martedì 19 luglio 2022

Durante la sua visita di luglio in Canada, Francesco parteciperà a cerimonie pagane con i popoli indigeni

Fa il paio, in termini sempre più nefasti, con le richieste di perdono e gli eventi sincretisti promossi o vissuti in presenza da Giovanni Paolo II

Domenica scorsa avevamo appreso : Il Papa in Canada per abbracciare gli indigeni, sarà un pellegrinaggio penitenziale. Al termine dell’Angelus Bergoglio chiede di accompagnare con la preghiera il suo prossimo viaggio apostolico del 24-30 luglio, durante il quale incontrerà le comunità originarie: “Spero possa contribuire al cammino di riconciliazione e guarigione intrapreso già”. 
Ora apprendiamo ulteriori dettagli:
Durante la sua visita di luglio in Canada, Papa Francesco parteciperà a cerimonie pagane con i popoli indigeni.
Secondo Crux padre Cristino Bouvette dell'arcidiocesi di Calgary prevede che papa Francesco partecipi a una cerimonia pagana di "purificazione" e preghi guardando il nord, il sud, l'est e l'ovest, secondo le tradizioni indigene.
Durante la visita del Papa alla Chiesa del Sacro Cuore dei Primi Popoli, un anziano entrerà nella chiesa tenendo una ciotola di cedro fumante, salvia, erba dolce e tabacco per purificare la chiesa.
“La purificazione che viene proposta al Sacro Cuore ha un duplice scopo”, scrive Bouvette in una e-mail a Crux: 
  1. mostrare il riconoscimento del rituale in modo osservabile/pubblico; e 
  2. Come rituale di purificazione nello spazio stesso come gesto di rendere lo spazio 'più ospitale' per accogliere il Santo Padre al suo arrivo” 
Non bastava la Pachamama e conseguenze [vedi]. Com'è possibile non vedere in questa lettura - tanto semplicisticamente banalizzante quanto arbitraria - di una pratica che profana la Casa di Dio, il tradimento di nostro Signore e delle ragioni della Sua Incarnazione passione morte e risurrezione? - Fonte 
[Traduzione e chiose a cura di Chiesa e post-concilio] 

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Se i primi cristiani avessero fatto lo stesso prendendo parte a riti pagani avrebbero salvato la vita. Ma non sarebbero stati più cristiani!!

Stephen Neville ha detto...

Geroboamo in confronto era un modello di ortodossia.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=mcNGoZEsMN8

Andrea Cionci intervista sul suo ultimo libro: 'Il Codice Ratzinger.

Anonimo ha detto...

“Papa Francesco è preoccupato per le notizie false – al secolo ‘fake news’. ‘ siti dei media’, dice, ‘sono diventati luoghi di tossicità, discorsi d’odio e fake news’, da combattere tramite ‘educazione’, ‘networking fra i media cattolici’, e ‘contrasto alle menzogne e alla disinformazione’.
Si tratta di altissimo, purissimo, levissimo vocabolario woke”

Anonimo ha detto...

Ad esempio, papa Francesco si recherà in Canada in pellegrinaggio penitenziale, dove chiederà perdono per i massacri di indigeni perpetrati dai missionari cattolici. Massacri che però non sono mai avvenuti. Questa è una fake-news? Direi di sì.

L’invito a vaccinarsi per amore degli altri evitando il negazionismo suicida, alla luce del mirabolante insuccesso della campagna vaccinale, fu una fake-news? Mi pare che si possa definire così. Nel frattempo, tante o poche persone sono morte a causa dei vaccini mentre continuiamo a morire di Covid, e molte di più hanno effetti avversi gravi o permanenti, bambini compresi.

Anonimo ha detto...

Le scuole residenziali indiane ,furono istituite in Canadà in seguito all'approvazione del "Gradual civilization act del 1857.In base a questa legge agli indiani ,per lo più Metis ed Inuit, si offrivano pezzi di terra ed un aiuto economico per stabilizzarli e farli diventare contadini ed allevatori: piccoli proprietari autosufficienti.Le scuole residenziali erano degli istituti dove i bambini indiani venivano alloggiati,nutriti e veniva insegnato loro quello che nelle scuole elementari e medie di tutto il mondo veniva insegnato ai bambini.Ovviamente trattandosi di scuole cristiane,cattoliche in stragrande maggioranza ,oltre a leggere,scrivere e far di conto ,veniva insegnata loro la religione cattolica.A quei tempi la vita in Canada (anche in Italia)era durissima per tutti,oltre al problema del clima inclemente e delle grandissime distanze c'era anche il problema della povertà e delle malattie .È illogico e ridicolo pensare che suore e preti ,per lo più francesi ed inglesi ,andassero in un paese tanto lontano e così inospitale solo per il gusto di picchiare ,torturare ed abusare i bambini indigeni.La verità è che in Canada a quel tempo erano molto diffuse malattie micidiali ,come il tifo,la tubercolosi,il vaiolo ,la sifilide e...l'alcolismo.I bambini ospitati nelle scuole residenziali venivano da contesti familiari poverissimi e semi nomadi, spesso arrivavano nelle scuole già ammalati e gravemente debiliti.Molti di loro in breve morivano e venivano sepolti direttamente nelle fosse comuni ,come succedeva a quel tempo,a quasi tutti, anche in Europa.Per cosa debba chiedere perdono la Chiesa Cattolica ed a chi non è chiaro ,comunque richiediamo perdono e rifacciamoci del male.Verrà un giorno che a quegli eroici missionari ed a quelle meravigliose suore bisognerà chiedere perdono per davvero ,e sarà troppo tardi.....

Era così difficile ? ha detto...

La convinzione che Dio mi abbia “tessuto nel grembo di mia madre” (Sal 139), che io sia già stato voluto, formato e benedetto da Dio nel primo stadio embrionale della mia vita, proibisce ai cristiani di mettere mano alla propria prole. Non ci possono e non ci devono essere pigri compromessi. Questo distingue la Chiesa dalla politica, che anche in questioni esistenziali come l’infanticidio prenatale cerca maggioranze, umori e compromessi invece di perseguire una linea coerente. Tali tattiche non sono possibili per i cristiani sulla questione della dignità umana e del diritto alla vita dei non nati. Coloro che vogliono essere e rimanere cattolici chiederanno quindi naturalmente un’offerta nazionale di aiuto diversificato per le donne incinte in situazioni di conflitto, ma non un’offerta nazionale di possibilità di sbarazzarsi della propria prole.

https://www.marcotosatti.com/2022/07/22/kath-net-mons-thomas-maria-renz-la-difesa-della-vita-come-criterio-confessionale/

Anonimo ha detto...

Non conosco bene la storia del Canada. Vorrei fare solo un'annotazione. La politica di distruzione etnica e assimilazione culturale delle popolazioni locali è stata tipica degli inglesi che l'hanno attuata nei territori degli USA e del Canada. Quesit paesi non erano governati da re cattolici ma dalla massoneria anglosassone. La responsabilità della Chiesa può essere perciò solo quella di aver collaborato, in qualche modo, con quelle politiche che furono pensate e dirette però dai nemici della Chiesa. La grande capacità di queste congreghe è stata sempre di attribuire ad altri le colpe per i loro delitti.

mic ha detto...

Anche il mensile inglese "The Spectator" esprime dubbi e offre precisazioni sulle presunte fosse comuni accanto a scuole residenziali cristiane in Canada. L'articolo di Jane Stannus, traduttrice e giornalista, è del 22 gennaio 2022, e si intitola "Il mistero delle fosse comuni degli indigeni canadesi".

Purtroppo non ho il tempo di tradurre dall'inglese, ma mi limito a chiedermi come mai le famiglie dei ragazzi scomparsi (anche molti decenni fa) abbiano sollevato la questione della loro scomparsa solo ora, unitamente a richieste di compensazione, e non all'epoca della scomparsa stessa, e perché le responsabilità dello Stato canadese, che gestiva il 60% di queste scuole residenziali, passino in secondo piano.

This article originally appeared on "Spectator World".

https://www.spectator.co.uk/article/the-mystery-of-canada-s-indigenous-mass-graves

mic ha detto...

Da oltre un anno, i mass media parlano di "fosse comuni", ma gli storici si mantengono cauti: «A oggi, resta solo una tesi» basata su rilevamenti radar non certi e non su eventuali scavi mai effettuati ..

Anonimo ha detto...

Secondo gli stessi dati forniti dalla Commission de vérité et réconciliation (CVR) il tasso di mortalità nei giovani che frequentavano le scuole residenziali era in media di circa 4 decessi all’anno ogni 1.000 giovani e la causa principale era dovuta a tubercolosi ed influenza. Sono necessarie prove concrete prima che le accuse contro gli Oblati e le Suore di Sant’Anna possano essere scritte nella storia. Le esumazioni non sono ancora iniziate e non sono stati trovati resti.

Anonimo ha detto...

Ma chi deve chiedere scusa? (governo canadese o altri?) E di che cosa? (Qualcuno ha fatto le necessarie indagini? Con che risultato?)
"I vescovi canadesi, lionhearts, si sono affrettati a esibirsi nell’ultimo sport in voga tra i prelati: chiedere perdono. E prima ancora di sapere de che. Ma se proprio qualcuno deve scusarsi, in omaggio alla political correctness così cara al governo canadese, è il governo canadese stesso. Infatti, quelle scuole erano state a suo tempo create e finanziate allo scopo di integrare i figli dei nativi. Cioè, di farli diventare cittadini secondo il modello allora in voga: capelli corti, lavati e pettinati, vestiti da bianchi e istruiti".

Anonimo ha detto...

Ottimo. Come si è in seguito dimostrato i film "magdalene" e "il caso spotlight" furono montati ad arte... E non a caso vinsero l'Oscar..... Prima di affrettarsi a chiedere perdono si studi... Chi ha orecchie...

Anonimo ha detto...

...
Quello che sembra più preoccupare Francesco sono infatti le brutte notizie che giungono dalle casse vaticane dal Canada e dagli Stati Uniti. Pare che dal Canada, dopo i casi di pedofilia, stia partendo contro l’ormai esangue Chiesa una valanga di richieste di risarcimenti. Notizie ancora peggiori per le casse di Francesco vengono dagli Stati Uniti.

In un documento riservato circolato recentemente si evidenzia ancora di più la spaccatura con la Chiesa americana che, da sempre, con i suoi numerosi benefattori, attraverso la Papal Foundation, ha contribuito a far arrivare denaro direttamente al Santo Padre che può gestirlo, insieme all’Obolo di San Pietro, liberamente per le opere di carità in tutto il mondo. Da questo documento si evince la volontà dei benefattori di far restare i proventi delle donazioni in America per sostenere esclusivamente le necessità della Chiesa americana, senza più inviare il denaro alla Papal Foundation. Il tutto da ascrivere alle decisioni di questo pontificato, al poco interesse mostrato verso gli Stati Uniti e all’opaca gestione dei fondi da parte del Vaticano. Per Bergoglio, ancora un altro “mea culpa”.

Luigi Bisignani, Il Tempo 24 luglio 2022