Per rimanere aggiornati. I nostri governanti si comportano come se l'incontro di Trump e Putin ad Anchorage non avesse segnato la fine del globalismo e posto le basi di un nuovo assetto multipolare... Qui l'indice degli articoli sulla guerra in Ucraina
Europa senza visione: L’irrilevanza alla corte di Trump
Il viaggio dei leaders europei alla Casa Bianca, subito dopo il vertice di Anchorage tra Donald Trump e Vladimir Putin, mostra nella forma più chiara la crisi dell’Unione Europea: un continente che un tempo fu centro di civiltà e di diritto, ridotto oggi a recitare il ruolo di comparsa deferente, senza strategia, senza forza, senza respiro politico.
L’Europa, con la Gran Bretagna, arriva a Washington non per proporre soluzioni, bensì per confermare la propria subordinazione, portando in dote l’ennesima litania di sanzioni e condanne, formule ripetute con ostinazione meccanica, prive di effetto reale e lontane da qualsiasi prospettiva di pace.
Il Trattato di Lisbona del 2007, con l’art. 29 TUE e l’art. 215 TFUE, autorizza formalmente il ricorso a misure restrittive contro Stati e soggetti esterni. Questa possibilità, che nelle intenzioni avrebbe dovuto garantire uno strumento di pressione politica, si è rivelata del tutto inutile.
Dopo più di tre anni di embargo, la Russia non è stata indebolita in modo decisivo, ha diversificato i mercati, ha consolidato i rapporti con la Repubblica Popolare Cinese e India, mentre l’Europa ha pagato il prezzo più alto: inflazione energetica, perdita di competitività industriale, dipendenza crescente dagli Stati Uniti. Uno strumento nato come leva politica si è trasformato in un boomerang che colpisce i popoli europei, confermando che il diritto, quando si separa dalla realtà, diventa simulacro inefficace e persino nocivo.
Anche sul piano del diritto internazionale pubblico, la contraddizione è evidente. La Carta ONU fonda la pace sulla cooperazione e sull’uguaglianza sovrana tra gli Stati, non sull’imposizione unilaterale di misure coercitive che frammentano l’ordine delle genti. L’Unione, tuttavia, insiste su questa strada, continuando a evocare valori universali mentre tradisce il loro fondamento reale.
La pace, secondo la tradizione giusnaturalistica, è ordine giusto, armonia stabile tra i popoli, equilibrio tra potere e diritto radicato nel bene comune. Ridotta a un formalismo normativo, essa perde il suo significato e diventa slogan burocratico, incapace di incidere sugli eventi.
Il risultato è che l’Europa vive come un’enclave separata dalla realtà geopolitica. Le grandi decisioni si prendono tra Washington, Mosca e Pechino; Bruxelles rimane spettatrice, priva di peso.
Politicamente, sta sacrificando gli interessi dei cittadini su altari ideologici che non hanno più presa sulla concretezza. Filosoficamente, ha abbandonato l’orizzonte classico dell’ordine e della giustizia, sostituendolo con la sterile retorica di "valori" (mai che si parli di principi) che nessuno riconosce perché imbevuti di falsitá e ideologia.
La visita a Washington non è, dunque, un atto di alta diplomazia, quanto la certificazione della marginalità europea. È il gesto di chi non ha più visione e si presenta al cospetto del potere per ricevere istruzioni. L’Unione, infatti, non legge la realtà, la subisce. Non costruisce la pace, ne prolunga l’assenza. Non governa, ma amministra un vuoto politico che condanna i popoli europei a pagare prezzi crescenti senza trarne alcun beneficio.
Continuando a insistere su sanzioni inutili e retoriche consunte, l’Europa conferma la sua irrilevanza e la sua incapacità di orientare l’ordine delle genti. Oggi, più che mai, appare come un continente senza visione, che parla di pace senza conoscerne il senso e che ripete formule astratte mentre il mondo si ridisegna senza di lei.
Daniele Trabucco
19 commenti:
... E poi arrivano gli altri. Altri stranieri, alcuni con bottiglie di birra in mano, che circondano l’auto, insultano, fanno gestacci. Due di loro bloccano fisicamente il padre, impedendogli di rientrare in macchina. I bambini, di 5 e 8 anni, urlano di terrore.
La madre, in preda al panico, chiama cinque volte il 112. La risposta?
*”Non ci sono pattuglie disponibili.”*
Appunto, vuolsi così...e tutto quel che ne consegue.
So di ripetermi, ma non mi trattengo: abbiate pazienza.
L’Unione Europea è nemica del popolo italiano. Non bisogna aver paura di uscirne, ma di restarci un minuto di più.
Vien da piangere.
L' irrilevanza dell' Europa.
L ' Europa si è suicidata con due guerre mondiali. Ma a ben vedere l'entità Europa era più culturale che politica. Prima del 1914 esisteva l'impero britannico, al tempo la più grande potenza mondiale, che controllava la gran parte del commercio per mare con le sue flotte mercantili. A questo impero si contrappose quello tedesco, che iniziò una competizione economico-commerciale con quello inglese su tutto il globo. L ' Europa cristiana cioè cattolica si dissolse con l'eresia protestante e le guerre di religione, che alla fine portarono alla laicizzazione dello Stato. Nel 1914 c'era poi l'impero austro-ungarico, che mantenva le posizioni ma doveva affrontare l'aggressività della Serbia, sostenuta dalla Russia, nel conflitto iniziatosi con la dissoluzione della parte balcanica dell'impero ottomano, considerato "il malato d'Europa". Russi e austriaci non riuscirono a mettersi d'accordo nella spartizione dei Balcani ex-turchi. Era poi nata la questione del petrolio, da quando la Royal Navy aveva inaugurato motori a nafta per le sue navi. La lotta per le fonti del petrolio (Mesopotamia e Persia, poi Irak e Iran, il primo provincia ottomana) fu una delle cause della Grande Guerra.
Insomma, rinfreschiamoci la memoria: si parla di un'Europa quale entità unitaria, che avrebbe avuto non solo un'anima ma anche una politica comune, ispirata ai principi del cristianesimo (del cattolicesimo, perché l'Oriente cristiano si era separato da quel dì ed anzi vedeva l'Europa casttolica come una nemica), allorché quest'Europa unitaria ispirata a principi cristiani non esiste da secoli e bisogna anzi chiedersi se sia mai esistita come forza politica e militare effettiva - è esistita in momenti particolari, p.e. nell'unione (provvisoria) provocata dalle guerre contro l'islam invasore. Anche al suo interno, nonostante i comuni principi morali e religiosi, l'Europa cristiana soffrì di profonde divisioni, alcune delle quali alla fine letali, come quella tra papato e impero, in lotta reciproca per la supremazia spirituale e politica.
Politicus
Vertice concluso.
Trump interrompe il vertice per chiamare Putin
Secondo Bloomberg, Donald Trump ha interrotto i colloqui sull’Ucraina per chiamare Vladimir Putin
Ovviamente serve ENORME cautela, ma il racconto della Redazione Unica su Trump-canaglia e sul disastro sicuro si rivela (a essere buoni) sbagliato e (a essere maliziosi) un desiderio inconfessabile di troppi.
Lo spiraglio positivo si allarga un po’.
Così ha scritto pochi minuti fa Donald J. Trump sui suoi canali social:
"Ho avuto un ottimo incontro con illustri ospiti, il Presidente Volodymyr Zelenskyy, dell'Ucraina, il Presidente francese Emmanuel Macron, il Presidente della Francia Alexander Stubb, la Finlandia, il Primo Ministro Giorgia Meloni, l'Italia, il Primo Ministro Keir Starmer, del Regno Unito, il Cancelliere della Repubblica Federale di Germania, Friedrich Merz, Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e Segretario generale della NATO, Mark Rutte, alla Casa Bianca, che si è conclusa in un ulteriore incontro nello Studio Ovale. Durante l'incontro abbiamo discusso delle Garanzie di Sicurezza per l'Ucraina, che le Garanzie sarebbero fornite dai vari Paesi europei, con un coordinamento con gli Stati Uniti d'America. Tutti molto contenti della possibilità di PACE per la Russia/Ucraina. A conclusione degli incontri, ho chiamato il Presidente Putin, e ho iniziato gli accordi per un incontro, in un luogo da definire, tra il Presidente Putin e il Presidente Zelenskyy. Dopo quell'incontro, avremo un Trilat, che sarebbero i due Presidenti, più io. Ancora una volta, questo è stato un ottimo passo iniziale per una guerra che dura da quasi quattro anni. Il vicepresidente JD Vance, il Segretario di Stato Marco Rubio e l'inviato speciale Steve Witkoff si stanno coordinando con Russia e Ucraina. Grazie per la vostra attenzione a questo tema! "
Verso Minsk III.
Il branco di incompetenti è stato accolto a Washington con in bella vista la mappa attuale dell’Ucraina. Tanto per ribadire che le cose stanno così: la Russia ha vinto e l’occidente ha perso. Le condizioni le detta la Russia. Trump l’ha capito ma il gruppone guidato da Ursula no!
Possibile che queste facce di tolla non ricordano la scaletta degli avvenimenti?
E ora avanzano anche pretese. Personalmente ricordo che appena iniziata l'operazione militare spaciale,dopo pochissimo, forse un mese, si riunì un tavolo di trattative etutto sembrava andare bene anche per l'Ucraina. Una persona in particolare
Segue:
...una persona Ucraina in particolare si era dimostrata attiva per concludere al più presto. Quella persona, di cui non sappiamo il nome e di cui mai ci fu mostrato il volto, morì subito dopo, forse incidente di macchina o ucciso. Subito dopo si materializzò in Ucraina Boris Johnson. Questi dettagli li vogliamo ignorare? Facce di bronzo.!
Nell'accenno alla discussione sulle "garanzie per la sicurezza dell'Ucraina" c' è dentro quasi sicuramente anche la discussione sulla proposta meloniana, in origine, dell'art. 5 nato .
Le ironie sul ruolo modesto dell'UE sono sprecate: cosa vorreste, che l'EU dettasse legge?
Gli europei vengono comunque coinvolti nelle garanzie per la futura sicurrezza dell'Ucraina.
Una situazione comunque a doppio taglio. Ma non ci si può sottrarre, a questo punto.
Ft. Tosatti riprende la declaratio di BXVI , a puntate, dal punto di vista della piena coscienza dell'atto sotto 3 punti di vista , considerato il fatto delle venute a mancare forze ecclesiali a sostegno, per cui documento atto a scismare ipso facto....secondo le norme...
Se la Russia avesse vinto il governo di Kiev non avrebbe bisogno di incontrare Trump o i governanti europei perche', esattamente come la bielorussia , sarebbe totalmente dipendente dal cremlino.
Ho ascoltato un' intervista a G.Meloni, era spavalda e di grande fretta. Era a disagio con se stessa, a mio parere, mi dispiace. In questa storia presumo che si sia dovuta piegare suo malgrado. Ormai la solita figura caprina l'abbiamo fatta., ancora una volta. Si è esposta troppo. Peccato, per lei e per noi!
E Carlo III a Roma!
Ho fatto diversi pensieri su chi, con natali modesti, arriva in cima. Difficilmente riesce ad evitare l'ubriacatura. Parimenti anche un figlio di re può nascere con una natura modesta e non saper gestire la regalità che è chiamato ad incarnare. Infine l'anima grande la si può trovare sia nel povero, sia nel principe, è un dono di Dio, che poco deve al sangue. Dispiace tuttavia che il nostro tempo sia così povero di anime grandi!
Ah, se si avessero le .....per farlo!
G.Meloni, in alcuni frangenti, ha quel timbro di voce proprio della donna che ha imparato, precocemente, a difendersi da sola.
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