Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 17 settembre 2019

José Antonio Ureta. Comunione con Dio o con gli “spiriti” (maligni)?

Nell'approssimarsi del sinodo pan-amazzonico aumentano le avvisaglie inquietanti evidenziate da molti eminenti studiosi. Dal testo che segue, ripreso da Duc in altum, il professor José Antonio Ureta dimostra, con ampia documentazione, come il processo di sovvertimento della dottrina sotto il pretesto dell'inculturazione sia molto avanzato e come la Chiesa, anziché opporsi alla deriva magica, spiritistica e panteistica, la appoggi e la favorisca. Per approfondire, indice dei precedenti articoli

La Rete Panamazzonica (Repam), principale coordinatrice della prossima assemblea speciale del sinodo dei vescovi, ha organizzato dal 16 al 18 luglio scorsi un seminario nel Centro culturale missionario, a Brasilia. Fra le attività dell’evento, a destare più interesse e reazioni è stata la celebrazione di una “mistica indigena”, durante  la quale sono state invocate “protezione e benedizione sul cammino sinodale”. Il noto blogger brasiliano Bruno Braga l’ha qualificata come “rituale macabro”, proprio del “paganesimo indigenista”[1].

Un mese dopo, il 14 agosto, durante il terzo incontro ufficiale preparatorio per il sinodo, tenutosi a Bogotà (dopo quelli di Washington e Roma) con la partecipazione del cardinale Pedro Barreto Jimeno, vicepresidente della Repam e uno dei presidenti dell’imminente sinodo, lo sciamano Isidoro Jajoy, della tribù colombiana Inga, ha dato la “benedizione” a un gruppo di partecipanti all’evento [qui], fra i quali una suora in atteggiamento reverenziale[2].

lunedì 16 settembre 2019

Bergoglio e l'ergastolo. Il commento di un avvocato

Riprendiamo da Stilum Curiae. Un insopprimibile e insopportabile nodo socio-politico dopo l'altro. Di quello spirituale abbiamo parlato ad nauseam.

L’avvocato Giovanni Formicola ha inviato a un gruppo di amici una sua riflessione su una delle ultime esternazioni populiste e demagogiche del Pontefice regnante, quella relativa all’ergastolo, pronunciata nei giorni scorsi. Pensiamo di farvi cosa gradita condividendo le riflessione di una persona che conosce bene quel mondo, a causa della sua professione, e che di conseguenza può parlarne a ragion veduta, e con cognizione di causa, a differenza di altri. Buona lettura.
* * *
L’ergastolo non è la soluzione dei problemi – lo ripeto: l’ergastolo non è la soluzione dei problemi -, ma un problema da risolvere” (Francesco, Discorso alla polizia penitenziaria etc., 14 settembre 2019).  
Purtroppo, quando indossa questi pensieri che provengono dal sovversivismo (genere “disarmo della polizia”) e radicalismo anni 1960-1970, si fa davvero difficile.
Di quale “problema” l’ergastolo NON sarebbe la soluzione? L’ergastolo è una sanzione. Punto. E in che senso sarebbe un “problema”? Se lo è, lo è solo perché quasi sempre è – come vorrebbe LUI – tale solo a parole.
Solo due esempi, giusto per dare l’idea. 

Costruire la Chiesa del futuro? - don Elia

«Come Gesù con gli apostoli»: questo inciso, buttato lì nel discorso in modo quasi inavvertito, è una conferma dell’intento dissimulato (ma non troppo) della gerarchia romana nominata da “Francesco”: «costruire la Chiesa del futuro» – come enunciato poche righe più su – ovvero rifondarla secondo il «sogno di Chiesa espress[o] in Evangelii gaudium». Già il numero di appassionati dello squilibrio di cui ogni parroco della capitale ha ricevuto il consiglio di circondarsi perché lo coadiuvino nel ministero è fortemente allusivo: dodici, come «il piccolo gruppo da cui tutto è partito» (corsivo originale), sebbene tale cifra non vada presa «alla lettera, ma serve per farmi capire» (corsivo mio). In perfetto stile massonico, un discorso in apparenza banale, immotivato, inconsistente contiene in realtà indizi sufficienti per essere compreso dagli iniziati, mentre gli altri si limiteranno ad alzare le braccia sconfortati e ad eseguire obtorto collo gli ordini loro comunicati con leziosa delicatezza dal rivoluzionario gentile che Bergoglio ha scelto come vicario della diocesi capitolina [qui; ne abbiamo parlato qui].

domenica 15 settembre 2019

Il Cuore all'Addolorata ci aiuta a condividere e offrire ciò che appartiene al Signore

Un dono di Maria Santissima Addolorata: una meditazione da estrarre dai commenti ringraziando il Signore e la Sua e nostra Madre che spesso ci fanno arrivare il conforto, non come lo prefiguriamo o come lo vorremmo; ma ci mettono accanto persone, anime, con le quali condividiamo il peso del tempo che consuma e il fardello di questi nostri tempi duri ma ricchi di grazia.

Mentre il sole dell'ultima domenica di estate declina, penso al sole che si spense quando Gesù Nostro Signore fu innalzato sulla croce e vi morì.
Ne fu deposto tra le braccia della Madre Addolorata, che oggi ricordiamo. Gesù/domenica, Gesù/sole, Gesù redentore e la Madre corredentrice...

Sono pensieri che si aggiungono a quelli di un'ispiratissima omelia di un buon curatore di anime, sul vangelo odierno. Dio non ragiona secondo "emergenze umanitarie" e per "categorie": per Dio, che è il Tutto, importa l'uno, il singolo. Perciò gli interessa la singola pecora e non "le pecore". Come è interessato a quell'una, perdutasi, altrettanto è attento e solerte con le altre novantanove, che ama una ad una, ognuna amata a sé. La carità inizia dai vicini, proprio perché mi sono vicini.
Dio è così. Non ragiona "per ideali" o per slogan da spendere per ottenere visibilità o accreditare qualcuno a danno di qualcun altro sulla scena.
Infatti nell'inno alla carità (1 Corinti 13) San Paolo afferma che: "se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova".

Un sacerdote americano al Papa: “sono stanco di essere disprezzato e demonizzato da Lei”

Riprendo lo stralcio di un articolo di LifeSiteNews sul fatto che un sacerdote americano molto conosciuto e rispettato ha risposto alle recenti osservazioni di Papa Francesco sui “sacerdoti giovani e rigidi”, scrivendo in un post su Facebook [qui] di dover “onestamente e dolorosamente dire: sono stanco di essere da Lei disprezzato e demonizzato”. Fa scalpore, semplicemente perché è uno dei pochi che ci mette la faccia.
Bergoglio aveva recentemente ripetuto queste espressioni nell'intervista sul volo di ritorno; ma lo aveva detto anche in un discorso ai vescovi del Mozambico nei seguenti termini:
Inoltre, vorrei sottolineare un atteggiamento che a me non piace, perché non viene da Dio: la rigidità. Oggi è di moda, non so qui, ma in altre parti è di moda, trovare persone rigide. Sacerdoti giovani, rigidi, che vogliono salvare con la rigidità, forse, non so, ma prendono un atteggiamento di rigidità e alle volte – scusatemi – da museo. Hanno paura di tutto, sono rigidi. State attenti, e sappiate che sotto ogni rigidità ci sono dei gravi problemi.
Ed è a queste affermazioni che replica mons. Charles Pope, laurea in informatica, molto conosciuto nella diocesi di Washington, dalla sua pagina Facebook:
Santo Padre, non sento l’amore qui, non mi sento accompagnato da Lei. Faccia spazio nel suo cuore per me e per gli altri come me. Non sono un giovane sacerdote, ma so che il mio tipo di sacerdozio non Le piace. Inoltre sono americano e anche questo semplice fatto sembra rendermi fastidioso ai suoi occhi. Non temo tutto quello che Lei dice, ma l’ambiguità di alcuni dei suoi insegnamenti e la severità di alcune delle Sue azioni mi preoccupano. E tuttavia, quando noi, i Suoi figli meno preferiti, Le facciamo domande, Lei non risponde o non chiarisce. Ciò nonostante sono ancora Suo figlio e ho in comune con Lei il sacerdozio di Gesù. Attendo da Lei la sollecitudine e la gentilezza di cui Lei dice che io, e gli altri come me, siamo privi. Nel frattempo devo dire onestamente e dolorosamente che sono stanco di essere da Lei disprezzato e demonizzato. Con rispetto, Charles

Julio Loredo, editorialista del Pan-Amazon Synod Watch rivela il “piano” dietro al Sinodo sull’Amazzonia

Julio Loredo, autore di “Teologia della liberazione, un salvagente di piombo per i poveri” (Cantagalli, 2014), ha affermato che il retroscena “non detto” del Sinodo sull’Amazzonia è qualcosa che è stato preparato da decenni e che mira a “cambiare l’intera Chiesa” d’accordo con “la cosiddetta teologia indigenista e ecologica”.  “Si tratta di un rinnovamento totale della Chiesa da un punto di vista ‘amazzonico’, che altro non  è che il culmine della Teologia della liberazione”, ha detto Loredo a LifeSiteNews il 21 giugno scorso. Di seguito l'intervista. Qui indice articoli sul tema

Intervista rilasciata da Julio Loredo a Diane Montagne 

Sig. Loredo, chi è il responsabile del lancio del sito “Pan-Amazon Synod Watch” e che assicurazione può dare ai lettori che in esso troveranno una fonte credibile di informazioni riguardo alle questioni relative al Sinodo di ottobre?
Il sito è stato creato da una rete internazionale di associazioni conservatrici. Appartiene ufficialmente all’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, che ha sede a San Paolo, in Brasile. Il prof. Corrêa de Oliveira (1908-1995) ha studiato le cosiddette correnti indigeniste all’interno della Chiesa già dall’inizio degli anni ’70. Ma è un sito internazionale che implica non solo le TFP (le Associazioni per la difesa dei valori della Tradizione, Famiglia e Proprietà), ma anche altre realtà conservatrici a livello internazionale.

sabato 14 settembre 2019

14 settembre 2007-2019. Ricordando l'entrata in vigore del Summorum Pontificum

14 settembre 2007 / 2019
Nel giorno dell'Esaltazione della Santa Croce di dodici anni fa, in Santa Maria Maggiore, alle ore 15, dopo una cattività di 39 anni, è stata celebrata la Messa Vetus Ordo. Era il giorno in cui è entrato in vigore il Motu proprio Summorum Pontificum. E nell'arco della giornata lo stesso è accaduto in tutte le diocesi (o quasi) del mondo. Tante attese, infinita speranza. E ora, cosa resta? Inserisco il link ad una memoria di alcuni anni fa. Una successiva qui. E un mio recente intervento: Il Rito Romano Antico e l'applicazione del Summorum Pontificum [qui].
Colgo l'occasione per ricordarvi anche il mio libro «La questione liturgica. Il rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae dal Vaticano II all'epoca deidue papi’», 2a Edizione, Solfanelli 2017.
Chi si arma di pazienza, inserendo le parole chiave dal motore di ricerca interna consultabile dalla colonna destra del blog, può trovare una marea di articoli sull'argomento.
Infine, un cimelio storico: il filmato che sono riuscita ad avere da Repubblica, nel quale, insieme ad altre, ci sono alcune mie precise risposte a precise domande. Perché io c'ero. Interessanti le interviste: laici con le idee chiare, che non si sono lasciati confondere dalle domande con i pregiudizi che conosciamo bene e che non accennano a sparire.

Un papa che non teme lo scisma può causarne uno

Nel corso della conferenza stampa di Bergoglio sul volo di ritorno dall’Africa, è stata toccata la questione della possibilità di uno scisma ed è emersa la sua mancanza di timore al riguardo. Nella nostra traduzione da Catholic Culture l'articolo di Phil Lawler.

“Non ho paura degli scismi”, ha detto Papa Francesco ai giornalisti durante la sua ultima conferenza stampa sull’aereo.
Beh, io ce l’ho. E ho paura di ogni Romano Pontefice che non ha paura di scisma nella Chiesa universale.  Il che significa che, sì, ho paura di papa Francesco.
Nell'imminenza del Sinodo amazzonico, si evidenziano numerose indicazioni che il Papa e i suoi alleati utilizzeranno l'assise per promuovere un’altra serie di drammatici cambiamenti nell’insegnamento e nella prassi della Chiesa. È disposto a rompere con i nostri padri nella fede; è disposto a rompere con i suoi fratelli. Temo che il Papa sia determinato a procedere per la sua strada, a prescindere dal costo per l’unità della Chiesa.
Come ho notato di recente, nelle ultime settimane abbiamo visto segni inquietanti di un nuovo atteggiamento ai vertici del Vaticano: la volontà di eliminare e licenziare i critici del Papa senza nemmeno la minima simulazione di cortesia. Questo approccio aggressivo – forse un tentativo di assicurare un “cambiamento irreversibile“ nel poco tempo a disposizione – si è evidenziato quando il Papa ha risposto a una domanda di Jason Horowitz del New York Times, circa le critiche che gli sono state rivolte dai cattolici americani.

venerdì 13 settembre 2019

L’obiettivo ultimo dell’ideologia LGBT è quello di distruggere il cristianesimo

Così va il mondo... Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. Nota del Traduttore: "Ho introdotto un apparato di note per rendere più familiare la questione legale in America. L'American Thinker, da cui è stato originariamente pubblicato l'articolo, è un blog di destra molto serio".

10 settembre 2019 (American Thinker) — Recentemente, il quarterback [1] Drew Brees è stato brutalmente criticato per aver ‘osato’ apparire in un video esortando gli studenti cristiani a portare con sé le loro bibbie a scuola.
Il pretesto per l’attacco è stato il fatto che Brees ha supportato un progetto dell’associazione cristiana Focus on the Family, organizzazione che crede nella bibbia, e quindi anche nella visione biblica del matrimonio e della sessualità.
Si noti che Brees non ha detto assolutamente nulla che possa essere anche lontanamente interpretato come anti-LGBT. Al contrario, in passato ha persino partecipato a campagne pubblicitarie contro il bullismo proprio in favore delle comunità LGBT.
Ma la sua ‘colpa’ era duplice: quella di appartenere a un’associazione che i progressisti odiano e amano prendere di mira e quella ancor più grave di esortare i ragazzi a leggere la bibbia, libro che molti all’interno della comunità LGBT disprezzano. Secondo il punto di vista dei suoi critici, è bene fare campagna contro il bullismo nei confronti dei membri della comunità LGBT, ma il bullismo contro i cristiani non costituisce nessun problema.

Venerdì 13 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profila all'orizzonte anche un problematico Instrumentum laboris [qui] per il Sinodo dell'Amazzonia del prossimo ottobre...
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte, specialmente in questi giorni, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
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Riflessione settimanale
San Giovanni Maria Vianney