mercoledì 16 dicembre 2020

Il virus è un esperimento tecno-autoritario per ridurci a replicanti

Da alcune settimane gira in Rete questo articolo di Eugenio Capozzi, professore di Storia Contemporanea dell’Università degli studi di Napoli Federico II. Il Prof. Eugenio Capozzi ha un pedigree editoriale, l’ultimo suo libro l’ha pubblicato l’editore Marsilio, fa parte del comitato scientifico della rivista Ventunesimo Secolo e della redazione di Ricerche di storia politica. È autore di diversi volumi tra cui Il sogno di una costituzione (2008), Partitocrazia (2009) e Storia dell’Italia moderata (2016). Quanto scrive in questo articolo merita di essere letto. Lo proponiamo così come lo abbiamo trovato su svariati siti e pagine social, considerando questa riflessione per quello che è: un’ipotesi condivisa da una parte della pubblica opinione, uno spunto per una riflessione, giusto o sbagliato che sia.
In ogni caso, anche se non è inventato, di fatto è ormai sotto gli occhi - ma purtroppo non sotto la consapevolezza - di tutti che quanto col virus collegato viene cavalcato e proditoriamente gestito in maniera strumentale e all'unisono dai governi a livello globale.

Il virus è un esperimento tecno-autoritario per ridurci a replicanti

“Il lockdown generale è già stato deciso da tempo. Tutte le oscillazioni di queste settimane sono soltanto gioco del poliziotto buono e cattivo, tattica per imporre la decisione gradualmente, testando volta a volta le reazioni. Il progetto è chiaro. Non ha niente a che vedere con la situazione sanitaria, che è sotto controllo (salvo le solite inefficienze di certe regioni) e che vede una pressione sugli ospedali inferiore a quella che si verifica abitualmente ogni anno per le epidemie stagionali di influenza. Morti e terapie intensive sono evidentemente in gran parte anziani ammalati di altro, spesso già ricoverati – i dati emergono su scala locale anche se il governo si guarda bene dal chiarirlo a livello nazionale. Se si volesse affrontare seriamente la protezione delle fasce di cittadini a rischio (chiarissimamente individuabili per via statistica) basterebbe monitorare gli anziani con patologie specifiche attraverso medicina di base e Usca, somministrare loro terapie ormai note ai primi sospetti di virus, fornire servizi per evitare loro il più possibile di uscire di casa, e raccomandare ai loro familiari di adottare con loro il più rigoroso distanziamento.
Ma chiaramente di questo a chi governa non importa nulla. Il progetto già pianificato dalla primavera è un altro, e tutto politico: un esperimento di ri-disciplinamento autoritario delle società funzionale ad un modello economico ben preciso.
È un progetto non solo italiano ma europeo, che parte dall’asse franco-tedesco e da Bruxelles, e di cui il governo italiano è solo uno tra gli esecutori. Non bisogna essere complottisti per individuarlo: esso è già palese nella torsione paternalista, eticizzante delle istituzioni Ue di cui Ursula von der Leyen è la garante.
L’obiettivo di queste classi politiche è enfatizzare a dismisura il virus per distruggere quel che resta della piccola e media impresa, del terziario autonomo, degli spazi di formazione, socialità e cultura “fisici”, e sostituirli con consumi, intrattenimento, didattica, socialità integralmente digitalizzati, completamente inglobati dalle grandi corporations hi tech globali.
La narrazione terroristica del Covid e i lockdown sono lo strumento per rimpiazzare del tutto la socializzazione con i social, le comunità di scuola e università con la didattica su piattaforma, l’amore e il sesso con il dating virtuale, i ristoranti e i bar con il food delivery, i cinema e i teatri con Netflix, lo shopping con Amazon, i concerti con le dirette a distanza, lo sport con il “workout” casalingo gestito da app, il lavoro con sussidi statali di semi-indigenza, il culto religioso comunitario con una spiritualità solitaria senza nessun rilievo sociale. E, soprattutto, per eliminare ogni forma di associazione culturale, circolo, movimento civico e politico libero, non controllabile, trasformando la società civile in una pluralità di individui isolati che si limitano ad essere followers dei leader politici, in un quotidiano reality show, “profilati” e sottoposti al continuo martellamento delle news unanimi di regime selezionate per loro dai social media depurandole di quelle che loro chiamano fake news, cioè di ogni fonte che non sia approvata dal complesso politico-mediatico mainstream.
L’accelerazione di questa trasformazione permetterebbe, per le élites europee, la saldatura tra il mega-tecno-capitalismo d’oltreoceano, lo statalismo burocratico Ue a economia sussidiata e il modello di mercato autoritario cinese.
L’unico ostacolo che può ancora frapporsi tra il progetto e la sua attuazione è la reazione, la resistenza, la mobilitazione delle società civili europee, dei ceti e delle fasce sociali che si è deciso di sacrificare. Dalla loro capacità di ribellione, dalla loro capacità di coordinarsi, dando vita a un blocco sociale e politico coerente in sostituzione di una rappresentanza politica ormai inesistente, dipende se l’esperimento tecno-autoritario riuscirà o sarà dichiarato fallito, o quanto meno dilazionato.”
Eugenio Capozzi
Professore Storia Contemporanea
Università degli studi Napoli

21 commenti:

Alcuni effetti non secondari ha detto...

A proposito della quarantena forzata dei bambini e degli adolescenti che sono ancora in DaD.

"La perdita della socialità e della scuola ha anche effetti cognitivi: i bambini hanno dimenticato le tabelline, altri addirittura come si scrive. I bambini vivono immersi in un mondo di morte con bollettini di morte."

Dell'argomento in oggetto parla una sig.Medico che ha conservato tutti i neuroni disponibili anche se a velocita' sostenuta . ha detto...

Silvana De Mari - C0r0naVlrus: a cosa serve? Come ripartire? STATO DI PAURA-int. di Beatrice Silenzi
https://www.youtube.com/watch?v=03XAeg_tc_8

Anonimo ha detto...

Purtroppo "la reazione, la resistenza, la mobilitazione delle società civili europee, etc"... sono del tutto inesistenti.
Ormai tutti quanti - tranne i soliti quattro gatti - si sono abituati alla dittatura sanitaria, la quale ormai è "sanitaria" solo di nome, perché di fatto è una dittatura vera e propria.
Le masse mi sembrano entusiaste.
Quindi non è il caso di continuare ad illudersi.
Ormai, è fatta!

Anonimo ha detto...

Quando si partì col divorzio legalizzato si intraprese la via della Morte come cultura, come politica, come economia, come morte sociale. Questi sono i frutti i cui semi furono impiantati ancor prima di allora. Questi sono i figli della Morte di Dio. E quello che oggi sembra vivo è ipocrisia, finzione connaturata, una mascherata. La persona non sa più chi è e recita all'impronta la parte che ha scelto di interpretare dal gran libro della propaganda nazionale.

Essere o non essere, i più hanno deciso di non essere perché essere è fatica ed è difficile essere veramente originale, cioè non avere un modello di appoggio nella propaganda nazionale, ma avere solo Gesù Cristo come modello, infatti solo Gesù Cristo, se onestamente e fedelmente e liberamente seguito, consente ad ognuno di essere l'unico, l'autentico, l'originale per cui fu chiamato all'esistenza.

Replicanti già lo siamo e proprio perché il numero dei replicanti è così alto che loro hanno pensato di ridurci tutti a replicanti, altrimenti non avrebbero potuto neanche pensarlo.

Abbandonata da tempo l'imitazione di Cristo, l'unica che rende originali, che ci rende quello che avremmo dovuto essere, ci siamo piegati ad imitare altri esseri umani rare volte degni, il più delle volte indegni. Oggi i più indegni al massimo grado.

Rifiutando Dio, Uno e Trino, implicitamente abbiamo rinunciato ad essere e abbiamo ripiegato sulla recitazione dei ruoli che la propaganda nazionale propone. Questo totalitarismo sanitario, paternalista, mai e poi mai, avrebbe potuto instaurarsi se non avesse trovato sul suo cammino moltitudini in maschera, rinunciatarie a priori dell'essere a favore della pappa pronta fornita dalla propaganda nazionale del non essere.

Questo ha significato la Morte di Dio, assunta a pensiero unico dei popoli. Ma con la Morte di Dio muore la civiltà intera oltre che i singoli popoli e le singole persone.

Finché abbiamo creduto in Dio, Uno e Trino, siamo stati ora non siamo che imitatori della propaganda nazionale.

money money money . ha detto...

Credo anch'io che sia così .
La prossima mossa prevista , sotto natale(minuscolo dal momento che il loro non e' il nostro Natale)ci propineranno la moneta virtuale . Terza mossa , la vaccinazione a tappeto . A quel punto saranno stati sufficienti i morti necessari ai loro sacrifici rituali o vorranno altro sangue ?Perche' e' chiaro come il sole che questi aspiranti paperoni stanno seguendo il programma dei loro dante causa . Money money money ? Forse.

Anonimo ha detto...

Per chi ama l'informazione, solitamente censurata, sotto forma di brevi video "live" segnalo https://twitter.com/RadioSavana
Merita.

Anonimo ha detto...

«Dunque alla fine, su scala europea, ci sono riusciti. Hanno abolito il Natale. L'inquilino di Santa Marta ci ha messo del suo, ridicolizzandolo a livello di fumetto - il che dimostra che è d’accordo nel farla finita con questa superstizione.
Peraltro il Natale non vale molto in Europa, però era, fino a ieri, un tenue legame, tutto sentimentale e mai ragionato, con le nostre origini, con la verità della nostra storia, quella che stanno smantellando mattone dopo mattone i diavoli che si sono impadroniti del mondo. Ma cosa è il mondo? L’insieme delle nostre anime; sono padroni del mondo perché sono padroni delle nostre anime, ormai cieche, ormai senza memoria, ormai esauste di immagini, carabattole, barzellette, vacanze al mare, telenovele, gialli, telegiornali e suoni di ogni tipo.» .

Anonimo ha detto...

Ho condiviso questo articolo, molto interessante, su Twitter. Poi ho provato a farlo su Fb, ma non è stato possibile. Compare una scritta in cui si dice che l'articolo "è stato segnalato da utenti". Ma ci rendiamo conto? Siamo in dittatura, ormai è evidentissimo. Se non ci svegliamo siamo davvero finiti.

Antonio ha detto...

Farò la figura dell’arrogante ma queste cose (chi mi conosce — e qui qualcuno ce n’è — lo sa) le vado dicendo da maggio, per cui mi sembra una scoperta dell’acqua calda. Di questi tempi, però, viene da gioire anche quando la di scopre. Almeno, meno male che adesso tutto questo lo dice anche qualcuno che ha in materia un curriculum molto più autorevole del mio. Io aggiungerei solo che il problema non è europeo ma globale e nasce molto in alto, dalle macchinazioni di burattinai di cui i burocrati dell’Unione Sovietica Europea sono solo i pupazzi. Infatti, una delle loro grandi priorità era anche quella di caricarsi il katechon (l’ultimo? Viene quasi da sperare di sì, almeno torna Nostro Signore con la mazza e la facciamo finita, perché se aspettiamo il popolo drogato dalle fake news, dai social, da Netflix, da Twitter, dal panem et circenses, rinchiuso in un panopticon senza armi — sì, armi: fucili, pallottole, bombe, etc. — stiamo freschi) e la democrazia di paglia (come tutte le altre) degli USA.

Il programma continua. ha detto...

La tecnica ? Quella dell'elastico ( o del guinzaglio : allunga , accorcia..)
Il fine ? Quello di cui sopra.
Quei due che siamo riusciti a votare e che dovrebbero rappresentarci sembrano uniformati al coro...e che te lo dico affa'..
Gli anzianisono senza denti , i giovani (non sanno piu' neanche cos'e' una Patria) rimbecilliti dietro ai social..e che te lo dico affa'..
https://www.lanuovabq.it/it/lockdown-cosi-siamo-diventati-polli-di-allevamento

Anonimo ha detto...

Roma, 16 dic. (askanews) – Donald Trump “ha dato un contributo positivo alla causa cristiana”. Ne è convinto il cardinale George Pell, ex prefetto della Segreteria vaticana per l’Economia, nel corso di una conferenza stampa online sui suoi diari dal carcere, dove ha scontato oltre 400 giorni in seguito ad una condanna per pedofilia e prima di essere scagionato dalla corte suprema australiana, “Prison Journal”, edito dalla casa editrice statunitense Ignatius Press, e in uscita oggi.

Il presidente uscente degli Stati Uniti è “un tipo controverso”, ha detto Pell, “ho pensato che fosse un po’ barbaro” ma “ha fatto alcune splendide nomine, alla Corte suprema e non solo. E’ un presidente insolito, ma insolito perché ha mantenuto molte promesse: non è entrato in nessuna guerra, l’economia è andata avanti. Auguro al nuovo presidente tutto il bene, sebbene penso che il futuro sia imprevedibile e interessante. Trump mandava gli auguri per Natale, ha partecipato alla marcia per la vita: sono grato per questo, non voglio partecipare al danneggiamento della sua memoria. In democrazia i cristiani hanno il diritto di combattere per mantenere i valori cristiani nella sfera pubblica e iniziano a sparire nozioni come la verità e la ragione. Penso che Trump abbia dato un contributo positivo alla causa cristiana. In altre aree – ha concluso il cardinale Pell – non sono sicuro sia stato sufficientemente rispettoso del processo politico”, e “non è una piccola cosa indebolire la fiducia nelle istituzioni”

https://www.askanews.it/cronaca/2020/12/16/card-pell-trump-ha-fatto-bene-alla-causa-del-cristianesimo-pn_20201216_00322/

Anonimo ha detto...

"Se ne ride chi abita i cieli, li schernisce dall'alto il Signore"(Ps 2) i governanti, i virologi e i falsificatori dei presepi.

Anonimo ha detto...

Non mi interessa che Trump sia un po' 'barbarian' e controverso, però 4 idee sane ce le aveva e avrei tanto voluto che il suo augurio-discorso sul Natale fosse stato pronunciato ad una finestra che si affaccia su p.zza S.Pietro, mi auguro che vengano fuori le porcate commesse dal figlio drogato crackato Hunter Biden, e si faccia luce sullo schifo dei dem, ma temo che gli orridi obamaclinton abbiano più di un piano B per l'evenienza e speriamo che non sia Kamala, che è peggio di Kalì.

Anonimo ha detto...

Non finirà con una puntura, «oggi non basta il vaccino per sconfiggere il Covid»

https://www.tempi.it/non-finira-con-una-puntura-oggi-non-basta-il-vaccino-per-sconfiggere-il-covid/

Anonimo ha detto...

Molte persone sono spiazzate da quanto avviene, sono confuse.
Anche se colgono che qualcosa non torna nella gestione, poi si chiedono: "ma a che pro dovrebbero fare tutto questo?", e non sapendosi dare una risposta logica e razionale abbandonano il quesito.
Qualcuno poi ha un amico/parente che è stato in ospedale per il virus e allora vuol dire che effettivamente un'emergenza c'è, tutto sommato non possiamo farci nulla.

Il fatto che non si comprendano i motivi di quel che accade, non significa che delle motivazioni reali non ci siano.
Il fatto che si conosca qualcuno che è stato male non è rilevante per leggere una situazione di tale portata.

Noi sosteniamo da Febbraio che il modo in cui è stata gestita questa situazione non ha un legame diretto con l'emergenza sanitaria, ma che ci siano invece in atto una serie di cambiamenti che hanno un impatto strutturale sulla politica, l'economia e la società, tali da poter essere giustificati solo ricorrendo a un ordine di esigenze diverso da quello sanitario, pena la loro completa irrazionalità.
Siamo convinti che non esista l'irrazionale nella ragion di stato, ma solo ragioni che non sono immediatamente visibili (o opportunamente celate) che possiamo eventualmente ricostruire, sempre con beneficio del dubbio e mantenendo aperto l'orizzonte critico, a partire dai loro effetti e dalle loro conseguenze.

https://www.weltanschauung.info/

Anonimo ha detto...

Eugenio Capozzi :
L'aspetto più ripugnante nella propaganda della dittatura sanitaria è la strumentalizzazione spudorata dei morti per colpevolizzare chi osa difendere le libertà costituzionali, l'economia, la socialità naturale, la responsabilità individuale.
"Abbiate rispetto per i morti!". "Volete mettere le ragioni del business davanti a quelle della vita umana". Queste sono le oscene accuse che i burattini del "pandemicamente corretto" scagliano come pietre addosso a chi non accetta di conformarsi al loro regime di prigionia di massa. Che uccide eccome: uccide individui per altre malattie non curate, per solitudine, per depressione, per miseria e disoccupazione, e uccide un'intera società ridotta ad una massa amorfa di morti viventi.
"Abbiate rispetto per i morti!". Vergognatevi, sepolcri imbiancati che bestemmiate così.
Ogni anno decine e decine di migliaia di persone muoiono per malattie infettive trasmissibili, per complicazioni dei virus influenzali, per infezioni ospedaliere. Dove eravate voi, sepolcri imbiancati, ogni anno quando questo succedeva? Avete chiesto di chiudere negozi, chiudere ristoranti, bar e alberghi, impedire alla gente di circolare, far fallire imprese? Avete colpevolizzato chi faceva tutte le cose normali che danno senso alla vita - lavorare, fare sport, fare cultura, andare a scuola, divertirsi, socializzare? No, per fortuna. Perché non sarebbe stato giusto. Perché i problemi sanitari di una società vanno affrontati in sede di politiche sanitarie, e la prevenzione delle malattie non può essere un rimedio peggiore del male, non può uccidere la società per salvarla. Tutti gli anni - anche tra il 2014 e il 2015, quando c'è stata in Italia una mortalità in eccesso di quasi 50.000 persone - voi non avete battuto ciglio, e avete continuato a lavorare, socializzare, divertirvi, come tutti. Come avete fatto fino a febbraio, quando accusavate di razzismo chi chiedeva controlli rigorosi sugli ingressi in Italia contro la diffusione del Covid, e inneggiavate agli aperitivi. Oggi, manipolati dai vostri padroni e padrini politici, vi siete trasformati in Girolamo Savonarola, predicate penitenza e sacrificio, reclusione e digiuno, cancellate persino il Natale per punire i "reprobi" che si ostinano ad amare la vita e a volersi guadagnare da vivere. Per giunta, per mortificare la libertà e la vita di un paese fingete di inorridire per cifre ufficiali di morti di Covid che sono - ormai è chiaro - completamente inaffidabili e falsate, includendo qualsiasi deceduto fosse positivo a un virus che non produce nessuna malattia nel 95% dei casi. I morti veri per Covid sono il 10-20% di quelli indicati. Ma se anche, per avventura, fossero il 100%, voi dovreste darne la colpa non ai cittadini che vogliono solo vivere, e che devono essere liberi di badare da soli alla propria salute, ma al governo, alle regioni, alle autorità sanitarie che sono state totalmente incapaci di prevenire e curare adeguatamente una malattia fatale solo in un caso su 200, e quasi sempre in una fascia molto anziana di età.
Voi rispettate i morti? No. Voi li profanate ogni giorno, li usate vigliaccamente. Vergognatevi, servi del regime degli zombie, se vi è rimasto ancora un briciolo di dignità.

Anonimo ha detto...

L’ex di Arcuri invece, sa.
https://www.maurizioblondet.it/myrta/

Anonimo ha detto...

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/11/myrta-merlino-e-lex-compagno-domenico-arcuri-non-e-stato-semplice-durante-il-lockdown-nostra-figlia-ci-vedeva-in-tv-su-canali-diversi/5896534/
La 7 : una garanzia...sì , per lo sprofondo .

disorganizzazione (meticolosamente) organizzata. ha detto...

Da GiulioTarro, il più eminente virologo Italiano
https://gloria.tv/post/8Z2ipNaGSSdwDvx9neMg1kpyj

Anonimo ha detto...

https://theblogginghounds.com/2020/12/17/physicians-covid-vaccines-are-experimental-and-should-never-be-mandated-or-forced/

Anonimo ha detto...

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha ironizzato sul vaccino anti-Covid della Pfizer, ribadendo che non si vaccinerà e mettendo in guardia la popolazione contro possibili effetti collaterali.
"Io non mi vaccinerò e qualche imbecille dice che sono un cattivo esempio.

Ma ho già preso il virus e quindi ho gli anticorpi, perché dovrei vaccinarmi?", ha detto parlando a un evento pubblico a Porto Seguro, nello stato di Bahia.

"Alla Pfizer sono stati chiari: non ci prendiamo la responsabilità per eventuali effetti collaterali. Se diventi un alligatore è un problema tuo, se diventi un superuomo è un problema tuo, se a una donna crescerà la barba sarà un problema suo. Loro non si prendono responsabilità. E quel che è peggio, manomettono il sistema immunitario delle persone", ha aggiunto Bolsonaro.