Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 13 febbraio 2020

I vescovi ucraini esortano quelli tedeschi a rimanere fedeli alle Scritture e alla Tradizione

Nella nostra traduzione da PCh24/InfoCatólica (10 febbraio 2020 ). La Commissione Episcopale per la Famiglia della Conferenza Episcopale ucraina ha mandato una lettera di correzione fraterna ei vescovi che partecipano all’Assemblea Sinodale della Chiesa in Germania. La lettera esorta i vescovi tedeschi a rimanere fedeli alla Santa Scrittura e alla Tradizione della Chiesa, avvertendoli che le loro posizioni compromettono la fede dei fedeli in Ucraina.

I vescovi della Chiesa in Ucraina assicurano nella loro lettera che nelle chiese del paese “dei nostri vicini occidentali” imperversa una profonda crisi e sottolineano il fatto che la posizione dei vescovi tedeschi su certi temi rappresenta una minaccia per i fedeli ucraini.
Tra i temi spinosi vi è la questione dell’omosessualità all’interno della dottrina della Chiesa, nonché l’atteggiamento di quest’ultima nei confronti dell’ideologia LGBT e della legge naturale. Il documento è stato redatto sotto forma di correctio fraterna.
I prelati ucraini si esprimono in modo energico nel loro avviso ai tedeschi:
« I gruppi LGBT stanno mettendo in atto un attacco ideologico intensivo contro i nostri giovani e bambini al fine di corromperli moralmente. Analogamente, le organizzazioni che abbiamo menzionato giustificano le loro attività e la loro propaganda basandosi sul nuovo punto di vista dell’episcopato tedesco. Suscita in noi dolore il constatare come la propaganda LGBT utilizzi le nostre stesse parole per lottare contro il cristianesimo e contro tutti coloro che riconoscono l’autentica antropologia basata sulla Bibbia e sulla legge naturale ».

mercoledì 12 febbraio 2020

Querida Amazonia. Una prima impressione

Querida Amazonia - 12.02.2020
Se pare abbia funzionato il fuoco di sbarramento di Sarah/Benedetto, Bergoglio continua a dire e non dire ad alludere e ad aprire spiragli, per la confusione ma soprattutto per il sovvertimento attraverso la prassi, fumosa e dubbia nelle espressioni ma nota nelle intenzioni. E non è forse già una falla lo stratagemma di richiamare l'uso del documento finale in luogo dell'esortazione?
In ogni caso c'è ben altro che il celibato ecclesiastico in campo... Ovviamente, dopo più attenta lettura, ne parleremo.
Intanto appaiono molto eloquenti e significative le dichiarazioni del card. Marx ad Agensir, che non fanno altro che confermare i nostri timori: “Non affronta direttamente alcune domande, ma incoraggia a sviluppare la riflessione sul sacerdozio." Ѐ il suo già collaudato "innescare i processi". Non altro che il magistero liquido di conio conciliare! Ha aperto fessure che diventeranno ulteriori voragini oltre a quelle già ripetutamente denunciate...
L’esortazione “non intende sostituire o ripetere il documento finale del Sinodo”, ha sottolineato il presidente dei vescovi tedeschi il card. Reinhard Marx, presentando “Querida Amazonia” oggi a Bonn, ma intende “presentare ufficialmente il documento finale” che va letto integralmente. [Ѐ proprio il documento finale che ha suscitato il nutrito dibattito da noi raccolto qui]
O ancora:
“Chi si aspettava decisioni concrete e indicazioni precise non le troverà in questa esortazione”, ha aggiunto Marx riguardo la “visione ecclesiale”, poiché qui “il Papa ha avviato una ricezione del Sinodo rilevante per la Chiesa mondiale”.
“Come è noto, la maggioranza dei 2/3 dei 280 padri sinodali si è pronunciata a favore di eccezioni al celibato obbligatorio e di un’ulteriore riflessione sull’ammissione delle donne al diaconato nel documento finale del Sinodo”, ha ricordato Marx, temi che sono discussi anche in Germania, ma che “non sono stati i temi principali del Sinodo”. Quindi “l’esortazione post-sinodale non affronta direttamente queste domande, ma piuttosto incoraggia a sviluppare ulteriormente la riflessione sul tema del sacerdozio per consentire la regolare celebrazione dell’Eucaristia”. È una “discussione che continuerà”, “non la vedo chiusa”. Oltre che tema della prossima plenaria dei vescovi, elementi di Querida Amazonia “rientreranno nei corrispondenti forum del cammino sinodale”.
«si dice che più del principio contano i modi di realizzarlo secondo tempi e luoghi. Ma che cosa è mai un principio se sta sotto e non sopra le realizzazioni sue? E come non vedere che esistono stili di realizzazione che invece di esprimere distruggono il fondamento? A questa stregua si può dire: il fondamento del gotico non si discute, bensì il modo di realizzazione del gotico. E poi si toglie di mezzo l’arco acuto.» (Romano Amerio, Iota Unum § 50).

Papa Francesco, il pastore capriccioso

Nostra traduzione di un articolo originariamente pubblicato da D.J.Mahoney lo scorso 6 febbraio 2020 sul National Review Magazine. Vi si trovano, descritti con sobria chiara evidenza, i molti aspetti problematici del presente pontificato.

Il percorso sbagliato del pontefice

Nel primo paio d'anni di pontificato di papa Francesco i cattolici di mentalità conservatrice fecero sforzi titanici per dare a vedere che gli sconcertanti modi del nuovo papa sarebbero stati in continuità col pensiero e gli atti dei suoi immediati predecessori. Si andava dicendo che era stato un forte critico della teologia della liberazione, almeno nelle espressioni marxiste di questa, e che era un uomo di pietà tradizionale, che aveva menzionato le macchinazioni del Maligno con sorprendente regolarità, e che il suo stile - sfacciato, critico delle maniere consolidate, voglioso di dialogo col mondo moderno - sarebbe stato solo un modo più fresco di indurre l'ortodossia cristiana a resistere al mondo moderno. Ma c'erano stati fin dagli inizi segni che mettevano dubbi su tale rassicurante consenso. Francesco appariva diffidente della maggioranza dei fedeli cattolici - che erano, a suo giudizio, rigidi, ossessionati dai mali dell'aborto e dei peccati sessuali, chiusi alla necessità di una Chiesa aperta all'attivismo umanitarista - e una riduzione dell'enfasi sui dogmi e perfino sulla verità.

martedì 11 febbraio 2020

Immigrati occupano una chiesa issando bandiere islamiche

Segnala un lettore e volentieri pubblico condividendo. Rimando a questo precedente e a tutti i riferimenti cui rimanda.

È un piccolo episodio ma dimostra che l'islam non vuole "convivere" con altre religioni ma col tempo conquistarle e sottometterle, la "fratellanza" è solo un'illusione di Bergoglio.
La chiesa cattolica di Saint-Jean-Baptiste, nel cuore del quartiere Rayssac di Albi, in Francia, è stata conquistata da un gruppo di giovani nordafricani, domenica 9 febbraio. Saliti sul tetto hanno posto bandiere delle loro nazioni islamiche sulla facciata.
Il parroco, padre Paul de Cassagnac, ha presentato una denuncia, lunedì 10 febbraio. Esprimendo il suo sostegno a coloro che sono stati colpiti da questa scena terribile, in particolare gli abitanti del quartiere. Che hanno assistito ad una vero e proprio gesto di conquista.
Questi sono simboli di un dramma che si sta svolgendo davanti ai nostri occhi: il problema non sono, solo, i clandestini. La vera minaccia al nostro futuro sono i figli degli immigrati regolari. - Fonte.

Chi non accetta la pachamama, creerebbe divisione nella Chiesa (!?)

Pachamama. Ricordate l'eroico giovane austriaco che entrò a S. Maria in Traspontina, prelevò gli idoli e li gettò nel Tevere? (Consultare precedenti a partire da qui)
La diocesi tedesca di Aquisgrana (quella dov'è sepolto Carlo Magno, quello del SACRO Romano Impero!) ha fatto pressioni su una parrocchia per cancellare la conferenza che Alexander Tschugguel avrebbe dovuto tenervi. 
Secondo un comunicato stampa del parroco, padre Guido Rodheudt, la diocesi temeva che il suo discorso ed il successivo dibattito, potessero "turbare i fedeli, diffamare il papa e contribuire a una divisione all'interno della Chiesa". Divisione, capite?! 
In Germania, dove i vescovi porcelloni stanno tenendo un Sinodo con finalità scismatica [qui], in cui la Dottrina della Chiesa è ridotta a mito storico da riscrivere alla luce delle voglie (specie sessuali) dei singoli membri laici e consacrati! Siamo alle comiche. Finali.

Gli imbecilli nella politica e nella Chiesa

Quanto alla Chiesa, oltre a rinviare alla conclusione dell'articolo, riprendo quanto osserva Stefano Fontana:  "Anche il patriarca di Venezia si accoda a molti altri vescovi italiani, da Firenze a Cremona e auspica presto una moschea nella sua città. Leggerezza? Ingenuità? Ignoranza? Strumentalità? Profetismo improvvisato? Si tratta di relativismo religioso e va respinto per molti motivi". 
Motivi da noi più volte evidenziati (es. qui - qui - qui). 
Per il resto potete trovare una nutrita documentazione digitando la parola chiave islam sul motore di ricerca interno sulla colonna destra del blog (per vederla dal cellulare scegliere in fondo alla pagina l'opzione "Visualizza versione web).

Dopo la conferma del PD nelle elezioni regionali in Emilia Romagna alcuni osservatori, soprattutto di sinistra, hanno dato motivazioni che oggettivamente hanno poco a che fare con gli aspetti prettamente politici. Oltre al mantra che vuole Salvini razzista e fascista, lo accusano per la sua iperattività nel gironzolare per l’Italia e per aver citofonato a una famiglia con un figlio che, si dice, spacci droga.
Se demonizzano Salvini per i comportamenti personali che non danneggiano minimamente l’economia, nell’operato della sinistra abbiamo cose molto più serie e, direi, di vitale importanza per l’Italia.

lunedì 10 febbraio 2020

Il giorno del Ricordo

Oggi ricordiamo migliaia di connazionali innocenti, uccisi nelle foibe dai comunisti titini e cacciati dalle loro terre, per la sola colpa di essere italiani. Purtroppo, ancora oggi questa tragedia non è immune da un intollerabile negazionismo.
La bellissima preghiera scritta dall'eroico vescovo di Trieste Antonio Santin per le vittime delle foibe e gli esuli istriani e giuliano-dalmati. Che l'ultima parola della nostra e della loro vicenda umana appartenga a Cristo, nel cui nome ogni accadimento acquista senso e ogni perdita si trasforma in un guadagno definitivo, vittoria ultima del Bene sul male.

 "O Dio, Signore della vita e della morte, della luce e delle tenebre, dalla profondità di questa terra e di questo nostro dolore noi gridiamo a Te. Ascolta, o Signore, la nostra voce. Noi siamo venuti qui per innalzare le nostre povere preghiere e deporre i nostri fiori, ma anche per apprendere l’insegnamento che sale dal sacrificio di questi Morti. E ci rivolgiamo a Te, perché Tu hai raccolto l’ultimo loro grido, l’ultimo loro respiro.

Ennesima grave ingerenza del clericalismo politico vaticano sull'immigrazione e nuovi echi di Abu Dabi

Se avrete le pazienza di consultare i numerosi link inseriti nell'essenziale excursus che segue, suscitato dagli eventi recenti, potrete avere il quadro più ampio ed articolato delle complesse vicende che si vanno dipanando con sempre maggiore tracotante pertinacia.
Qui l'indice degli articoli sulla Dichiarazione di Abu Dhabi; qui quello sull'immigrazionismo; qui quello sul Sinodo amazzonico.

L'immagine a lato, accompagnata da un breve commento di un lettore, mi dà occasione per alcune considerazioni su questo ennesimo tweet di padre Antonio Spadaro e ciò che rappresenta, perché, oltre ad essere all'insegna del clericalismo politico imperante in Vaticano, riprende e perpetua l'abominio della Dichiarazione di Abu Dhabi [vedi].
Il riferimento è alle inquietanti dichiarazioni del segretario di Stato vaticano durante la presentazione dei volumi “Essere mediterranei” e “Fratellanza” de “La Civiltà Cattolica”  [qui]:
non è stato ancora riconosciuto “il contributo dei migranti allo sviluppo dei Paesi di destinazione” del Nord Europa 
e del premier italiano Conte:
“No a soluzioni nazionalistiche, serve la responsabilità condivisa” dell’Europa. Sì a trasferimenti e corridori umanitari [sui corridoi umanitari qui]. E in conclusione.

domenica 9 febbraio 2020

Domenica 9 febbraio inizia il Ciclo di Pasqua

Chi ha la Grazia di fare "l'esperienza della Tradizione", vivrà con la S. Messa di oggi, l'inizio del tempo di Settuagesima che avvia il secondo ciclo dell'anno ecclesiastico, quello di Pasqua, che si sviluppa attorno alla Passione ed alla Risurrezione del nostro Salvatore. Vedi anche

Il Tempo di Settuagesima - nel quale la miseria e la gravità del peccato invocano la redenzione divina - ci prepara alla Quaresima anche coi segni liturgici. Il colore dei paramenti è già il viola ed i canti di gioia (Gloria in excelsis e Alleluia) sono soppressi.
Tre sono le domeniche del Tempo di Settuagesima:
Dominica in Septuagesima
Dominica in Sexagesima
Dominica in Quinquagesima 
Esse designano non la settimana, ma la decina in cui cade ciascuna domenica.

Coronavirus, i cristiani di Wuhan chiedono di pregare nel nome di Gesù

Attualmente ci sono più di 17mila casi confermati di contagio da Coronavirus 2019-NCOV nel mondo. Il virus ha già causato la morte di 362 persone in Cina, provocando più vittime dalle SARS, tra il 2002 e il 2003, dove persero la vita 349 persone solo nel territorio cinese.
L’origine del virus ancora non è stata confermata ma, secondo alcune ipotesi, il mercato di Wuhan potrebbe essere messo in discussione per spiegarne l’origine.
Da allora, la città di 11 milioni di abitanti è stata messa in quarantena, negozi e ristoranti sono chiusi. Una città ferma che ha gli occhi puntati addosso dall’intero pianeta, in contatto col mondo solo per aggiornare la costante perdita dei propri cittadini. Tuttavia, sono state diffuse parole di speranza proprio dal cuore di Wuhan.
Un pastore di Wuhan ha scritto al China Source Blog Post per ricordare che in questa situazione così critica, Dio ha piani per la pace.
«La situazione è così critica, eppure ci fidiamo delle promesse del Signore, i suoi pensieri verso di noi sono di pace e non di male (Geremia 29:11), e concede il tempo per la prova, non per distruggerci, ma per stabilirci. La peste di Wuhan non può separarci dall’amore di Cristo; questo amore è nel nostro Signore Gesù Cristo».