sabato 9 luglio 2022

Il nuovo libro di Paolo Pasqualucci, Infelix Austria - Una critica del “mito asburgico”, versione cattolica

Di Paolo Pasqualucci abbiamo recentemente apprezzato la serie di "Appunti" [qui] mirante a chiarire i concetti di Stato, nazione, popolo etc. - così importante nella temperie odierna -, per forza di cose in polemica rispettosa con i tradizionalisti di ogni forma e colore, ma non solo. Ora abbiamo a disposizione la revisione e il corposo approfondimento del suo studio: Politica e Religione. Paolo Pasqualucci, Infelix Austria - Una critica del “mito asburgico”, versione cattolica (qui), per una critica del mito asburgico con tutti i parametri deducibili da una approfondita conoscenza degli scenari e delle complesse dinamiche che determinano gli eventi. Di particolare interesse, in questa recente trattazione, la parte che parla in dettaglio dello scoppio della prima guerra mondiale, un tema purtroppo tornato di grande e sinistra attualità, con gli inquietanti venti di guerra che ci sovrastano lasciandoci angosciose sensazioni.
Dalla quarta di copertina:
Un conto è la giusta rivalutazione storica (contro i pregiudizi e gli odi politici del passato) dei non pochi meriti della plurisecolare e cattolica monarchia asburgica, fortezza insuperabile per l’invasore ottomano, nemico implacabile della nostra fede e civiltà; artefice e protettrice della civiltà mitteleuropea educatrice di popoli; altro conto, lasciarsi andare ad esaltazioni ed eulogie che sfociano nel mito, con il risultato di proporre modelli politici “sacrali” e “imperiali” del tutto irripetibili e illusori quanto alla fondazione di uno Stato ispirato agli autentici valori cristiani, unica speranza di rinascita per la nostra decadente società.
Intendere il tragico, apocalittico susseguirsi del secolo che va dal 1918 al 2018 unicamente quale conseguenza della caduta, nel 1918, dell’impero asburgico, come se fosse stato ancora all’epoca il fulcro dell’equilibrio continentale (costituito invece dalla Germania guglielmina) e proprio per la sua qualità di intatto Stato cattolico, qualità invece compromessa dal generale processo di secolarizzazione, pervadente anche l’impero austro-ungherese – ciò significa interpretare i fatti secondo mezze verità che comportano, alla fine, la loro sostanziale deformazione.

26 commenti:

Anonimo ha detto...

Al modello burocratico e livellatore di Bruxelles non possiamo certo opporre quello dello stato nazionale ottocentesco, ma il modello dell'impero multinazionale e multireligioso di Roma; quello turco-ottomano dell'età pre-nazionalista, in cui greci, ebrei, armeni ecc. erano "le dita della mano del sultano", e quello plurinazionale e sostanzialmente plurireligioso del Sacro impero romano, poi Impero asburgico. Che l'impero debba seguire il diritto naturale per conseguire il bene comune lo diceva già Dante nel De monarchia.
A.V.

Anonimo ha detto...

Antonio Lettore
Al superstato burocratico di Bruxelles non si può opporre l'ottocentesco stato nazionale, ma una confederazione che può avete modelli negli imperi plurinazionali

Anonimo ha detto...

@anonimo 15,32
Beh, riproporre impero romano, ottomano, asburgico e carolingio nel XXI secolo vuol dire proprio essere al passo con i tempi. Complimenti! Questo sì che è “guardare avanti”. Ma mi faccia il piacere!

Anonimo ha detto...

Maurizio Blondet chiede preghiere
https://www.maurizioblondet.it/comunicato-di-maurizio-blondet/

Anonimo ha detto...


Nella storia dei popoli e degli Stati ci sono problemi immediati e problemi mediati, ovvero proiettati sul lungo periodo.

L'Unione Europea si è rivelata, e non poteva essere altrimenti, un'unione artificiosa, basata soprattutto sull'interesse, mortifera quanto ai valori.
Sta distruggendo non solo la sovranità del Stati suoi componenti ma anche il tessuto stesso civile ed etnico dei popoli di questi Stati.
E perché? Perché si fonda su principi contrari non solo ad ogni sana politica ma anche alla morale natura e cristiana, con il favorire le ben note deviazioni.
Pertanto, il problema immediato, stante la difficoltà anche "tecnica" di uscire dall'Unione, è quello, comunque difficile, di ricostruire anche moralmente i singoli popoli e Stati.
In quest'ottica non è momento di prospettive "imperiali", anche solo come modello. Ogni popolo dovrebbe invece, auspice il suo Stato, rifare per così dire i conti con se stesso e rifondarsi su valori sani, cominciando da quelli naturali, andati anch'essi smarriti.

La difficoltà del compito deriva anche dal fatto che la Chiesa cattolica attuale sembra esser passata in blocco al nemico. Ma non solo con l'attuale pontefice. Pensiamo al "diritto dell'emigrante", supposto titolare di un'accoglienza incondizionata, come se fosse per natura un cittadino del mondo. Questo assurdo ed inesistente diritto fu teorizzato da Giovanni XXIII nella Pacem in terris, se non erro, e non è mai stato messo in discussione da nessuno, nella Chiesa.

In passato, la Chiesa cattolica era il pilastro della monarchia universale, innanzitutto come ideale di governo: essa forniva, grazie alla superiorità del potere spirituale,il fondamento morale ad un Regno il cui compito era quello di attuare la giustizia e di difendere nello stesso tempo la cristianità.
Ma la Chiesa postconciliare al posto della Cristianità ha messo l'Umanità, con la quale vuole identificarsi, anche quando quest'umanità ci rovina addosso come invasione mussulmana di massa.
Pertanto la Chiesa postconciliare fa ormai parte dello schieramento nemico, dell'orda barbarica che vuole travolgerci, utilizzata dalle élites fautrici della c.d. globalizzazione.
Il tradimento della Chiesa già impedisce di discettare su modelli imperiali del passato, da considerare per il futuro. Nel fosco futuro si prospetta un modello "imperiale" come lo intende la globalizzazione, quella del Gran Reset.

La rivolta contro questo destino non può che passare dal corretto recupero dello Stato nazionale, strumento indispensabile per riappropriarsi dei valori sani di un popolo (valori soprattutto cristiani). Rifondato lo Stato, si possono poi pensare forme di
alleanze più o meno "comunitarie". Ma questo appartiene al futuro.
Il presente tra l'altro è in fibrillazione, a causa della guerra in Ucraina. Qualche giorno fa, secondo i Media, il comandante dei ceceni, Kadyrov, ha proclamato, dopo la conquista della regione di Luhansk: "Con Putin, arriveremo sino a Berlino!"
PP


Anonimo ha detto...


Se è lecito, preghiere per qual motivo?

mic ha detto...

Per Blondet in particolare (che continueremo a ricordare) e anche per ognuno di noi dal rispettivo fronte...

Memorare, o piissima Virgo Maria, a saeculo non esse auditum quemquam ad tua currentem praesidia, tua implorantem auxilia, tua petentem suffragia esse derelictum. Ego, tali animatus confidentia, ad te, Virgo virginum, Mater, curro; ad te venio, coram te, gemens peccator, adsisto. Noli, Mater Verbi, verba mea despicere, sed audi propitia, et exaudi. Amen.

Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito che alcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, abbia chiesto il tuo soccorso, e sia stato abbandonato. Animato da tale fiducia,a te ricorro, o Madre Vergine delle vergini; a te vengo, dinanzi a te mi prostro, peccatore pentito. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami benevola ed esaudiscimi. Amen.

mic ha detto...

Grazie PP, condivido in pieno.

Anonimo ha detto...

Anonimo 23:38

https://www.maurizioblondet.it/comunicato-di-maurizio-blondet/

lui chiede preghiere ... e dovremmo pregare che il Signore Misericordioso lo faccia uscire da quella macelleria dove è ricoverato per necessità inderogabili di una patologia di vecchia data... e dove - ovviamente - lo hanno collocato coercitivamente nel reparto "protocolli di regime", sotto isolamento durissmo, immotivato.....MA lo sappiamo il perchè (=scopo) da due anni!

Lo scandalo tedesco ha detto...

Intanto, scandalo in Germania! Ad una festa dell'SPD, alla quale era presente pure Scholz, circolava la droga dello stupro.
Altro che gli Asburgo!
Onore ai nostri Duchi di Modena e Reggio Francesco IV e Francesco V d'Asburgo-Este e alle Loro Consorti!

mic ha detto...

Ma che caspita c'entrano i duchi, con tutto il rispetto!
Questo è fanatismo.

Anonimo ha detto...



Prego, Mic.

-- Un esempio di "ricostruzione dei valori tradizionali ad opera dell'intervento positivo dello Stato"? L'attuale Ungheria. In misura minore, la Polonia. Per certi aspetti anche la Slovacchia.
In Ungheria mi sembra ci sia un sistema presidenziale, forma di governo che rientra sempre in quella detta "Stato di diritto".
Anche in Ungheria e Polonia le forze del Male sono forti e aiutate dall'estero. Ma il potere statale nelle mani di politici che hanno a cuore il bene comune dimostra o no di esser uno strumento indispensabile per la rinascita dei popoli? Orban ha fatto leggi per promuovere la famiglia, la natalità, anche se l'aborto (in discesa) non credo che nemmeno lui abbia potuto dichiararlo fuori legge. Ha tenuto il Paese fuori dalla guerra in corso in Ucraina, pur dovendo anche lui condannare l'intervento russo. Ha cacciato le organizzazioni di Soros, che sono come tossine immesse in un corpo sano per corromperlo dietro la retorica ipocrita dell'apertura sociale perenne e indiscriminata alle esigenze delle "minoranze".
Dunque: se domani il Centrodestra vincesse le elezioni, qualcosa pur farebbe contro la deriva dominante, nonostante limiti e contraddizioni di certi suoi esponenti. E impedirebbe che venissero fatte certe orribili cose. Il Convento ci passa di meglio?
-- Personalmente, Meloni la vedrei bene come premier. Nonostante sia una donna, con i limiti di personalità che spesso affliggono le donne impegnate in cariche pubbliche. Meloni vuole sinceramente il bene dell'Italia. Non vedo in lei alcun atteggiamento autoritario di tipo fascista. Sia lei che Salvini, nonostante siano contrari all'aborto, sembrano ancora prigionieri dell'idea che alla donna si debba comunque lasciare "il diritto di scegliere"? Un errore che si spera di eliminare, ci vorrebbe un dibattito ponderato a tutto campo.

-- La riflessione verte sui compiti odierni dello Stato nazionale, come concetto della teoria politica, che non è la stessa cosa dello Stato-nazione di origine giacobina. Le monarchie dell'Antico Regime, "organiche" o meno che fossero, erano già Stati nazionali. Si parla infatti di "monarchie nazionali", tra l'altro fieramente opposte al Sacro Romano IMpero, a meno che il loro re non venisse eletto imperatore dalla micro oligarchia dei principi elettori.
PP

Anonimo ha detto...

10 luglio 2022 12:10

Caro Professore,
mi interesserebbe la sua opinione sul gruppo 'Ancora Italia' e sul sito 'Visione Tv' su youtube, grazie fin d'ora per quanto potrà fare.
P.S. Forse, venendo a conoscere Franesco Toscano, lei potrebbe rilasciare un'intervista sul come diventare uno Stato cattolico.
Grazie per l'attenzione

Anonimo ha detto...

Non li "ripropongo", dico che sono esistiti e possono esistere modelli non riconducibili allo stato nazionale del XIX s., cioè plurietnici e plurireligiosi

Anonimo ha detto...


-- Il gruppo "Ancora Italia". Non conoscevo l'esistenza di questo gruppo, mi documenterò. Grazie per la stima.
Cerco solo di contribuire, per quanto posso, ad un discorso politico valido, che cioè armonizzi le tre componenti fondamentali della polis: famiglia, società, Stato. Mi sembra che dal discorso cattolico attuale, quello condotto dai tradizionalisti delle varie scuole, sia assente proprio il concetto dello Stato in quanto tale, anche di quello di uno Stato cristiano capace di affrontare i problemi della modernità. Come modello di Stato cristiano vanno a pescare o nel Comune medievale o nell'impero, sempre medievale.
PP
PP

Anonimo ha detto...


Modelli plurietnici e plurireligiosi di contro a quello dello Stato nazionale del XIX secolo.

Sono esistiti ed esistono certamente questi modelli. Il problema è: rappresenterebbero una soluzione valida per l'Italia?
Secondo me, no. Infatti, siamo diventati proprio una realtà plurietnica e plurireligiosa, una brutta copia dell'America, come il resto d'Europa; realtà che si vorrebbe totalmente "fluida", ossia senza Dio, senza Patria, senza famiglia, lasciando al gusto e all'arbitrio individuale se credere o no in Dio, praticare una religione e quale, vivere in coppia o meno, sposarsi secondo natura o contronatura, e così via. Il rovescio perfetto della triade "Dio, Patria e Famiglia". Un cosa veramente diabolica.
In una situazione del genere si tratta in primo luogo di reagire a questo pessimo modello, che sta portando al nostro annientamento non solo civile e culturale ma anche etnico, con il diffondersi della natalità grazie dell'abortismo, omosessualismo, convivenze civili, femminismo, edonismo di massa, etc etc

IL secolo XIX non c'entra. Noi dobbiamo riscoprire nuovamente l'idea di Patria come realtà prodotta dalla natura e dalla storia, la Patria come forma dello Spirito, anche se sempre subordinata all'idea di Dio. Un'idea che rappresenti un valore in cui credere e combattere. Patria significa nazione e nazione implica famiglia, società e Stato.
E da qui dovrebbe ripartire il discorso...Possibilmente senza risentimenti e rancori nei confronti del passato cioè all'atto pratico senza mirare alla distruzione dello Stato unitario italiano perché nato origianriamente con guerre civili e guerre, e contro il potere temporale dei Papi, da esso Stato abbattuto e poi ristabilito nel 1929 nella forma che sappiamo, forma che comunque si è rivelata perfettamente idonea alla missione della Chiesa, che è di salvezza delle anime.
Ma come conciliare la Patria italiana laica con quella cattolica? Questo è uno dei problemi. Nel Risorgimento c'erano anche i cattolici.
Il Risorgimento nacque come riscoperta dell'identità italiana conculcata da secoli di dominio straniero e per liberare l'Italia da questo dominio. La spinta verso la conquista unitaria appartiene alla seconda fase, dopo il 1848.
La piega anticlericale violenta e a tratti anticattolica presa dall'Italia liberale, in particolare dal 1876 con la Sinistra al potere, è stata poi superata dal fascismo, che ha appunto riconciliato con i Patti Lateranensi lo Stato italiano con i cattolici italiani.
Avversare questi Patti, che i "tradizionalisti" non nominano mai se non per parlarne male, per ritornare a visioni "curialiste" del rapporto tra Chiesa e Stato, ossia all'Italia preunitaria, secondo me è del tutto assurdo e può portare, perseverando, solo a disastri.
Lo Stato unitario va migliorato (riforma costituzionale di tipo presidenziale) e ancorato ai principi del vero cattolicesimo.
Questa a mio avviso è l'unica prospettiva cattolica valida per l'Italia.
PP

Anonimo ha detto...


Refuso.

Nel secondo paragrafo, invece di "diffondersi della natalità" va letto ovviamente "l'estinguersi della natalità".
Grazie.
PP

Riccardo ha detto...

Agli anonimi che ritengono anacronistici gli imperi vorrei chiedere cosa pensano del progetto di Governo Unico Mondiale portato avanti dalle élite globaliste. Non è forse una versione secolarizzata e ateistica dei vari imperi storici, compreso il Sacro Romano Impero?

Segnalo inoltre questa riflessione:

https://edwardfeser.blogspot.com/2020/12/what-was-holy-roman-empire.html

Dove vengono analizzate le analogie che ho segnalato sopra.

Anonimo ha detto...

a la Chiesa postconciliare al posto della Cristianità ha messo l'Umanità, con la quale vuole identificarsi, anche quando quest'umanità ci rovina addosso come invasione mussulmana di massa.
Pertanto la Chiesa postconciliare fa ormai parte dello schieramento nemico, dell'orda barbarica che vuole travolgerci, utilizzata dalle élites fautrici della c.d. globalizzazione.
QUESTO è il cuore del problema. Risolto questo, tornata Cattolica la Chiesa, tutto apparirà nella giusta luce .

Anonimo ha detto...

Ecco un articolo del 1999, che parla, tra l'altro dell'UE coma satanica parodia dell'Impero Romano:E' ora che si vada a scuola dai "Fratelli separati". I gruppi protestanti
norvegesi che sono riusciti a tenere il loro paese fuori dall'UE.
Ecco ciò che si trova in rete in italiano al riguardo
LA RESISTENZA DEVOTA
Si sono riuniti per pregare in diverse zone della Norvegia meridionale
pochi giorni prima dell'apertura delle urne europee. La loro preghiera era
un appello all'Onnipotente perché preservasse la libertà del Paese, cioè
mantenesse la Norvegia lontana dall'Unione europea.
Così i gruppi più ferventi dell'osservante pianeta luterano norvegese
hanno vissuto la campagna referendaria: come una crociata. Una
crociata contro un progetto sovrannazionale visto come una minaccia
alla nazione e, dunque, anche alla tradizione protestante che ha radici
pietistiche, vive di un variegato arcipelago di dottrine minori ma si
incarna soprattutto nella Chiesa luterana di Stato (cui appartiene l'88 per
cento della popolazione, compresa, per legge, la famiglia reale e una
quota minima di ministri del governo nazionale). Le manifestazioni
antieuropee ricordano altre schegge del mondo protestante, come i due
ex pastori Ludvig Nessa e Fred Børre Knutsen, allontanati dalla Chiesa
di Stato e ben noti anche all'estero per i loro blitz anti-abortisti nei reparti di
ginecologia[...].
Chi si e' riunito in preghiera antieuropea, nella Vandea norvegese,
un'esigua ma rilevante minoranza dei credenti (gli altri formavano una
maggioranza silenziosa), lo ha fatto per difendere l'integrità sociale e
spirituale della comunità nazionale. In sostanza, un moto di
conservatorismo nei riguardi di un cambiamento visto, tra l'altro, come
una bomba ad orologeria per il sistema di valori che oggi, in realtà, e'
generalmente percepibile più nei tratti sociologici (e meno consapevoli)
che in quelli religiosi in senso stretto. La resistenza luterana antieuropea
si e' concretata anche in iniziative direttamente rivolte agli elettori,
come
il libro "Scelta del destino", col quale il giornalista Finn Jarle Saele
(direttore del settimanale protestante-conservatore Dagen) e il pastore
Jan-Aage Torp hanno invitato i cristiani a girare le spalle all'Europa
unita, questo male oscuro e incurabile. "Il progetto europeo rappresenta
un vuoto di valori, un rischio per la democrazia partecipativa in
Norvegia, una minaccia per i deboli nella società". Spingendosi a
riferimenti biblici precisi, come fanno in modo ancora più esplicito altri
esponenti dell'estremismo luterano, i due autori affiancano l'Unione
europea al profilo dell'Apocalisse: "Saremmo ciechi se non vedessimo
che questo assemblarsi di Stati, non per caso voluto e diretto da massoni,
grassi borghesi e "rossi", in futuro può assumere le sembianze di uno
strumento nelle mani dell'anticristo. Diventa pertanto necessario
chiedersi se sia responsabile contribuire a che la propria patria partecipi
ad una costruzione che presenta per molti aspetti i tratti profetizzati
nella
Bibbia". Il Trattato di Roma (1957, costituzione della Comunità
economica europea) come la realizzazione della profezia apocalittica, la
nascita della satanica caricatura dell'Impero romano, profetizzata per gli
ultimi giorni, come diabolico mostro a dodici teste.
C.S.

Anonimo ha detto...


"Agli anonimi che ritengono anacronistici gli imperi.."

Il progetto di Governo Unico Mondiale è solo una folle e sinistra utopia che provocherà solo disastri immani. Anzi, già li sta provocando.
Rispetto all'impero come effettiva realizzazione storica di una determinata forma di governo, ne è la contraffazione o meglio la caricatura.
Ciò chiarito si può discutere se l'impero, come forma di Stato e di governo, sia o meno anacronistico, oggi.

Imperi ne nasceranno sempre, ma diciamo che tale forma appare anacronistica se riferita ad una determinata forma del passato (l'impero romano o medievale ma anche asburgico) da riprodurre oggi, sia pure con inevitabili adattamenti.

Che vuol dire qui "anacronismo"? Voler attuare una forma di governo del passato considerata l'unica forma di Stato giusta e pertanto immutabile. Per l'Italia, secondo il pensiero cattolico che si rifà alla Tradizione: o l'impero sul tipo del S.R.Impero o niente, perché la Democrazia, come diceva Maurras, "è la morte" (giudizio troppo reciso, a mio giudizio). L'Italia quindi ritornata cattolica come parte di un futuro impero cristiano (non certamente mussulmano o nazional-bolscevico). Ma parte, come? Allo stesso modo del passato, non come Stato unitario ma come realtà di piccole entità (comuni, città libere, Stato pontificio etc) la cui unità la realizzerebbe l'impero solamente (storicamente, un'immagine non rispondente al vero rapporto, quasi sempre conflittuale, che si instaurò tra italiani e imperatore).
Una variante, meno "medievale", in apparenza: l'impero come attuato dalla Spagna asburgica e poi borbonica, con alcuni ex-Stati italiani (Milano, Napoli) in posizione di apparente uguaglianza con le altre componenti dell'impero (ma non era così, erano in realtà possessi ben sfruttati mentre lo Stato del Papa era di fatto ridotto a vassallo dell'impero). Questo tipo di impero aleggia sulle teorie politiche che riprendono oggi la concezione carlista della monarchia "organica" ossia non accentratrice, quale sarebbe stata (ma fino a che punto?) quella spagnola.

Riferimento solo breve ad un altro fatale "anacronismo" : L'impero voluto da Mussolini, il cui modello era l'impero romano costantiniano. L'aspirazione all'impero c'era nell'ideologia nazionalista di Oriani e, credo, in quella di Corradini. La Fondazione dell'Impero in Africa Orientale (che pur suscitò al tempo grandi entusiasmi) avveniva quando l'epoca degli imperi fondati dagli Europei stava volgendo al tramonto e rappresentò comunque un grave errore, inimicandoci in modo
implacabile gran parte della classe dirigente britannica ed americana, che vedeva gravemente minacciata dal nostro inaspettato Impero la vitale "Via delle Indie", da Suez, Aden all'Oceano Indiano.
PP

Anonimo ha detto...

https://www.radiospada.org/2022/07/la-concordia-fra-le-due-supreme-podesta-del-sacerdozio-e-dellimpero-secondo-il-card-hergenrother/

Stato disfunzionale ha detto...

SCARCERAZIONE PARTITICA
Ma perché c’è questo terrore che in Italia possa nascere un partito di opposizione fuoriuscendo dal governo? Il governo avrebbe tutti i numeri per governare e, nello stesso tempo, gli italiani avrebbero almeno un partito attraverso cui protestare nel perimetro delle istituzioni repubblicane. Forse è un problema di cultura politica? Forse Draghi è abituato ai consigli di amministrazione e non regge il peso delle critiche? Pare che abbia detto: “Ne ho piene le scatole”. Ma di che cosa? Di governare o di sentirsi criticare da qualche pagina Facebook o poco più? A questo siamo ridotti in Italia: non c’è opposizione e chi prova a opporsi viene criminalizzato con tanto di foto segnaletica. Draghi vuole tutto. Noi chiediamo soltanto un poco del tanto che ha: che Draghi ci restituisca almeno un partito politico per opporci alle sue vergognose politiche in Ucraina e non solo. Suvvia, Presidente Draghi, ci dia un misero 10% di democrazia senza minacce o ricatti politici del tipo: “O mi date tutto o mollo tutto”. Che strano modo di concepire il diritto: lei ha il diritto di governare il parlamento e noi non abbiamo il diritto di opporci in parlamento. Che poi magari manco sarebbe opposizione dura, ma appoggio esterno per pochi mesi fino alle elezioni. E che sarà mai? Dai che ce la possiamo fare.
Scarcerate un partito politico.
Grazie se potrete regalarci una cosuccia democratica.
Signore, a piacere vostro.
Alessandro Orsini

Anonimo ha detto...


La concordia tra le due supreme potestà dell'impero e del papato.

Fu inizialmente definita in modo egregio da papa Gelasio (491-496).
"Approfittando di alcune controversie in materia di fede che separavano la Chiesa orientale dalla occidenetale, formulò recisamente il principio dei rapporti tra Chiesa e Impero.
"Duo quippe sunt ...quibus principaliter mundus hic regitur: auctoritas sacrata pontificum et regalis potestas". Due "dignitates distinctae", dunque, poichè presiedono, la prima, "pro aeterna vita", la seconda "pro temporalibus cursu rerum" ma coordinate entrambe nella subordinazione all'unico vero capo, il Cristo."
L'attuazione del principio non potè tuttavia essere mai netta. L'imperatore Giustiniano, nella Novella VI, afferma che le missioni del sacerdotium e dell'imperium sono distinte ma, in quanto procedenti "ab uno eodemque principio" necessariamente governate da "bona quaedam consonantia". Ma Giustiniano accentrava in se stesso sia l'imperium che il sacerdotium. Giustiniano vede solo una "Chiesa di Stato", Gelasio auspicava una Chiesa universale, dominatrice e direttrice spirituale del mundus e quindi superstatale. L'Impero bizantino resta fermo alla concezione dell'imperatore-sacerdote, la Roma apostolica svolge le conseguenze del postulato gelasiano, Oriente e Occidente si avviano anche qui sulla irrimediabile strada della separazione..." (Francesco Calasso, Medio Evo del Diritto. I - Le fonti [unico uscito], Giuffrè, Milano, 1954, pp. 140-141).

L'armonia sempre in pratica difficile che si attuò in Occidente con la Renovatio Imperii e l'avvento dei Carolingi, si ruppe poi nelle feroci lotte tra papi e imperatori tedeschi. Le questioni erano strutturali (il controllo dei vescovi, che l'imperatore arbitrariamente voleva) e territoriali (il papa non voleva un unico potere statale a Nord e a Sud del suo Stato, politica che riuscì a caro prezzo contro i due Federici ma fallì alla fine contro la Spagna imperiale, asburgica - 1527 Sacco di Roma, perpetrato dai lanzi luterani ingaggiati da CArlo V e dalle sue truppe spagnole). La lotta scivolò anche sul piano teorico con il pencolare del papato verso la teocrazia (Bonifacio VIII) e dei sostenitori dell'impero verso una concezione laica dello Stato, che doveva addirittura subordinare a se il papato (Marsilio da Padova).
PP




Anonimo ha detto...

W BONIFACIO VIII .

Anonimo ha detto...

All'inizio del XX secolo l'Impero Austro-Ungarico era tutt'altro che uno Stato cattolico, già da cinquant'anni era uno Stato liberale e dominato dalla Massoneria, e poco importa che l'imperatore fosse cattolico.
La Chiesa cattolica, è vero, era tenuta in grande considerazione, ma ciò avveniva poiché abbassava sempre la testa davanti allo Stato.
Così, quando all'inizio del secolo la Santa Sede propose come arcivescovo di Zagabria il Servo di Dio mons. Giuseppe Stadler, arcivescovo di Vrhbosna (Sarajevo), il bano della Croazia, il massone ungherese Hedervary, si oppose decisamente, e l'imperatore Francesco Giuseppe, in un primo tempo favorevole alla nomina di Stadler, cambiò idea e non si mosse più da tale posizione..
Per tre anni la sede arcivescovile di Zagabria rimase vacante poiché la Santa Sede insisteva su Stadler, mentre l'imperatore si opponeva.
Alla fine, ovviamente, a cedere fu la Santa Sede.
Fu un gravissimo danno alla fede cattolica per l'intera Croazia, e tutto grazie a un "Impero cattolico"...
Cit. Guido Villa