Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 17 ottobre 2015

Domenica 18 ottobre. Messa tradizionale a Torino

Associazione Cardinal G. Saldarini
per la liturgia latino-gregoriana “Summorum Pontificum”
(Coetus fidelium stabiliter existens ex art. 5 M.P. Summorum Pontificum
et art. 15. Instr. Universae Ecclesiae)

S. Messa cantata latino-gregoriana (forma straordinaria - Messale del 1962)
Solennità esterna Beata Vergine del Rosario
Domenica XXI dopo Pentecoste
Domenica 18 ottobre 2015 - ore 19:30
Parrocchia di San Gioacchino
Corso Giulio Cesare, 10bis, Torino
Celebrante: don Massimo Degregori, attaché presso la Missione Permanente
della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra

“Nazareni, convertitevi o morirete”. Cristiani minacciati. Non in Iraq ma in Svezia.

Chi può aiutarci a far venire in Italia i cristiani minacciati in Svezia, sostituendoli con altrettanti mussulmani?

A Goteborg, -riferisce una nota di Leone Grotti-, è stata dipinta sul negozio di Markus Samuelsson la “N” araba con cui l’Isis marchiava le case dei cristiani a Mosul: “È doloroso, ci sentiamo minacciati”. «Convertitevi o morirete», «Il Califfato è qui». Sono queste le scritte che mercoledì il cristiano assiro Markus Samuelsson si è ritrovato sui muri del suo ristorante.
Frasi simili sono comparse a centinaia sulle proprietà sequestrate ai cristiani in Iraq e in Siria dallo Stato islamico, Al-Qaeda o dai ribelli “moderati”. Ma Samuelsson vive in Svezia, a Goteborg, non in Iraq o in Siria.
Come a Mousul-. La notizia è stata diffusa dal quotidiano svedese Dagens Nyheter. Samuelsson, proprietario del Le Pain François, ha riconosciuto anche un graffito raffigurante il logo dell’Isis e un altro, chiarissimo, con la lettera arabica che sta per “N”. La stessa era stata usata dall’Isis a Mosul per marchiare le case dei cristiani (“nazareni”) e successivamente requisirle. Le stesse minacce sono state rivolte ad altri negozi appartenenti a cristiani assiri. Goteborg Jihadista. Non ci sono solo questi graffiti a dimostrare che Goteborg è una città a rischio estremismo islamico. Un rapporto di un altro giornale svedese, Aftonbladet, ha rivelato che già oltre 150 cittadini musulmani sono partiti per combattere il jihad in Siria e Iraq con l’Isis. Un esperto di terrorismo, Magnus Ranstorp, ha definito Goteborg «il centro svedese dei jihadisti». Siamo minacciati.
Samuelsson, come gli altri 3000 cristiani assiri di Goteborg, non può sentirsi al sicuro: «Quando ho visto le scritte ho sentito un brivido lungo tutta la spina dorsale. È davvero doloroso, ci sentiamo minacciati». La polizia ha aperto un’inchiesta per trovare i responsabili e per impedire che gli assiri in Svezia facciano la stessa fine di quelli in Iraq: è di pochi giorni fa la notizia che tre cristiani rapiti dall’Isis sono stati uccisi, altri 200 sono stati minacciati di morte. [Fonte]

venerdì 16 ottobre 2015

Il Cardinale Burke: proposte sinodali controverse 'semplicemente' contrarie al cattolicesimo

Provvidenzialmente l'intervista che segue arriva a proposito per confermare l'esistenza del problema di cui all'articolo precedente sulla soluzione prospettata da alcuni padri sinodali di prevedere una maggiore autonomia del vescovo, a livello diocesano, in merito a certi temi. E discutevamo sulla risposta del card. Koch sulle "possibili soluzioni a livello continentale". La risposta del cardinale Burke conferma le enormi perplessità sui rischi di stravolgimento dell'universalità de la Catholica, ma anche della sua unità. Ricordiamo : Una Santa Cattolica Apostolica (Romana).

15 Ottobre 2015 (LifeSiteNews) - Giovedì mattina, LifeSiteNews ha avuto l'opportunità incontrare il cardinale Raymond Burke a Roma, al termine di una conferenza stampa alla quale ha partecipato ospitato da Voice of the Family. Si è parlato del Sinodo in corso sulla Famiglia, ed in particolare di una proposta controversa, promossa da un partecipante di una recente conferenza stampa in Vaticano[1], di consentire ai vescovi locali di decidere su come affrontare questioni come l'omosessualità e il divorzio.

Il cardinale Burke ha criticato anche la cosiddetta "Proposta-Kasper", dicendo che essa è basata sulla falsa idea "che in qualche modo la dottrina e la pratica pastorale sono in conflitto tra loro."
Quanto segue è la trascrizione dell'intervista:

Siria. Il Patriarca cattolico: la Russia sta facendo un buon lavoro, sbagliato voler rimuovere Assad

Dichiarazioni di un pastore. Niente fumo: sano realismo e ragionevolezza.

La Russia sta facendo un buon lavoro in Siria perché si sta muovendo assieme al governo di Damasco e con le autorità locali. È il giudizio del Patriarca cattolico siriano Gregorio III Laham, Patriarca di Antiochia, di tutto l’Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme dei Melchiti. Il religioso non ha dubbi sull’efficacia dell’azione militare a tutela della comunità siriana martoriata da oltre quattro anni da un terrorismo che non ha risparmiato nessuno, a partire dalla minoranza cristiana: ” Si la Russia sta svolgendo un ruolo positivo in questo momento. Gli Usa accusano la Russia di aver colpito anche i ribelli addestrati dalla Cia? Loro hanno bombardato in Afghanistan un ospedale di Medici Senza Frontiere. La guerra purtroppo è questa”.

Secondo Gregorio III Laham ci vorrebbe una grande coalizione mondiale per battere il terrorismo: “Usa, Russia e Ue dovrebbero mettersi d’accordo con Iran, Arabia Saudita e Turchia. Nel giro di tre settimane l’Isis sparirebbe. Il terrorismo si può sconfiggere, bisogna volerlo”.

Venerdì 16 ottobre. Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione. Ecco le consuete preghiere, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Su Riscossa Cristiana [qui] trovate anche gli avvisi. Ieri ricorreva la festa di Santa Teresa d’Avila; siamo tutti invitati a meditare sugli insegnamenti contenuti nel “Libro della mia vita”. In particolare vi ricordiamo le preziose indicazioni sulla preghiera, già pubblicate nel corso di varie settimane, che trovate tutte riepilogate  [qui].
Questa settimana possiamo pregare per l'Assemblea dei vescovi e, in particolare, per riparare alla 'commozione' dell'assemblea - invece del consapevole rammarico - di fronte al gesto di un bambino che spezza l'Ostia a suo padre senza rendersi conto della profanazione ma, soprattutto, senza che se ne renda conto il celebrante e vi ponga rimedio. Segno che non viene più insegnato che il Signore vivo e vero è Presente e che non Lo si può ricevere se non con grande rispetto, amore e trepidante devozione. C'è da temere tuttavia che possa essere un episodio costruito: tutto serve ad alimentare, nella massa inconsapevole di fedeli e non, l'accettazione di compromessi sul Sacramento dell'Eucaristia.

Come lettura di formazione questa settimana proponiamo “EPILOGO”, Estratto dal libro “Breve apologia della Chiesa di sempre”, di Padre Roger-Thomas Calmel O.P., ed. Ichthys [vedi qui]

giovedì 15 ottobre 2015

Sinodo: immagini eloquenti

Si intrecciano sui media e sulle Reti sociali i 'detti' di padri sinodali illustri. Che dire? Se non fosse un dramma si direbbe che è una grande farsa...

L’Ungheria non cede. Al politicamente corretto.

Mentre seguiamo le vicende e gli sviluppi movimentati - e per certi versi inquietanti - del Sinodo sulla famiglia, non distogliamo l'attenzione da un aspetto più che preoccupante della nostra realtà socio-politica che investe tutta l'Europa: l'invasione di masse indiscriminate di cosiddetti profughi che rappresentano un dramma epocale e per le quali i soliti irresponsabili o collusi governanti e pastori pretenderebbero indurci ad un'accoglienza indiscriminata. Guardiamo e impariamo da una coraggiosa Nazione: l'Ungheria, alla quale altre si affiancheranno. Ce ne parla oggi, con la solita dovizia di argomenti documentati, Maurizio Blondet [qui].

La Polonia va’ al voto il 25 ottobre. Nei sondaggi, è in testa il partito della destra nazionalista, PiS (Diritto e Giustizia). Il governo di Budapest guarda al voto polacco con attenzione: una vittoria della destra permetterebbe di ricostituire l’Alleanza di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia) che si è opposta alle “quote” obbligatorie dei migranti e più in generale alle imposizioni di Berlino e Bruxelles nella “accoglienza” senza limiti. È stata la Polonia ad abbandonare il fronte comune, la Polonia antirussa e eurocratica di Tusk, ed accettare le quote volute da Bruxelles.

Il cardinale Sarah: il fondamentalismo islamico e l'idolatria della libertà dell'Occidente sono come le 'Bestie Apocalittiche'

Riprendo dal NCRegister [qui] il testo integrale dell'intervento del cardinale Robert Sarah. Questo testo è importante - oltre che per l'incisiva chiarezza con cui espone la sua posizione sulla minaccia di quelle che definisce 'bestie apocalittiche' - perché al punto 1. sono riprese, ufficialmente e con ferma franchezza, alcune delle questioni sollevate, privatamente, nella 'lettera dei 13' che ha suscitato tanto scalpore.

Intervento del Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

Sua Santità, Eminenze, Eccellenze, partecipanti al Sinodo,

Propongo questi tre pensieri:

1. Più trasparenza e rispetto tra di noi

Sento un forte bisogno di invocare lo Spirito della Verità e dell'Amore, la fonte di parrhesia nel parlare e umiltà nell'ascolto, ciò che solo può creare vera armonia nella pluralità.

Dico francamente che nella fase precedente del Sinodo, su varie questioni si è avvertita la tentazione di cedere alla mentalità del mondo occidentale secolarizzato e individualista. Riconoscere le cosiddette "realtà della vita" come un locus theologicus significa rinunciare alla speranza nella forza trasformatrice della fede e del Vangelo. Il Vangelo che, una volta trasformate le culture, ora è in pericolo di essere da esse trasformato. Inoltre, alcune delle procedure utilizzate non appaiono finalizzate ad arricchire la discussione e la comunione, per quanto si sono adoperate per promuovere un modo di vedere tipico di alcune frange delle chiese più ricche. Questo è in contrasto con una Chiesa povera, segno gioiosamente evangelico e profetico di contraddizione per la mondanità. Neppure si capisce perché alcune affermazioni non condivise dalla maggioranza qualificata nell'ultimo Sinodo siano finite nella Relatio e poi nei Lineamenta e nell'Instrumentum laboris mentre altre questioni urgenti e molto attuali (come l'ideologia di genere) vengono invece ignorate.

La prima speranza è quindi che, nel nostro lavoro, ci sia più libertà, trasparenza e obiettività. Per questo, sarebbe utile pubblicare i riassunti degli interventi, per facilitare la discussione ed evitare qualsiasi pregiudizio o discriminazione nell'accettare le dichiarazioni dei Padri sinodali.

mercoledì 14 ottobre 2015

La "congiura dei tredici". Ecco chi l'ha raccontata per primo

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Sandro Magister, nel suo articolo odierno, scopre gli altarini con precisa tempestività. Merita riprenderlo per completare la nostra cronaca: la 'fonte' primaria [qui], sappiamo quanto strumentale e a chi. Il dado era già stato tratto e non certo dal versante 'conservatore'. Sintomatico il fatto che Tornielli anticipa Spadaro sulle logiche cospirative.

Nel riprovare anche oggi, 14 ottobre, in conferenza stampa, "la fatidica lettera che ha avuto ben più eco di quel che merita", padre Federico Lombardi – al pari di un nutrito esercito di prelati e gazzettieri – è parso dimenticare che il primo a far rimbombare fragorosamente la notizia di quell'atto riservato è stato non un presunto emissario dei firmatari ma il vaticanista più amico e vicino a papa Francesco che ci sia, frequente suo ospite a Santa Marta e suo intervistatore plurimo: Andrea Tornielli, coordinatore del portale "Vatican Insider".
Tornielli lanciò infatti la notizia del passo compiuto presso il papa da tredici padri sinodali già l'8 ottobre, quattro giorni prima che la loro lettera divenisse nota, con un informatissimo articolo apparso contemporaneamente su "Vatican Insider" (dalla cui home page fu però presto ritirato) e sul quotidiano "La Stampa ", a pagina 9.
Su "La Stampa" l'articolo era rubricato come "Retroscena" e aveva per titolo: "Sinodo pilotato, l'accusa di 13 prelati. Il Papa replica: basta logiche cospirative".
E nel corpo dell'articolo non solo si asseriva più volte, con assoluta sicurezza, che gli autori della rivolta erano tredici – non uno di più e non uno di meno – ma si specificava che tra di loro c'era il cardinale George Pell, definito "il più duro".
Di una lettera l'articolo esplicitamente non parlava. Diceva però che "i tredici padri sinodali si sono appellati al papa" nel primo giorno dei lavori, lunedì 5 ottobre. E si dilungava – con evidente padronanza della materia – nell'esporre alcuni degli argomenti che effettivamente si sarebbero poi ritrovati nella lettera, una volta pubblicata.
Argomenti tuttavia esposti da Tornielli in modo da gettare una pessima luce sui tredici, identificati fin dall'inizio dell'articolo come una "lobby" interna al sinodo che faceva "pressing" mossa da "logiche cospirative", al fine di dare ad "intendere che il sinodo fosse 'pilotato' dalla segreteria generale e in ultima analisi dal papa in modo da far sì che prendesse una direzione aperturista".
L'articolo proseguiva e si concludeva con ampie citazioni della "risposta" data in aula la mattina dopo, martedì 6 ottobre, dal segretario generale del sinodo e da papa Francesco agli autori dell'appello, ritorcendo contro di loro – non più con l'autorità dell'articolista ma con quella dello stesso pontefice – l'accusa della "cospirazione".
L'intero articolo di Tornielli dell'8 ottobre eccolo qua, in "Vatican Insider".

Vaticano. Card. Burke: "Sì, sono un fondamentalista"

Riprendiamo l'odierno articolo del sismografo, che riporta la posizione espressa dal cardinale Raymond Leo Burke su vari temi in discussione nella realtà ecclesiale del nostro tempo, che apprezziamo per la sobria essenzialità che nulla toglie alla chiarezza di pensiero limpidezza e profondità delle sue affermazioni. La diversa stesura redazionale serve ad evidenziare le parole incisive e nette del cardinale.

(Matteo Matzzuzi) "Sono aperto al mondo, ma insisto sulle cose fondamentali. Come l'eucaristia". Parla il card. Raymond Burke:
"La Chiesa deve essere chiara sulla sua identità. Se per fondamentalista si intende qualcuno che insiste sulle cose fondamentali, sono un fondamentalista. Quale sacerdote, non insegno me stesso e non agisco per me stesso. Appartengo a Cristo. Agisco nella sua persona. Insegno solo quello che Egli insegna nella sua Chiesa, perché questo insegnamento salverà le anime". 
Il cardinale Raymond Leo Burke, canonista e da quasi un anno patrono del Sovrano militare ordine di Malta, risponde così alla domanda del Foglio se la sua nota e ripetuta opposizione a ogni mutamento della prassi pastorale in discussione in queste settimane al Sinodo sia tacciabile di "fondamentalismo". Burke dice di
lasciar perdere le etichette, il cui uso "è un modo per scontare una persona e per non considerare la verità di quello che egli insegna o fa. Io sono cattolico romano, spero sempre di esserlo, e, alla fine della mia vita terrena, di morire nelle braccia della Chiesa".