Questo post di Peter Kwasniewski meritava una traduzione; ma soprattutto va tenuta ben presente la conclusione... Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.
A proposito di Messa antica, smettiamola di parlare di sensibilità
Smettiamola di parlare di sensibilità e abbiamo il coraggio di dire che ci sentiamo di avere scelto “la parte migliore”
“Ho sempre trovato estremamente irritante l'idea che io semplicemente "preferisca" la Messa tradizionale e che si debba portare rispetto ai miei "sentimenti" solo perché vi sono "legato".
Non fraintendetemi: credo che non si debbano calpestare i sentimenti legittimi altrui; che si debbano rispettare le preferenze, purché compatibili con la legge divina; e sì, che si debba coltivare un profondo attaccamento a tutto ciò che è buono.
Tuttavia, questo è solo un aspetto della questione. L'altro aspetto riguarda una scelta razionale, oggettiva e difendibile a favore di ciò che è buono o superiore: una scelta non riducibile a sentimenti soggettivi e, di conseguenza, non soggetta a quel comando perentorio e brusco: "Mettiti da parte i sentimenti e allineati".
Il Dott. Michael Rayes ne parla qui:
«È in corso una battaglia per la stessa mentalità cattolica. Riqualificando la sacra Tradizione come una questione di "sentimenti", "attaccamento" e preferenze personali, la Chiesa moderna ha spostato il campo di battaglia dalla dottrina alla psicologia. Si tratta invece di una guerra sul modo in cui i cattolici comprendono, difendono e trasmettono la Fede alle generazioni future. Se la Tradizione diventa facoltativa, l'identità cattolica stessa diventa negoziabile”.
“Ho sempre trovato estremamente irritante l'idea che io semplicemente "preferisca" la Messa tradizionale e che si debba portare rispetto ai miei "sentimenti" solo perché vi sono "legato".
Non fraintendetemi: credo che non si debbano calpestare i sentimenti legittimi altrui; che si debbano rispettare le preferenze, purché compatibili con la legge divina; e sì, che si debba coltivare un profondo attaccamento a tutto ciò che è buono.
Tuttavia, questo è solo un aspetto della questione. L'altro aspetto riguarda una scelta razionale, oggettiva e difendibile a favore di ciò che è buono o superiore: una scelta non riducibile a sentimenti soggettivi e, di conseguenza, non soggetta a quel comando perentorio e brusco: "Mettiti da parte i sentimenti e allineati".
Il Dott. Michael Rayes ne parla qui:
«È in corso una battaglia per la stessa mentalità cattolica. Riqualificando la sacra Tradizione come una questione di "sentimenti", "attaccamento" e preferenze personali, la Chiesa moderna ha spostato il campo di battaglia dalla dottrina alla psicologia. Si tratta invece di una guerra sul modo in cui i cattolici comprendono, difendono e trasmettono la Fede alle generazioni future. Se la Tradizione diventa facoltativa, l'identità cattolica stessa diventa negoziabile”.

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