Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 19 maggio 2023

Arciv. Viganò / Omelia nell'Ascensione di Nostro Signore

Qui l'indice degli interventi precedenti e collegati.
Omelia
nell'Ascensione di Nostro Signore 

Quid admiramini aspicientes in cælum?
At 1, 11

NELL’INTROITO DELLA MESSA DI OGGI abbiamo cantato: Viri Galilæi, quid admiramini aspicientes in cælum? Uomini di Galilea, di cosa vi meravigliate guardando verso il cielo? Lo chiedono i due Angeli agli Apostoli, assorti nel veder ascendere il Signore. La domanda dei messaggeri celesti è retorica: il prodigio che deroga alle leggi della natura è nulla, rispetto al miracolo della Resurrezione di cui essi saranno testimoni fino al martirio.

Perché vi stupite di veder salire al cielo il Signore? Vi stupite di vederLo ascendere miracolosamente per scomparire tra le nuvole, o vi meravigliate del fatto che vi stia lasciando soli, proprio adesso che è risorto e può ristabilire il regno di Israele (At 1, 6)? Ma non vi ha Egli già detto: Vado a preparare il luogo per voi. E quando sarò partito, e avrò preparato il luogo per voi, verrò di nuovo, e vi prenderò meco, affinché dove son Io, siate anche voi (Gv 14, 2-3)?

Un catechismo, che insegni il contenuto della fede!

Ricevo e volentieri pubblico da Res Novae. Oltre al Catechismo, strumento importante da consultare, occorrono vere e proprie regolari catechesi anche per adulti non improvvisate; ma soprattutto autentici Magistri, esercitanti il munus docendi — impropriamente, o forse strumentalmente, confuso con il proselitismo — agganciato alla Tradizione.

Un catechismo, che insegni il contenuto della fede!
don Claude Barthe

Un’autentica riforma della Chiesa passerà necessariamente attraverso uno sforzo considerevole per ripristinare l’insegnamento del catechismo cattolico, non soltanto ai bambini ed ai nuovi battezzati o anche a «chi ricominci», a chi cioè riallacci il proprio legame con la Chiesa, ma pure all’insieme dei fedeli, la cui ignoranza dei rudimenti della dottrina cristiana è spesso abissale.

In Paesi come la Francia il catechismo ha per molto tempo riguardato la quasi totalità della popolazione, anche non praticante, l’80% dei ragazzi seguiva i corsi: la conclusione degli anni di catechismo consisteva nella solenne cerimonia della Comunione (professione di fede) all’età di 11-12 anni, ciò che praticamente tutte le famiglie ritenevano proprio dovere festeggiare, qualunque fosse il loro grado di Cattolicesimo. Così il catechismo era «l’opera per eccellenza», secondo il vescovo Dupanloup, un’opera missionaria continua. Sebbene i figli dei genitori non praticanti smettessero essi stessi di praticare dopo tale cerimonia, tutti loro avevano ricevuto un’istruzione, che rendeva a ciascuno familiare la religione.

giovedì 18 maggio 2023

Itinerario Mariano 2023 | La Reggia divina

Itinerario Mariano 2023 | Con Maria amabile Maestra
La Reggia divina
Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti! L’anima mia languisce e brama gli atri del Signore. Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente. (Salmo 84, 2-3)
Quando si parla di Maria, non si può mai pensare di avere esagerato o di aver detto abbastanza. Non corriamo il rischio di rimanere vittime di illusioni: Maria è, fra l’altro, la reggia divina nella quale, un giorno, prese dimora la seconda Persona della Santissima Trinità: angolo di pace amenissimo, paradiso, reggia, dimora eccelsa, tempio, tabernacolo vivente: tutto questo è veramente Maria. 
Osserviamola da vicino questa reggia divina. Così ce la descrive ancora S. Germano. È immacolata e purissima. È stata adornata dallo splendore di Dio, il Re. Talmente spaziosa da accogliere tutti e da restaurare tutti con i suoi benefici. Risplende tutta quanta dei più vari ornamenti. In essa si trova il talamo dello sposo divino. Maria è la reggia del nostro Dio: in essa il nostro immenso, infinito, eterno Dio trova sua stabile, conveniente, giusta dimora. 
Noi ammiriamo lo splendore esterno ma non riusciremo mai a valutare la grandiosità di quell’interno di luce, di candore, di purezza, di santità della reggia che si chiama Maria. 
(Itinerario Mariano tratto da “Con Maria amabile Maestra” di don Nicola Giordano – Edizioni Vivere in)

Tolta la croce dalla corona canadese. Al suo posto un fiocco di neve

Di fatto il recente rito d'incoronazione di Carlo III non riflette l'odierno decadente Regno Unito, ma mostra l'eco lontana di una nazione cattolica che, fino al XVI secolo, esprimeva nell'incoronazione dei propri Re una visione del mondo monarchica, cattolica e sacrale. Precedente qui. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica e dunque anticristiana.

Con l'approvazione di Carlo III:
Tolta la croce dalla corona canadese.
Al suo posto un fiocco di neve

Federica Di Vito
Eppure la cerimonia nell'abbazia di Westminster ha inneggiato al medioevo quando si esprimeva nell'incoronazione dei propri Re una visione del mondo monarchica, cattolica e sacrale
Croce, stoltezza per i pagani. Ebbene sì. La riprogettazione della Corona reale canadese è stata raccomandata dal Primo ministro canadese Justin Trudeau. Croci e fleurs-de-lis sono ora rimpiazzati con «elementi che enfatizzano l'identità canadese della monarchia», afferma il sito web del governatore generale del Canada. Re Carlo ha approvato il "nuovo look" su consiglio del governo canadese. La designer è Cathy Bursey-Sabourin, che funge da Fraser Herald of Arms, ovvero artista principale dell'Autorità araldica canadese.
L'emblema della Corona reale canadese è «un importante simbolo dell'autorità del sovrano, della monarchia canadese e del potere dello Stato che agisce in nome del sovrano», secondo l'ufficio del governatore generale del Canada, che rappresenta il re Carlo III nel suo ruolo di re del Canada. «Al posto della sfera e della croce in cima alla corona c'è un fiocco di neve stilizzato, un riferimento al fatto che il Canada è un regno settentrionale», continua. Il disegno canadese, a differenza dell'emblema ufficiale di re Carlo che utilizza la corona Tudor, sostituisce croci e fleurs-de-lis con foglie d'acero - un po' come le confezioni di sciroppo per pancakes. Il sito web del governatore generale ha descritto la foglia d'acero come «un simbolo canadese per eccellenza ampiamente utilizzato dal XIX secolo per rappresentare il Canada e tutti i suoi cittadini».

Usanze dimenticate dell'Ascensione

Appaiono sempre più chiare le criticità quando si soppesano le differenze tra il Novus Ordo e il Vetus Ordo. Nella nostra traduzione da OnePeterFive l'interessante articolo che segue.
Usanze dimenticate dell'Ascensione

I dieci giorni tra la festa dell'Ascensione e la festa di Pentecoste come la fine dimenticata dei cinquanta giorni dalla domenica di Pasqua alla Pentecoste

La durata totale del tempo pasquale dalla domenica di Pasqua alla fine del periodo di Pentecoste è di cinquantasei giorni in tutto. In questo modo, la Santa Madre Chiesa ci mostra che la gioia della Pasqua ha eclissato il tempo della penitenza della Quaresima. Ascentiontide dura 10 giorni e fa parte del tempo pasquale. I primi nove giorni dell'Ascensiontide includono la tradizionale Ottava dell'Ascensione. L'ultimo giorno dell'Ascentiontide è la Veglia di Pentecoste. Segue la domenica di Pentecoste, che ha la sua ottava. La domenica successiva all'Ottava di Pentecoste (Domenica della Trinità) inizia ufficialmente il Tempo Dopo la Pentecoste. Alcuni di questi nomi dovrebbero essere familiari ai cattolici, specialmente a quelli che assistono regolarmente alla messa tridentina.

Contraddizioni proprie degli eretici in materia di culto

Ogni tanto pubblichiamo scampoli di riflessioni su aspetti basilati della liturgia. Per tener desta l'attenzione e comprender meglio le ragioni della situazione di crisi in cui siamo. Specificamente sull'Eresia antiliturgica può essere utile approfondire qui.

Novus Ordo Missae / Studio critico
di Arnaldo Vidigal Xavier da Silveira [qui]

L’eresia anti-liturgica

Nelle sue Istituzioni liturgiche, dom Guéranger mette in rilievo la contraddizione che è propria degli eretici in materia di culto. Egli enuncia quattordici principi che reggono ciò che chiama l’"eresia anti-liturgica" ( vedi ) (Tomo I, pp. 414-425. Vedi anche il concetto di "eresia antiliturgica" alle pp. 405-414), e che è il substrato comune alle innovazioni liturgiche di tutte le eresie.
Riportiamo qui il suo quarto principio che, per certi aspetti, è in rapporto con il tema che stiamo trattando. 
Dopo aver fatto incidentalmente riferimento, nei primi tre punti, alle varie contraddizioni degli eretici, dom Guéranger scrive: 
"Non ci si deve meravigliare della contraddizione che l’eresia presenta nelle sue opere, quando si sa che il quarto principio - o se si vuole - la quarta necessità imposta ai settarii dalla natura stessa del loro stato di rivolta, è un’abituale contraddizione con i propri principi. Così dev’essere perché siano confusi nel giorno che presto o tardi verrà e in cui Dio rivelerà le loro nudità agli occhi dei popoli che hanno sedotto, e anche perché non è dell’uomo essere coerente; solo la Verità può esserlo. In tal modo, tutti i settarii, senza eccezione, incominciano col rivendicare i diritti dell’antichità; essi vogliono purificare il cristianesimo da tutto ciò che l’errore e le passioni degli uomini hanno aggiunto di falso e di indegno di Dio; essi vogliono solo quello che è originario e pretendono di riprendere l’istituzione cristiana dalla sua nascita [1]. A tal fine, sfrondano, cancellano, sopprimono [2]: tutto cade sotto i loro colpi, e quando ci si aspetta di vedere riapparire il culto divino nella sua originaria purezza, ecco che si scopre che è stato sommerso di formule nuove, composte dalla sera al mattino, che sono incontestabilmente umane poiché colui che le ha redatte vive ancora. Ogni setta subisce questo stato di necessità: l’abbiamo visto con i monofisisti, con i nestoriani, e la stessa cosa ritroviamo in tutti i gruppi protestanti. La loro ostentazione a predicare l’antichità serve solo a metterli in grado di scalzare tutto il passato, dopodiché si pongono dinanzi ai popoli sedotti e giurano loro che tutto è buono, che le superfetazioni papiste sono scomparse, che il culto divino è ritornato alla sua originaria santità. Evidenziamo ancora un’altra caratteristica nei cambiamenti che gli eretici introducono nella liturgia. Essa consiste nel fatto che, nella loro rabbia innovatrice, non si accontentano di sfrondare le formule di stile ecclesiastico, che bollano col l’aggettivazione di umane,  ma estendono la loro riprovazione alle letture e alle stesse preghiere che la Chiesa ha tratto dalla Scrittura: essi cambiano, sostituiscono, non vogliono pregare con la Chiesa e si scomunicano così da sé stessi, e temono anche fino alla più piccola particella di ortodossia che ha presieduto alla scelta di quei passi" (Dom Prosper Guéranger, Institut. liturg., tomo I, pp. 417-418). - Fonte
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Note di Chiesa e post-concilio
1. quello che Pio XII, nella Mediator Dei, chiama eccessivo ed insano archelogismo
2. Così si esprime Michael Davies in Cambiare il rito per cambiare la fede :
«In una opera in difesa della bolla di Papa Leone XIII “Apostolicae curae”, che dichiarava invalide le ordinazioni anglicane, i vescovi cattolici inglesi mettono giustamente l'accento sulle omissioni del Prayer Book riguardo alla santa cena. L'abbiamo ripetutamente ricordato: nel nuovo rito anglicano della messa, quello del Prayer book del 1549, non troveremo affermate delle eresie, ma omesse verità di fede essenziali. Le omissioni, il “taciuto”, in liturgia è sempre grave, perché rinunciare ad affermare con completezza e chiarezza tutte le verità di fede implicate, può portare a un vuoto di dottrina nei sacerdoti e nei fedeli che nel futuro apre il campo all'eresia: in parole semplici oggi sei cattolico con una messa eccessivamente semplificata, domani senza saperlo ti ritrovi protestante perché la forma della tua preghiera non ha nutrito più la tua fede. Ecco cosa dicono i vescovi cattolici inglesi: “Per dire le cose brevemente, se si compara il primo Prayer Book di Edoardo VI con il messale (cattolico), vi si scoprono sedici omissioni, il cui scopo era evidentemente quello di eliminare l’idea di sacrificio” (Il Cardinale arcivescovo e i Vescovi della provincia di Westminster, A Vindication of the Bull Apostolicae Curae, Londra 1898, p. 154)».

mercoledì 17 maggio 2023

Giovedì 18 maggio. Ascensione del Signore a Sant'Anna al Laterano

Carissimi,
Domani è la Festa dell'Ascensione del Signore al Cielo. Una grande Solennità. La sua ricorrenza il giovedì, a quaranta giorni dalla Pasqua, ha il suo fondamento nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli.
 
Domani celebreremo, dunque, nella nostra Chiesa di Sant'Anna tale Solennità con la S. Messa cantata alle ore 16,00. La chiesa sarà aperta a partire dalle ore 15,00 per le Confessioni.
In Domino
d. M.A.

Itinerario Mariano 2023 | Monte divino

Itinerario Mariano 2023 | Con Maria amabile Maestra
Monte divino
Il suo monte santo, altura stupenda, è la gioia di tutta la terra. Il monte Sion, dimora divina, è la città del grande Sovrano. Dio nei suoi baluardi è apparso fortezza inespugnabile. (Salmo 48, 3-4)
Maria santissima è il monte eccelso sul quale Dio abita! Quando Mosè voleva avvicinarsi al monte di Dio, gli fu detto di togliersi i calzari. Era troppo alto e puro quel monte. Anche per ascendere sul monte che è Maria bisogna purificarsi. D’altronde chiunque si incammina su per quel monte viene purificato dal suo candore, dalla sua purezza e può toccare la vetta che è Dio!
Ci avviciniamo anche noi al monte di Dio per rinfrancarci su di esso e per poter vedere da vicino Dio. Sulla sommità del monte si trova riparo e ombra. Su di esso si trovano pascoli ubertosi, ricchissimi. Su di esso, infatti, ha potuto nutrirsi l’Agnello puro e senza alcuna macchia che si immolò come vittima di soave odore al Padre suo per la redenzione del genere umano. È sempre lei, la Madre eccelsa e divina, che spiana il cammino e rende facile la salita. È lei che precede e incoraggia e sostiene e infonde vigore a tutti.
(Itinerario Mariano tratto da “Con Maria amabile Maestra” di don Nicola Giordano – Edizioni Vivere in)

Censurata una meditazione cattolica

Ci risiamo ancora una volta. Hanno reso illeggibile l'articolo appena pubblicato: la nostra traduzione da OnePeterFive di una bellissima meditazione sulla Scrittura dalla Quinta domenica dopo Pasqua di fr. John Zuhlsdorf... Allucinante, davvero!
N.B. Ora è di nuovo leggibile!
Ciao,
Come forse già saprai, le nostre Norme della community (https://blogger.com/go/contentpolicy) descrivono i limiti di ciò che consentiamo, e non consentiamo, su Blogger. Abbiamo ricevuto una richiesta di revisione per il tuo post intitolato "Quinta domenica dopo Pasqua: le bugie che ci diciamo". Abbiamo stabilito che viola le nostre norme e abbiamo annullato la pubblicazione dell'URL http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2023/05/quinta-domenica-dopo-pasqua-le-bugie.html, rendendolo non disponibile per i lettori del blog.
Perché la pubblicazione del tuo post del blog è stata annullata?
I tuoi contenuti hanno violato le nostre norme relative alle informazioni personali e riservate. Per ulteriori informazioni, visita il link in questa email alla nostra pagina delle Norme della community.
Per pubblicare nuovamente il post, aggiorna i contenuti per fare in modo che aderiscano alle Norme della community di Blogger. Dopo averli aggiornati, puoi pubblicare nuovamente i contenuti all'indirizzo https://www.blogger.com/go/appeal-post?blogId=5570132738557818436&postId=4760933070046694553. Questo comporterà una revisione del post.

Per ulteriori informazioni, consulta le seguenti risorse:
Termini di servizio: https://www.blogger.com/go/terms
Norme della community di Blogger: https://blogger.com/go/contentpolicy

Cordiali saluti,
Il team di Blogger

Ho risposto:
"Non capisco le ragioni di questa censura. Nell'articolo non c'è nulla di falso o offensivo. Si tratta di meditazione cristiana. Cos'è che non va per questa community?
Grazie e ripristinatelo per favore ...

Quinta domenica dopo Pasqua: le bugie che ci diciamo

A pochi giorni dalla Quinta Domenica di Pasqua su cui abbiamo meditato [qui], anche questa settimana giova riprendere, nella nostra traduzione da OnePeterFive, la meditazione di Padre John Zuhlsdorf del 14 maggio.

Quinta domenica dopo Pasqua: le bugie che ci diciamo
Padre John Zuhlsdorf

Continuiamo con l’obiettivo di quest’anno, vale a dire il nostro tuffo nell’Epistola, la prima lettura della Santa Messa domenicale nel Vetus Ordo del Rito Romano. Abbiamo iniziato questo tempo pasquale con la lettura di 1 Pietro. Avvicinandoci alla festa dell’Ascensione, ascoltiamo le parole di San Giacomo il Minore contenute nella sua Lettera. Per ulteriori informazioni su San Giacomo, si veda l’articolo della scorsa settimana.
Ogni lettura si situa all’interno di un contesto. Ad esempio, è utile sapere che l’apostolo Giacomo ha indirizzato la sua lettera a un vasto pubblico, e non a una comunità specifica. Questo fatto — almeno per me — rende le sue parole più immediate.