Petrarca: Cosi suggerisce il Profeta pagano del Cristo, il principe dei Filosofi: “I molti dichiarano sapiente Esiodo che diceva che "la via del vizio è facile" e può essere percorsa senza sudore perché è molto breve, ma della "virtù" egli dice che: gli dèi immortali le hanno posto innanzi il sudore, la sua strada è un sentiero lungo e ripido, aspro in principio; ma giunto tu alla sommità è facile allora e prima era difficile…. In verità, la causa di tutte le colpe di ogni uomo in ogni occasione nasce dallo smodato amor di se stesso. Infatti chi ama è cieco verso l'oggetto del suo amore e così giudica male del giusto, del buono e del bello, sempre crede di dover preferire a ciò che è vero ciò che lo interessa individualmente ”. (Platone, Leggi, 718. 732.)
Sant'Agostino: “Deus a quo averti, cadere in quem converti, resurgere in quo manere, consistere est. Deus a quo exire emori, in quem redire reviviscere, in quo habitare vivere est. Deus quem nemo amittit, nisi deceptus quem nemo quaerit, nisi admonitus quem nemo invenit, nisi purgatus. Deus quem relinquere, hoc est quod perire quem attendere, hoc est quod amare quem videre, hoc est quod habere. Deus Cui nos fides excitat spes erigit charitas jungit. Deus per quem vincimus inimicum, te deprecor ». (“Io Ti invoco, o Dio Verità, dal quale allontanarsi è cadere, al quale ritornare è risorgere, nel quale rimanere è costruirsi solidamente. Uscire da te è morire, ritornare in te è rivivere, abitare in te è vivere. Nessuno ti perde se non viene ingannato, nessuno ti cerca se non è chiamato, nessuno ti trova se non è purificato. Abbandonarti è perdersi, cercarti è amare, vederti è possederti. Verso di te là fede ci spinge, la speranza ci guida, la carità a te ci unisce. Dio per mezzo del quale noi trionfiamo del nemico, a te rivolgo la mia preghiera!”) (Sant'Agostino, Soliloquia I, 3°)