Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 2 ottobre 2026

Il Papa, intervistato in aereo, parla da politico, umanista, filantropo

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Il Papa, intervistato in aereo, parla da politico, umanista, filantropo

Il Papa Leone, intervistato dai giornalisti sull'aereo papale mentre tornava dal viaggio apostolico in Francia, ha affermato che l'estrema destra, che si sta affermando in tutte le parti d'Europa, usa impropriamente il cristianesimo come filosofia e cultura di riferimento nella costruzione della società, perché i postulati della destra sono inconciliabili con il cristianesimo.

Ne consegue, seguendo il ragionamento del Papa, che un partito o un movimento culturale che rispetta il cristianesimo è da considerare anticristiano, mentre sono da considerare cristiani i partiti di sinistra che professano principi anticristiani: l'aborto, l'eutanasia, il disprezzo verso il cristianesimo, la cultura transgender, l'utero in affitto.

Immagino che il Papa ritenga la tolleranza un principio più importante di tutti i principi espressi nella Bibbia. Per il Papa non è tanto importante riconoscere Cristo come Figlio di Dio e costruire una società sul rispetto della rivelazione ebraica e della rivelazione cristiana. È più importante rispettare il principio di tolleranza, che porta a una pacifica convivenza tra le religioni, tra le razze, tra le culture e le civiltà.

La tolleranza, per il Papa e per questi cristiani, ha preso il posto di Dio e della sua rivelazione. Non esiste più la necessità di difendere il volere di Dio e i principi di Dio, perché bisogna essere tolleranti e pacifisti. E quindi tutti quelli che sono tolleranti e pacifisti sono cristiani, anche se non vanno a messa, anche se negano la divinità di Cristo; mentre quelli che non sono tolleranti e pacifisti non sono cristiani.

Abbiamo dunque nuove categorie per definire il cristianesimo. Non è importante la fede in Cristo, non sono importanti i sacramenti, non è importante la preghiera, non è importante la meditazione. Bisogna che tutti noi diventiamo accoglienti, che accogliamo i poveri, accogliamo gli stranieri e accettiamo le altre religioni, che possono stare alla stessa stregua del cristianesimo per la salvezza e per il benessere dell'uomo. Questo significa che tutti coloro che sono andati al patibolo, che sono morti per testimoniare la verità che Cristo è l'unico vero Dio, hanno speso inutilmente la loro vita, perché i nuovi santi e i nuovi martiri sono quelli che predicano la tolleranza.

A ben vedere, la tolleranza non è un principio biblico. Il Papa dovrebbe saperlo, perché Dio è estremamente intollerante verso il peccato, tanto quanto è estremamente amorevole verso il peccatore, al punto che si è manifestato, si è rivelato, per dire in che cosa consiste la verità e qual è la strada che gli uomini devono percorrere per salvarsi.

Infatti Dio, quando si rivela, è un essere estremamente intollerante, per nulla tollerante. Rigetta il peccato, rigetta le altre divinità, entra in contrapposizione con le altre divinità e con le altre culture e civiltà, e giustifica la guerra come salvaguardia dell'identità di un popolo e di una cultura. Nella Sacra Scrittura la guerra è citata [centinaia di volte], e Dio si presenta come il Dio degli eserciti. Per questo il Dio del Papa è diverso dal Dio di Gesù Cristo e non ha nulla a che fare con Gesù Cristo, che è il Figlio di Dio.

Contrariamente al pensiero del Papa, Dio stesso chiede che il popolo scelga come valori quelli della Scrittura. Infatti, rivolgendosi al popolo, dice: «Non avrai altro Dio all'infuori di me». E di riflesso tutti i cristiani non possono tollerare, all'interno della loro civiltà e della loro cultura, altre divinità che non siano il Dio di Gesù Cristo.

Il Dio cristiano, inoltre, è il Dio ebraico, che considera il popolo eletto la pupilla dei suoi occhi; e quindi il Dio cristiano rigetta l'indifferentismo. Il Papa, invece, ritiene che non sia necessario difendere Israele. Mette sulla stessa stregua palestinesi ed ebrei e, nella lotta tra loro, di fatto finisce per sposare le ragioni dei palestinesi, anche quando queste ragioni vengono espresse e portate avanti dai terroristi [tuttavia attenti al sionismo! -ndr].

A questo punto, se tutti i popoli sono uguali, tutte le religioni sono uguali e tutte le culture sono uguali, mi si spieghi qual è la funzione del Papa, che dovrebbe rappresentare il dolce Cristo in terra. Se il Papa, piuttosto che difendere gli ebrei e i cristiani uccisi dal fondamentalismo islamista, vuole fare l'uomo tollerante e pacifista, si pone in contrapposizione a Cristo. Il compito del Papa non è far funzionare il mondo, ma rendere presente nella coscienza e nell'anima il Cristo risorto, rendere presente il Dio ebraico-cristiano. Se il Papa si mette a fare il cultore di tutte le religioni e il difensore degli immigrati, tradisce la sua funzione e diventa il capo della cosmopoli mondiale. È una bellissima funzione, perché lo fa acclamare da tutti i giornalisti del mondo, ma non ha nulla a che fare con Cristo.

Gesù ha detto: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa», per dire che fonda la sua Chiesa sulla testimonianza della divinità di Cristo espressa da Pietro. Il Papa ha dunque un unico compito, un'unica missione: testimoniare al mondo la divinità di Cristo. Invece il Papa va a fare l'umanista, il filantropo.

Noi dobbiamo difendere le ragioni della nostra identità cristiana, anche a costo della morte, e dobbiamo rigettare ciò che, nelle altre culture e nelle altre civiltà, è contrario al cristianesimo. Non c'è possibilità di convivenza, non c'è tolleranza possibile, tra il cristianesimo e le dottrine che vogliono la morte dei cristiani, che negano ogni valore alla donna, che puniscono con la morte gli omosessuali, che rifiutano la nostra civiltà. La linea del Papa porta a una sottomissione all'Islam che noi non accettiamo: preferiamo la morte piuttosto che la sottomissione.

E quindi, pur essendo cristiani, non ci riconosciamo né nell'autorità né nell'autorevolezza del Papa. Se vuole, dica pure che chi non riconosce la sua autorità è scomunicato, come è stato fatto con i seguaci di Lefebvre. Però, alla fine, scomunicando chi crede in Gesù Cristo e in Dio, scomunica se stesso; e ponendo la tolleranza come principio assoluto, si pone contro Dio e contro Cristo. E non so se gli conviene. C'è da pregare per questo povero Papa.
Mauro Davenia senza maestri

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Evviva, Leone sta gettando la maschera. Speriamo che non si sentano più quei "Sì, ma..." pronunciati da quegli illusi che ancora credono che sia "meglio di Bergoglio". Di fatto è peggio: non un leone "defensor fidei" ma un altro lupo mascherato da agnello.

Anonimo ha detto...

Sarà anche papa, ma io non riconosco in lui la voce del Buon Pastore.

Anonimo ha detto...

mahh, si può dire mahh ?
cg

Anonimo ha detto...

A stridere non è la potenziale o programmatica indifferenza alla crescita dell’identità islamica: è la rinuncia al l’identità cristiana.

A determinare la debolezza strutturale della missione ecclesiale non è l’intolleranza attribuita alla verità, ma la disponibilità a intavolare dialoghi indifferenti non alla menzogna altrui, ma all’apostasia propria.

Infine c’è la disponibilità ad agire da comparse nel copione stabilito da una regia terrena nelle mani di chi odia Cristo, scientemente e ostinatamente.

A questi la conversione sarebbe possibile trovandosi addosso il buon profumo di Cristo, non potendolo spruzzare come gadget o campione omaggio nell’ennesima vendita con cui arricchirsi odiandolo.

C’è chi Cristo lo rifiuta perché smaschera un errore: è c’è chi pensa di non sbagliare mai. Così porta chi dovrebbe annunciare Cristo a non esagerare, perché l’importante è non sentirselo dire.

Anonimo ha detto...

La tolérance est le principe maçonnique par excellence, si l'on peut parler ici d'« excellence ». Elle va de pair avec l'indifférentisme, c'est-â-dire avec l'absence de foi, l'agnosticisme, l'œcuménisme. Sous ses airs pacifiques, c'est effectivement une redoutable machine de guerre contre la vraie foi chrétienne.

Anonimo ha detto...

Il problema nasce dal pontificato di Roncalli , Giovanni XXIII , fino a Pio XII i papi mettevano la fede cattolica sopra tutto e contava solo Lei , da Roncalli invece i papi e cardinali affermano che bisogna difendere i diritti umani dell'Onu scollegati da Dio , la persona umana e volerse bene poi piu' avanti citano anche un po' di Fede , ma la Vera Fede passa in secondo piano , prima del Concilio invece la Fede era tutto e quando i papi qualche volta parlavano di diritti umani erano sempre sottomessi alla Vera Fede ed era la prima preoccupazione dei papi. Dopo il Concilio ci sono discorsi ambigui come i modernisti condannati da San Pio X e da Pio XII con humani generis !