossi ammalato chiameresti un medico. Siccome sei debole, rivolgiti al Signore.
(Fulton J. Sheen, da “Ancore sull’abisso” edizioni Fede e Cultura)
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