Per Fakir - marocchino e pregiudicato - mobilitazioni quotidiane, trasmissioni h24, sentenza già scritta e urlata prima ancora che inizino gli accertamenti del caso.
Per Alessandro Ambrosio - bravo ragazzo, pulito, niente droga ma soprattutto era un italiano... morto accoltellato per mano di un croato - niente mobilitazioni, niente sdegno, niente trasmissioni quotidiane.
Entrambi i fatti a Bologna, abbiamo visto le due facce di Bologna, solidale con i delinquenti e stranieri, muta con gli italiani.
Questi sono antagonisti al popolo, altro che al potere!
(post lungo ma “sintetico”, scritto di e con la “pancia” intorno ai fatti di Bologna)
Sono tra quelli che da anni sostiene che sia tramontata la dicotomia destra/sinistra per come l’abbiamo conosciuta nel XX secolo. Quella dicotomia, espressione di riferimenti sociali, e di classe ben differenti, addirittura antagonisti, è andata sfumando dalla fine degli anni Settanta poi è stata definitivamente superata dall’affermazione della stagione liberista e globalista che negli anni Novanta vive la sua apoteosi.
Le differenze tra destra e sinistra diventano “cosmetiche”, cioè irrilevanti sul piano strutturale, riguardano aspetti sovrastrutturali che non mettono assolutamente in discussione il nuovo assetto di potere poggiante sulla dominanza assoluta del mercato in tutti gli ambiti della vita sociale. E anche gli elettorati cominciano a migrare da una parte all’altra, in cerca di nuove rappresentanze. La sinistra, storicamente roccaforte del voto operaio e popolare, perde via via consenso tra questi fino a perderlo del tutto.
Differenze cosmetiche che comunque devono tener conto delle sensibilità e degli umori dei settori sociali che sostengono i due schieramenti. Ora, e qui taglio con l’accetta, non posso articolare più di tanto il discorso, rischierei di scrivere un papiello che nessuno poi leggerebbe, mi sforzo di essere chiaro chiaro, così ci capiamo bene. La sinistra raccoglie prevalentemente consensi negli ambienti istituzionali della “cultura” (scuola, università, accademie, teatri…) e tra quei ceti medio-alti della borghesia urbana. La destra, andate per sottrazione. Alcune volte le due aree in alcuni tratti possono sovrapporsi, ma in linea di massima le cose stanno così, non a caso quando ci si riferisce a quelli di sinistra si parla di “popolo ztl” quando di destra di popolo che si esprime di “pancia”.
Non è quindi un caso che la sinistra assuma un linguaggio “colto”, “emancipato”, “aperto”, “avanzato”, insomma da “radical chic”. Linguaggio che riempie tutte le campagne che reclamano nuovi “diritti” e fluidità (aborto reclamato come diritto, eutanasia, fluidità di genere…) insomma tutte quelle cose che i gay pride pacchianamente strombazzano, non a caso molto apprezzati dall’élite progressista europea che infatti li usa per scombussolare intere nazioni e senza dei quali non si può entrare nella UE.
La destra, per converso, non per vocazione o perché ce l’abbia scritto nel suo dna, ma semplicemente perché deve sintonizzarsi meglio con i settori popolari che ormai si rifugiano sotto la sua protezione, usa un linguaggio più “greve”, meno “colto”, quello che parla alla “pancia” della gente.
Tutto questo per dire che sì è vero che la dicotomia destra/sinistra non è più quella novecentesca, con ognuna delle due parti a difendere interessi sociali, e di classe, diversi e spesso antagonisti. Ora quella composizione sociale è sparita, una difesa degli interessi popolari non può che passare dalla cucitura della nuova classe operaia con i ceti medi impoveriti e quella piccola imprenditoria stritolata dal globalismo. In ogni caso, comunque, un dato sociale è incontestabile. Il popolo lavoratore, quello definito sopra, non si riconosce in nessun modo nella sinistra, anzi da questa si sente respinto e continuamente offeso.
Offeso perché non è entusiasta della modernità proposta dal progressismo e non vede di buon grado l’immigrazionismo. Piaccia o non piaccia, non si può negare che il popolo vede come un attacco alle sue condizioni di lavoro e di vita [sorvolando sull'identità e la cultura, già peraltro vulnerate -ndr] il favoreggiamento dell’immigrazione. Ma questo non perché sia razzista o xenofobo, ma perché vive sulla propria pelle il peggioramento della vita da quando l’immigrazione è diventata uno strumento di ricatto lavorativo, di abbassamento del salario, di riduzione dei servizi perché una parte della spesa sociale deve andare agli immigrati senza che questi garantiscano copertura retributiva.
I ceti medio-alto borghesi non risentono di questo perché comunque possono permettersi di ricorrere ad assicurazioni private, a una sanità privata, ad asili privati, a scuole private… insomma chi paga le conseguenze del liberismo immigrazionista sono i ceti popolari, proprio quelli che – strano? – non vedono di buon occhio i flussi incontrollati e che – strano?´– si buttano a dar credito a quei politici che promettono basta con i taxi del mare, chiudiamo i porti e cose del genere. Che rozzi!
Faccio un salto acrobatico quasi mortale. Arriviamo ai fatti di Bologna. Dove la gente del quartiere popolare Pilastro chiama a gran voce la polizia perché c’è un signore che urla, minaccia, colpisce le auto e poi, una volta bloccato, grazie anche all’aiuto dei residenti, muore, probabilmente in preda ad una forte eccitazione causata dal grave stato di alterazione. E succede che la sinistra, a partire dal sindaco, senza neanche aspettare l’esito dell’autopsia, decreta che quella morte è da imputare alla ferocia fascista della polizia. I centri sociali, i cosiddetti antagonisti, non aspettavano altro, corrono in piazza e, come al solito devastano, bruciano e pestano le “guardie” (70).
E qui arrivo alle conclusioni facendo ancora molti salti, ma già è molto lungo questo post. Lo dico con chiarezza, ripetendo con maggior forza quello che dico ormai da anni. Questa gente che è scesa in piazza a mettere a fuoco la città è nei fatti manovalanza al servizio del potere liberista-globalista-immigrazionista, per questo quasi sempre impunita, sta costruendo un’alleanza con quel sottoproletariato migrante in funzione anti-popolare. Il popolo, che vede peggiorare le sue condizioni non potrà che aumentare la sua insoddisfazione e manifestarla. Ma quelli che hanno sfasciato ieri q2Bologna vigileranno contro il popolo, semmai accusandolo di essere fascista. Stanno dalla parte del potere, lo stesso che sostiene il liberismo, lo stesso che vuole fare la guerra alla Russia, lo stesso che vuole portarci in guerra. Questi sono antagonisti al popolo altro che al potere!
Antonio Catalano Le differenze tra destra e sinistra diventano “cosmetiche”, cioè irrilevanti sul piano strutturale, riguardano aspetti sovrastrutturali che non mettono assolutamente in discussione il nuovo assetto di potere poggiante sulla dominanza assoluta del mercato in tutti gli ambiti della vita sociale. E anche gli elettorati cominciano a migrare da una parte all’altra, in cerca di nuove rappresentanze. La sinistra, storicamente roccaforte del voto operaio e popolare, perde via via consenso tra questi fino a perderlo del tutto.
Differenze cosmetiche che comunque devono tener conto delle sensibilità e degli umori dei settori sociali che sostengono i due schieramenti. Ora, e qui taglio con l’accetta, non posso articolare più di tanto il discorso, rischierei di scrivere un papiello che nessuno poi leggerebbe, mi sforzo di essere chiaro chiaro, così ci capiamo bene. La sinistra raccoglie prevalentemente consensi negli ambienti istituzionali della “cultura” (scuola, università, accademie, teatri…) e tra quei ceti medio-alti della borghesia urbana. La destra, andate per sottrazione. Alcune volte le due aree in alcuni tratti possono sovrapporsi, ma in linea di massima le cose stanno così, non a caso quando ci si riferisce a quelli di sinistra si parla di “popolo ztl” quando di destra di popolo che si esprime di “pancia”.
Non è quindi un caso che la sinistra assuma un linguaggio “colto”, “emancipato”, “aperto”, “avanzato”, insomma da “radical chic”. Linguaggio che riempie tutte le campagne che reclamano nuovi “diritti” e fluidità (aborto reclamato come diritto, eutanasia, fluidità di genere…) insomma tutte quelle cose che i gay pride pacchianamente strombazzano, non a caso molto apprezzati dall’élite progressista europea che infatti li usa per scombussolare intere nazioni e senza dei quali non si può entrare nella UE.
La destra, per converso, non per vocazione o perché ce l’abbia scritto nel suo dna, ma semplicemente perché deve sintonizzarsi meglio con i settori popolari che ormai si rifugiano sotto la sua protezione, usa un linguaggio più “greve”, meno “colto”, quello che parla alla “pancia” della gente.
Tutto questo per dire che sì è vero che la dicotomia destra/sinistra non è più quella novecentesca, con ognuna delle due parti a difendere interessi sociali, e di classe, diversi e spesso antagonisti. Ora quella composizione sociale è sparita, una difesa degli interessi popolari non può che passare dalla cucitura della nuova classe operaia con i ceti medi impoveriti e quella piccola imprenditoria stritolata dal globalismo. In ogni caso, comunque, un dato sociale è incontestabile. Il popolo lavoratore, quello definito sopra, non si riconosce in nessun modo nella sinistra, anzi da questa si sente respinto e continuamente offeso.
Offeso perché non è entusiasta della modernità proposta dal progressismo e non vede di buon grado l’immigrazionismo. Piaccia o non piaccia, non si può negare che il popolo vede come un attacco alle sue condizioni di lavoro e di vita [sorvolando sull'identità e la cultura, già peraltro vulnerate -ndr] il favoreggiamento dell’immigrazione. Ma questo non perché sia razzista o xenofobo, ma perché vive sulla propria pelle il peggioramento della vita da quando l’immigrazione è diventata uno strumento di ricatto lavorativo, di abbassamento del salario, di riduzione dei servizi perché una parte della spesa sociale deve andare agli immigrati senza che questi garantiscano copertura retributiva.
I ceti medio-alto borghesi non risentono di questo perché comunque possono permettersi di ricorrere ad assicurazioni private, a una sanità privata, ad asili privati, a scuole private… insomma chi paga le conseguenze del liberismo immigrazionista sono i ceti popolari, proprio quelli che – strano? – non vedono di buon occhio i flussi incontrollati e che – strano?´– si buttano a dar credito a quei politici che promettono basta con i taxi del mare, chiudiamo i porti e cose del genere. Che rozzi!
Faccio un salto acrobatico quasi mortale. Arriviamo ai fatti di Bologna. Dove la gente del quartiere popolare Pilastro chiama a gran voce la polizia perché c’è un signore che urla, minaccia, colpisce le auto e poi, una volta bloccato, grazie anche all’aiuto dei residenti, muore, probabilmente in preda ad una forte eccitazione causata dal grave stato di alterazione. E succede che la sinistra, a partire dal sindaco, senza neanche aspettare l’esito dell’autopsia, decreta che quella morte è da imputare alla ferocia fascista della polizia. I centri sociali, i cosiddetti antagonisti, non aspettavano altro, corrono in piazza e, come al solito devastano, bruciano e pestano le “guardie” (70).
E qui arrivo alle conclusioni facendo ancora molti salti, ma già è molto lungo questo post. Lo dico con chiarezza, ripetendo con maggior forza quello che dico ormai da anni. Questa gente che è scesa in piazza a mettere a fuoco la città è nei fatti manovalanza al servizio del potere liberista-globalista-immigrazionista, per questo quasi sempre impunita, sta costruendo un’alleanza con quel sottoproletariato migrante in funzione anti-popolare. Il popolo, che vede peggiorare le sue condizioni non potrà che aumentare la sua insoddisfazione e manifestarla. Ma quelli che hanno sfasciato ieri q2Bologna vigileranno contro il popolo, semmai accusandolo di essere fascista. Stanno dalla parte del potere, lo stesso che sostiene il liberismo, lo stesso che vuole fare la guerra alla Russia, lo stesso che vuole portarci in guerra. Questi sono antagonisti al popolo altro che al potere!
mercoledì, 22 luglio 2026 – ore 19.45

22 commenti:
Condivido pienamente codesto articolo di Antonio Catalano. Con alcune precisazioni.
Gli antagonisti sono senz'altro "nei fatti manovalanza al servizio del potere liberista-globalista-immigrazionista", il quale - aggiungo - è potentissimo, blindato.
Difficilmente "Il popolo, che vede peggiorare le sue condizioni non potrà che aumentare la sua insoddisfazione e manifestarla". Perché nessuno vuole far parte del "popolo", bensì tutti aspirano allo status borghese. Perché la retorica antifascista è vivissima in Emilia e in Romagna. Perché il "popolo" tutto vuole fuorché essere confuso con i diseredati e i fascisti.
Applichiamo la premeditato malorum stoica anche a codesta situazione: ci aiuta a distinguere ciò che dipende da noi (le nostre reazioni) da ciò che non possiamo controllare (gli eventi esterni). Non è pessimismo a buon mercato.
In sostanza: non vi sarà nessuna reazione del "popolo" - paralizzato -, tutto continuerà come prima. Anche la "fosca turrita Bologna" - che ben conosco! - è definitivamente AMERICANIZZATA.
Provvidenza Divina del Cuore di Gesù, provvedici!
Il vero potere nei regni di questo mondo è quello che ti manipola il cervello per far fare a te quello che fa comodo a lui.
E’ così fin dal peccato originale, commesso dai progenitori in difetto di fiducia verso Dio e più inclini alle seduzioni del serpente antico.
Da più di duecento anni il potere usa la sinistra e la destra con crescenti sofisticazioni psicologiche ed economiche per manipolare le masse. La regia è riconoscibile, ma anche il produttore, che investe nel film.
Il potere dei Cieli è la sola alternativa, perché comanda solo il bello, il buono e il vero e ci muove al bene in una volontà di bene.
Ovviamente la manipolazione delle menti definisce come oppiacea la ragione di fede cristiana, mentre sragiona delle idolatrie credute dai seguaci della propaganda.
Ieri in un altro post sul blog si rifletteva che la pace (di Cristo e non del mondo) e’ in definitiva il solo bene concreto. Questa pace, malgrado gli sbandieramenti multicolori dei sinistrati, è estranea a menti invase dall’odio e facili preda della regia che li aizza, sospinti dagli agenti prezzolati che alimentano le loro certezze.
Ma se i sinistrati sono così, che dire della teorica parte avversa, perduta lontano dalla sapienza del Cielo, pensando di opporsi ai sinistrati destreggiandosi con polpette avvelenate di ripieno di mondo?
La regia e il produttore pieno di soldi… che paga, sono sopra la sinistra e la destra, se entrambe vengono agite da quella stessa testa che oggi è il vero potere, di questo mondo, contro il popolo: quello di Dio e anche quello bue.
Forse il Vaticano si occupa dei regimi comunisti? Quando mai! Cina, Nicaragua, Cuba.....
Sopire, troncare, da Casaroli in poi.
Intanto il piagnisteo continua. "Se questo è un uomo." Primo Levi scrisse quella parola - uomo - e dentro tre sillabe mise tutta la dignità umana." I deportati, le deportate, i bambini, i vecchi, chiunque fosse stato ridotto a numero nel sistema di sterminio nazista. Nessuna distinzione di sesso. Nessuna necessità di specificare. Uomo bastava, perché significava - e significa - essere umano. Quaranta lingue lo hanno tradotto. Ogni liceo d'Italia lo studia. Ogni 27 gennaio lo si cita.
Adesso la senatrice Valeria Valente, Partito Democratico, deposita un disegno di legge per spiegarci che quella parola è discriminatoria. Che il maschile "non è neutro." Che va sostituita con "persona" in ogni atto pubblico, ogni codice, ogni delibera. Non un consiglio, non una raccomandazione, non uno dei ridicoli vademecum che circolano nei corridoi di Bruxelles.
Un obbligo di legge. Con modifiche al codice civile, al codice di procedura civile e al codice penale. Primo Levi la pensava diversamente. E aveva ragione lui. Ma il capolavoro è un altro. Il disegno di legge prevede la sostituzione della parola "omicidio" con "assassinio."
La motivazione? "Omicidio" conterrebbe la radice homo, dunque per il PD sarebbe sessista. Peccato che chi ha scritto questa norma non abbia mai aperto un vocabolario etimologico prima di depositarla in Senato. Omicidio viene dal latino homicidium: homo più caedere, uccidere. E homo, in latino, non significa maschio. Significa essere umano. È lo stesso homo di Homo sapiens, di homo faber, di ecce homo. Universale per definizione, da duemila anni.
E con cosa vogliono sostituirlo? Con assassinio. Una parola che viene dritta dai sicari medievali che, secondo la leggenda, ammazzavano sotto l'effetto dell'hashish. Se qualcuno l'avesse proposto come sketch comico, gli avrebbero detto di calcare meno la mano.
Ma il bello viene adesso, sedetevi per non cadere per terra. Applicando la logica analfabeta della sinistra, che vede sessismo persino nelle sillabe, la parola omosessuale contiene homo, dunque andrebbe eliminata. E qui si trovano con le spalle al muro. Toccare la parola più sacra del vocabolario ideologico? Non potrebbero farlo mai. Arriva poi il dilemma peggiore su cui sbattere il grugno. La parola popolo. Popolo è nell'articolo 1 della Costituzione: la sovranità appartiene al popolo. Maschile, quindi sessista. Non c'è via d'uscita. Senatrice che facciamo? Riscriviamo anche la Costituzione?
Ora quelli del PD fanno addirittura tenerezza. Poveretti, per loro è peggio del nodo di Gordio. Non gli basteranno cinque congressi per dipanare l’arcano. Intanto l’unica certezza è che non sono in grado di distinguere una proposta ridicola da una figuraccia. E questo spiega tutto. Viene da chiedersi: chi ha scritto questo disegno di legge conosce la lingua che pretende di riformare? Chi lo ha letto, al Nazareno, prima di timbrarlo con il logo del partito? E soprattutto, possibile mai che ci sia stata una strage di maestre elementari? Il punto, però, non è linguistico. È politico.
Ed è qui che il paradosso diventa farsa. Questa proposta farneticante non nasce dal nulla. È figlia legittima di quell'ideologia woke che da anni devasta il pensiero della sinistra occidentale. Quello che lascia di stucco è la prepotenza di imporre un metodo: prendere il linguaggio, dichiararlo strumento di oppressione e pretendere di riscriverlo per legge. Non importa se la lingua funziona. Non importa se nessun cittadino sente il bisogno di cambiare una sola parola. L'ideologia ha deciso, i cittadini si adeguino. Il risultato è che una capotreno, per coerenza, dovrebbe diventare una capatreno. In italiano, capo nei sostantivi composti è invariabile: si dice la capotreno, la capostazione, la capoclasse. Si cambia l'articolo, il sostantivo resta. Morfologia elementare, quella che avrebbero dovuto studiare alle medie, forse nella stessa classe dove si spiega che homo significa essere umano. Ma se grammatica fa resistenza, deve sicuramente essere fascista e ne consegue che è il nemico.
Segue
Ventiquattr'ore prima del deposito del ddl Valente, il senatore Alessandro Alfieri – manco a dirlo PD pure lui – aveva fatto il solito piagnisteo delle prèfiche sulle emergenze. Dimenticando, però, che sono divenute tali soprattutto perché il PD, di riffa o di raffa per quasi tutto il decennio precedente, era stato al governo senza aver mai vinto le elezioni. Aveva poi concluso con il ritornello più in voga al momento nel “campo santo” della sinistra: “Per la maggioranza la priorità è la legge elettorale." Domanda: e per il PD, la priorità qual è? Riscrivere leggi e codici per eliminare la parola "uomo", mentre gli italiani non arrivano a fine mese e le liste d'attesa in sanità sforano l’anno? Senatore Alfieri, la prossima volta, prima di accusare la maggioranza di occuparsi del potere anziché del Paese, controlli cosa depositano le colleghe di partito a due uffici di distanza dal suo. C'è poi l'attacco alla Meloni. La senatrice Valente ha dichiarato: "Abbiamo una donna che si definisce presidente del Consiglio e che ha cercato di eliminare le donne dal parlamento. È questo il momento evidente di cambiare il modello maschilista."
Fermiamoci un attimo. Giorgia Meloni è la prima donna presidente del Consiglio nella storia della Repubblica italiana. Ha sfondato un muro che settant'anni di democrazia non avevano scalfito. Non con un ddl sulla grammatica. Con i voti. E la critica del PD non è che abbia governato male, non è che abbia tradito le aspettative delle donne italiane su lavoro, welfare, servizi. No. La critica è che si fa chiamare il presidente anziché la presidente o ancora peggio presidentessa. Il titolo conta più della sostanza. La forma più del contenuto. La desinenza più della storia. È la confessione involontaria di un partito che ha sostituito la politica con la linguistica, le battaglie sociali con le battaglie lessicali, il fare con il dire. E nemmeno l’italiano, guardando bene. Torniamo a Primo Levi. Perché da lì si è partiti e lì si deve tornare. "Se questo è un uomo" non è un titolo. È una domanda sull'essenza dell'umanità, pronunciata da chi ha visto il fondo dell'abisso. Le donne di Auschwitz erano contenute in quel titolo. Gli anziani, i bambini, i rom, gli omosessuali. C’erano tutti. Quel maschile universale non cancellava nessuno. Li includeva tutti nella stessa domanda radicale: siamo ancora capaci di riconoscere un essere umano? La senatrice Valente, evidentemente, ritiene di no. Non senza prima cambiare le desinenze. Ci sono tredici milioni di italiani sotto la soglia di povertà relativa o esclusione sociale. Ci sono pronto soccorso al collasso. Ci sono quartieri in cui le forze dell'ordine entrano in assetto da guerra. Provate per un solo minuto ad immaginare cosa avrebbe potuto rispondere Enrico Berlinguer a chi gli avesse provato a spiegare che per il popolo le desinenze sono un'emergenza più importante dei fatti. L'uomo della questione morale, dei lavoratori, dell'austerità come valore, messo di fronte a capatreno e assassinio, avrebbe guardato la senatrice Valente come si guarda qualcuno che ha sbagliato città, indirizzo e portone. Eppure il Partito Democratico, con tutto il peso della sua storia, della sua struttura, dei suoi parlamentari pagati quindicimila euro al mese, sceglie di impegnare il Senato della Repubblica sulla differenza tra "uomo" e "persona." Non è una proposta di legge. È una fesseria sesquipedale. Autore: Roberto Riccardi
E anche basta sig. Riccardi con la litania dei milioni di italiani sotto la soglia di poverta'! A questi milioni di italiani si potrebbero proporre moltissimi posti di lavoro non coperti, figure professionali ricercate invano, avvisi di ricerca personale insistenti (commesse, camerieri, aiuto cuochi, e via dicendo). Bisognerebbe aver voglia di lavorare, certo, questa sarebbe la premessa. Non andare a sfasciare vetrine e auto.
SARÒ FRANCO | Il Punt🔴 di Vista di Franco FRACASSI
Becciolini Network
https://www.youtube.com/watch?v=JvfP2UKak4E&t=5143s
SCUOLA #DIAZ, 21/7/2001: la notte degli ORRORI (IMPUNITI) – con Franco FRACASSI
Becciolini Network
https://www.youtube.com/watch?v=pxBx_jIvSKw
Tanto per capirci qualcosa.
Sono nato bianco, il che fa di me un razzista.
Non voto a sinistra, il che fa di me un fascista.
Sono eterosessuale, il che fa di me un omofobo.
Non sono sindacalizzato, il che fa di me un traditore della classe operaia e un alleato del padronato.
Sono di religione cristiana, il che fa di me un cane infedele.
Rifletto, senza prendere per buono tutto ciò che mi dice la stampa, il che fa di me un reazionario.
Tengo alla mia identità e alla mia cultura, il che fa di me uno xenofobo.
Vorrei vivere in sicurezza e vedere i delinquenti in galera, il che fa di me un agente della Gestapo.
Penso che ognuno debba essere ricompensato secondo i suoi meriti, il che fa di me un antisociale.
Ritengo che la difesa di un Paese sia compito di tutti i cittadini, il che fa di me un militarista.
Amo l’impegno e lo sforzo di superare se stessi, il che fa di me un ritardato sociale.
Pertanto ringrazio tutti i miei amici, che hanno ancora il coraggio di frequentarmi, nonostante tutti questi difetti.
(cit. anonimo dal web)
"Questa sinistra , resa pazza dalla frustrazione e dalla rabbia , è sempre più violenta , intollerante e pericolosa.
Consapevoli che difficilmente potranno ritornare al potere democraticamente o per via giudiziaria , hanno scelto la via della violenza fisica, del sabotaggio e della eversione.
Il clima che si sta creando ed estendendo in tutto il Paese ricorda molto da vicino quello degli Anni di Piombo perché tutto ebbe inizio nel medesimo modo:
Odio ideologico , estremizzazione della dialettica politica, minacce di morte agli gli avversari che sfociarono in violenze di piazza, lotta armata , omicidi e terrorismo.
Dobbiamo prendere atto di un fenomeno che stiamo sottovalutando pericolosamente , le manifestazioni diventano sempre più violente, sia quelle dei cosiddetti pro-Pal, sia quelle dei centri sociali .
Non credo affatto che quest'odio sia dominante in Italia, anzi, penso che sia contenuto e limitato ai soli ambienti di sinistra, una sinistra sempre più radicale, estremista, rabbiosa, perché sempre più debole politicamente e culturalmente.
Le piazze divengono campi di battaglia, dove ad avere la peggio sono sempre i nostri agenti di polizia, i quali poi, se compiono il loro dovere e contengono i disordini pubblici al fine di garantire la sicurezza collettiva, vengono pure redarguiti, accusati, criticati da tv e giornali di sinistra, che danno dei razzisti e dei fascisti ai nostri poliziotti, colpevoli di fare il loro lavoro.
Tutto questo accade con la complicità e il sostegno di irresponsabili individui che ricoprono ruoli istituzionali ma che si pongono di traverso allo Stato e alla legalità nel momento stesso in cui non prendono le distanze da determinati comportamenti criminali." (Salvatore Lautieri)
Al di la' di tutto la mia considerazione scaturisce da una trascorsa
sofferenza personale : perche' davanti ad una persona visibilmente
alterata e che da' in escandescenze si fanno intervenire
medici ed infermieri e forze dell'ordine e i primi se ne stanno
buoni buoni rintanati in un angolo mentre si lascia alle forze dell'ordine
di risolvere la patata bollente? E' un medico psichiatra la figura piu' adatta
a provare ad entrare in relazione con chi e' alterato mentre le forze
dell'ordine dovrebbero restare vigilanti per la loro incolumita'.
Ovvero, e' il medico psichiatra coadiuvato dagli infermieri che dovrebbe
cautamente riuscire a calmarlo, per poter poi somministrargli
uno psicofarmaco ed infine ricoverarlo.Invece no, si pretende che
le forze dell'ordine facciano psicologia, non usino la forza, che
siano onnicompetenti. MA PER FAVORE.....
Washington ammette: l’Iran non si piega | tg 22.07.26
Casa del Sole TV
https://www.youtube.com/watch?v=RsG50cwUzXo
Pepe Escobar: Iran, il ruolo della Cina
Casa del Sole TV
https://www.youtube.com/watch?v=Am9LzWik2OU
19 lug 2026
Come Pakistan, Arabia Saudita, Egitto, Cina influiscono sul conflitto medio orientale. Intervento di Pepe Escobar alla conferenza MEDIO ORIENTE GUERRA SENZA FINE
Dalla Palestina all’Iran, il nuovo ordine regionale che cambia il mondo intero
Il Medio Oriente sta entrando in una nuova fase storica. Tra il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, il mutamento degli equilibri regionali, la minaccia del terrorismo e la competizione per il controllo delle rotte energetiche, analizzeremo le dinamiche che stanno ridisegnando gli assetti di potere.
Medio Oriente, la guerra come metodo
Casa del Sole TV
https://www.youtube.com/watch?v=pRLbAGFMuPo
Bologna messa a ferro e fuoco, agenti aggrediti e auto incendiate: Matteo Lepore ha smesso di comportarsi da sindaco e ha scelto di fare il capopopolo. Chi rappresenta le istituzioni deve garantire equilibrio e sicurezza, non alimentare processi di piazza. Per questo Matteo Lepore deve assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto e dimettersi da sindaco di Bologna.
Siccome il grande piano è la guerra internazionale, usiamo questa parola per tenerla e pensarla un po' circoscritta, e visto che i popoli hanno risposto: un tiè, da livido! Il potere allora arruffa ogni popolo dall'interno. A questo punto noi riservisti abbiamo il dovere di mettere la gioventù scapigliata al corrente che il potere da sempre usa: il 'divide et impera'.Quindi occhio, non cascate nella trappola di sempre che innesta il potere, affinché vi ammaziate tra voi, per poi far ammazzare i superstiti dagli stranieri prezzolati da chi da sempre mira a far sua la Bella Italia. ATTENZIONE!
Concordo in pieno. I centri sociali raccolgono molti studenti fuori sede e presumibilmente fuori corso, figli viziati di una neo borghesia o post proletariato che li mantiene con sacrifici immeritati. Senza talento né buona volontà, preferiscono una vita bohemien ( a dir poco) a un onesto lavoro.
Concordo. Il sindaco deve tutelare la citta' e l'incolumità' dei cittadini , non permettere violenze gratuite. Ritengo anche giusto che , di fronte ad una persona in stato di agitazione fosse necessario l'intervento di un medico psichiatra e non di due giovani agenti dell'ordine.
Se Lepore vuole fare il capopolo rinunci alla carica di sindaco.
Io non escludo nemmeno l'ipotesi che il personaggio in stato di agitazione fosse parte di una messa in scena preparata per tempo e risoltasi ai suoi danni.
Stando a nuovo video, prima ancora che arrivassero la polizia e il personale sanitario si vede Fakir in evidente stato di alterazione che è a terra, si dimena e chiede aiuto...e la famiglia dov'è?
Sono spuntati tutti dopo il decesso, il fratello la sorella persino una nipote col pianto facile e letterina ad hoc, e quella signorona in giallo che chiedeva vendetta dov'erano quando, a terra, chiedeva aiuto?
Sono spuntati tutti dopo come funghi...
Certo, quando si pensa di poter cuccare....
Dunque : qualcuno ha fatto il confronto tra i giorni nostri e gli anni di piombo. Ma gli anni di piombo erano in effetti molto piu' calmi ði questi nostri ultimi anni. Ogni anno alla ripresa della scuola ci sono giorni e giorni di occupazioni , scioperi e cosi via. E' il modo della sinistra di proclamare il suo dòminio sugli studenti. Tutti ssnno che scioperi e occupazioni non servono concretamente a nulla se non a perder tempo ma i sinistresi sanno bene che gli slogan insegnati in quei giorni saranno poi queĺli ripetuti a squarciagola nei cortei che percorreranno in lungo e in largo le nostre citta'.
E chì organizza i cortei ? Guarda caso sono volti noti, vecchie conoscenze degli anni di piombo se non addirittura qualche ex brigatista rosso. Allora sequestravano qualche industriale o qualche giudice , oggi insegnano ai loro adepti lo slogan FROM THE RIVER TO THE SEE PALESTINA WILL BE FREE.
Ma si renderanno conto i ragazzi che la cosiddetta Palestina non e' mai esistita ? Qualcuno ha spiegato loro quanto e' successo quel giorno in cui hamas hainvaso Israele ?
I sindaci , oggi, sembra non si ricordino che, una volta eletti, debbano smettere di essere i rappresentanti di una parte politicae debbano iniziare a tutelare l'intera popolazione. E che il denaro che spèñdono e' il denaro uscito dalle tasche di tutti i cittadini.
Oggi ci troviamo di fronte a una generazione che non ha piu' i concetti dì bene e di male.
Ma se siamo cristiani non si puo' dire che il bene e'male e il male bene.
Bofogna e non è un refuso ha il sindaco e la giunta che si merita e non da oggi, ma da 80 anni e il prossimo anno voteranno in massa per il Partito che non sbaglia mai, sine spe.
«L'Americanismo è la peste che avanza volgarizzando, rimbecillendo, imbestialendo il mondo, avvilendo e distruggendo alte, luminose, gloriose civiltà millenarie».
Ardengo Soffici
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