Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 2 maggio 2021

Porto, Singolare Protesta di Laici Cattolici per Una Messa il 1° Maggio.

Riceviamo da un amico portoghese, che ci chiede di divulgarla, due immagini dell’iniziativa descritta nel breve testo che segue. In comunione di preghiera.
* * * 
Pochi giorni fa, a Porto, in Portogallo, il giornale della diocesi ha riferito che, per celebrare il 1º maggio, giorno di San Giuseppe Operaio, una Confraternita organizzerà una Messa, celebrata dal Vescovo di Porto, con la presenza di rappresentanti dei lavoratori, uomini d’affari, vari professionisti sanitari, rappresentanti dell’Università e… sindacalisti comunisti! Indignati per questa situazione, alcuni cattolici si sono riuniti per protestare contro questa iniziativa e, alla vigilia della celebrazione, hanno messo un lucchetto sul cancello principale della chiesa, accompagnato da un cartello con la scritta “CHIESA COMUNISTA CATTOLICA”, volendo rifiutare categoricamente la deviazione marxista che da decenni caratterizza la Chiesa e che, questa volta a Porto, conta sulla benedizione dello stesso Prelato locale, noto per le sue controverse affermazioni, in particolare sul piano dottrinale.

13 commenti:

Ci stiamo giocando la civiltà ha detto...

Ma cos’è in gioco nella legge sull’omotransfobia, nelle porte aperte ai migranti, nella difesa dei confini, nel principio di sovranità, nel politically correct, nella cancel culture, nei rapporti con gli islamici, i neri e i cinesi? È in gioco la civiltà. O se preferite, è la partita tra diritti umani e civiltà.

http://www.marcelloveneziani.com/articoli/ci-stiamo-giocando-la-civilta/

Anonimo ha detto...

Non credo sia male, di tanto in tanto, se qualcuno fa sentire la voce di quelli che stanno subendo una deriva iniziata secoli fa, mai finita e oggi tramutatasi in tsunami giornaliero ecclesial/mondano. Avendo tra l'altro toccato con mano che alle suppliche rispettose non hanno mai risposto o hanno fatto spallucce o el capo ha dato variamente sfogo alla sua ira funesta. Sono decenni che le generazioni ingoiano intere le colonne del Bernini nel rispetto delle derive della sede non più santa, ma mondano/demonica.

Anonimo ha detto...

Non credo sia male, di tanto in tanto, se qualcuno fa sentire la voce di quelli che stanno subendo una deriva iniziata secoli fa, mai finita e oggi tramutatasi in tsunami giornaliero ecclesial/mondano. Avendo tra l'altro toccato con mano che alle suppliche rispettose non hanno mai risposto o hanno fatto spallucce o el capo ha dato variamente sfogo alla sua ira funesta. Sono decenni che le generazioni ingoiano intere le colonne del Bernini nel rispetto delle derive della sede non più santa, ma mondano/demonica.

Anonimo ha detto...

@ ...se preferite, è la partita tra diritti umani e civiltà.

...tra vizi umani e civiltà.

A proposito del mancato miracolo di S. Gennaro ha detto...

Certe parole suonano come campane, i Santi non abbandonano nessuno, avvisano col silenzio di San Giuseppe. Dal libro di Osea:" 15La punirò per i giorni dedicati ai Baal,
quando bruciava loro i profumi,
si adornava di anelli e di collane
e seguiva i suoi amanti,
mentre dimenticava me!
Oracolo del Signore.
16Perciò, ecco, IO la sedurrò,
la CONDURRO' nel deserto
e parlerò al suo cuore.
17Le renderò le sue vigne
e trasformerò la valle di Acor
in porta di speranza.
Là mi risponderà
come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì dal paese d’Egitto.
18E avverrà, in quel giorno
– oracolo del Signore –
mi chiamerai: “Marito mio”,
e non mi chiamerai più: “Baal, mio padrone”.

«Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, Israele non mi ha obbedito. L'ho abbandonato alla durezza del suo cuore, che seguisse il proprio consiglio. Se il mio popolo mi ascoltasse,
se Israele camminasse per le mie vie! Subito piegherei i suoi nemici e contro i suoi avversari porterei la mia mano.» (Sal 81,12-15). Ma bisogna tener conto dell'intero salmo, perché Dio non abbandona mai il suo popolo, quindi anche l'abbandonare al proprio consiglio è in vista del ravvedimento e del ritorno a Lui.

Aloisius ha detto...

Ma secondo secondo il nuovo clero gesuitoide, Dio potrebbe "abbandonarci" alla tentazione, pertanto va cambiato il Padre Nostro, per pregarLo di non farlo.

Anonimo ha detto...

Fedez: esempio di caos in testa oppure di politicamente manovrato???
... qualcuno lo avvisi che nel mondo i perseguitati (e anche trucidati) a causa delle fede sono infinitamente, enormente silenziati rispetto alle violenze (vere o presunte) sui omosessuali o meglio transessuali dato che il famigerato decreto Zan si rivolge a chi alla mattina si alza e non capisce bene a che sesso appartenga. Forse sarebbe il caso di riflettere su come aiutarli....
Infine il vero cristianesimo (qui lo sapete si fa sempre autocritca) NON è mai violento, neppure in questo caso...
Anche i santi stanno iniziando a perdere la pazienza... preghiamo per lui.

Anonimo ha detto...

Un milionario emblema della società dell'immagine sale su un palco che pretende di rappresentare i lavoratori in difficoltà, parla di una legge che non ha mai letto, lamenta censura dopo aver potuto dire tutto quanto ha voluto senza contraddittorio, viene applaudito come coraggioso per aver sostenuto ciò che tutto il mainstream politico-mediatico sostiene.
Sembra una barzelletta, ma è tutto vero.

Anonimo ha detto...

Il primo di maggio la Chiesa ha celebrato per secoli l'antichissima Festa dei Santi Filippo e Giacomo.
Pio XII, disgraziatamente, introdusse la Festa di San Giuseppe Artigiano.
Immediatamente, clero e fedeli, che avevano ancora la Fede, e una Fede semplice e robusta, parlarono della Festa di San Giuseppe Comunista!
In Emilia, dove la situazione era esattamente quella descritta da Giovannino Guareschi, gli anziani ancora si ricordano della disgraziata novità, che, insieme alla Settimana Santa riformata e protomodernista, non è fra le glorie di Pio XII.
Personalmente seguo il calendario liturgico precedente, con le rubriche di S. Pio X.

tralcio ha detto...

Oggi, memoria di Sant'Atanasio, desidero rendere gloria a Dio nella mia natura umana come lo studio ha permesso di conoscerla. Visti i tempi mi limito alla complessità del sistema immunitario: cellule innate, ricevute al momento del parto e dell'allattamento (meno i parti cesarei e i non allattati al seno) e cellule che hanno imparato dopo, come i leucociti che si suddividono in fagociti (macrofagi, monociti, granulociti neutrofili) e linfociti (B, T, ...).
Tutto questa orchestra si avvale di batteri ospiti amici, sa produrre svariate sostanze per comunicare ed agire (interferone, interleuchine, citochine, anticorpi vari neutralizzanti e non) e per funzionare bene abbisogna di sostanze preziose come le vitamine, gli amminoacidi, gli oligolementi, i probiotici...
Siamo meravigliosamente sapienti, complessi e delicati: come un'automobile, che non è solo un motore e quattro ruote, ma benzina, olio, acqua, freni, luci, pressione dei pneumatici, il battistrada, specchietti, tergicristalli e poi attenzione di chi guida, delicatezza di piede e di sterzo, lettura degli ostacoli e del comportamento altrui.
La stessa sapiente complessità la troviamo nella liturgia, nella dottrina e nella devozione con le quali viviamo di fede, altrimenti ridotta a schematismi, preferenze e regolette.
Chi ha imbrogliato spacciando l'imbroglio dei falsi vaccini che confondono la perfezione del sistema immunitario guardandosi bene dall'alimentarlo e tenerlo in ordine e in salute, ha fatto lo stesso con la trasmissione della fede, imbrogliando i termini, confondendo tanto il sano quanto il malato, la malattia e la sua cura, l'antigene e l'anticorpo.
E' come circolare in auto rispettando i semafori ma prendendo tutte le buche, oppure percorrendo chilometri con le gomme lisce e i freni in disordine, guidando sotto la pioggia con il tergicristallo rotto, o di notte e un faro spento... Prima o poi accade l'inevitabile, anche se stai attento. Figuriamoci se invece sei pure distratto!
Rendo gloria a Dio perché anche nel corpo ci ha consegnato la perfezione.
Il difetto non è Suo, ma viene solo dalla mancanza che aggiungiamo noi a quella bellezza.
Rendiamo gloria a Dio puntando a rispettare la nostra natura, capace di Lui.
E purtroppo capace d'altro: di inocularci l'istruzione per produrre l'imbroglio!
E di esporci a virus, elaborati ad arte, senza aver predisposto tutte le difese previste.
Si possono detestare i comandamenti o interpretarli a soggetto, snaturandoli.
Si possono leggere i segnali o ignorarli perché sarà tutto nuovo e basta con queste storie.
Poi ci sono cose strane, come un grumo di sangue che non si scioglie. E prima lo faceva.
Anche il Signore "cambia": viene il momento che fa nuove tutte le cose. Lui, da par Suo.
Siamo così stupidi, da imbrogliati, che confondiamo un cambio mutande con una novità.
E la novità vera con una mutanda da cambiare, scoprendoci solo per tatuarci simboli vani.
Quando il Signore tornerà troverà la fede sulla terra? Speriamo che non trovi solo Fedez...

Anonimo ha detto...

Guido Villa:
Nella cosiddetta "Oratio" della liturgia tradizionale della quarta domenica dopo Pasqua leggiamo (traduzione dal latino):
«O Dio, che rendi di un sol volere gli ànimi dei fedeli: concedi ai tuoi pòpoli di amare ciò che comandi e desiderare ciò che prometti; affinché, in mezzo al fluttuare delle umane vicende, i nostri cuori siano fissi laddove sono le vere gioie».
Vorrei sottolineare le ultime due righe:
«Affinché, in mezzo al fluttuare delle umane vicende, i nostri cuori siano fissi laddove sono le vere gioie».
Dove sono queste vere gioie? Le vere gioie sono solamente nel Signore, poiché quelle umane, anche se non sono sempre false, e talvolta sono benedette dal Signore - la gioia dell'amore tra due sposi, ad esempio - sono sempre un 'fluttuare', non è ciò che porta alla vera gioia.
Ad esempio, molti tifosi di calcio dell'Inter oggi gioiscono per lo scudetto tanto atteso. Ma è una gioia del momento che presto finirà. Se a settembre l'Inter perderà due partite di fila, la gioia odierna non esisterà più, non verrà più ricordata.
E' una gioia terrena, una gioia falsa. Oggi c'è, domani non ci sarà più.
Che i nostri cuori siano fissi verso l'unica vera gioia, che è il Signore e il Suo Amore. Non passerà mai, non scemerà mai, sempre "è", poiché il Signore è "Colui che è".
Anche le gioie umane benedette dal Signore, come ho già scritto anche altre volte, come l'amore umano tra due sposi, sono destinate a scemare, a perdersi.
Ciò non accadrà se gli sposi avranno i cuori fissi verso il Signore, e il loro amore sarà immerso nell'Amore del Signore, e questo amore umano diventerà forte, eterno, indistruttibile, poiché tale è l'Amore del Signore.
Un'anticipazione del Paradiso.

Anonimo ha detto...

Deus, qui fidelium mentes unius efficis voluntatis, da populis tuis id amare,
quod praecipis, id desiderare, quod promittis: ut inter mundanas varietates
ibi nostra fixa sint corda, ubi vera sunt gaudia (Colletta IV Domenica dopo Pasqua)

Anonimo ha detto...

Bravo Habermas, rinuncia al premio degli Emirati Arabi. Il celebre filosofo tedesco dice no a 225mila dollari. Un conto sono affari, trame diplomatiche e hotel di lusso, altra è prostituire la cultura europea in una dittatura (Renzi, prendi nota). Perché "quando spirito e potere si incontrano, il potere vince..."