Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 18 giugno 2015

Dal Family Day al Family Gay: gli zelanti cercatori di compromessi

«Ma dai, bisogna essere realisti, non si può mica aver da ridire su tutto!» Così mi diceva anni fa un importante ciellino a proposito di un problema politico, chiamando "realismo" il compromesso tra verità e menzogna e il metodo dello scegliere il male minore.

Citiamo qui sotto Elisabetta Frezza, che nell'articolo Dal Family Day al Family Gay, ovvero: tutti contro nessuno, scrive:
Se all’epoca si trattava di fermare i DICO, oggi si tratta, sulla carta, di bloccare il ddl Cirinnà, l’omologo aggiornato dell’aborto prodiano/bindiano. Peccato però che per ottenere tale scopo – in omaggio alla imperitura teoria del male minore, che per sua natura comporta un inesorabile slittamento in peius – la più parte dei nuovi difensori della famiglia (nel frattempo deformata nella mentalità diffusa) ritengano ora doveroso concedere alle coppie omosessuali il riconoscimento giuridico dello status di conviventi, con tutto il corredo di diritti connessi, tranne quei tre che – in attesa di sollecito intervento giurisprudenziale, poiché si sa bene di poter contare sull’alleato potente e sicuro della magistratura di ogni ordine e grado – rimarrebbero in un primissimo momento appannaggio dei rapporti famigliari fondati sul matrimonio tra un uomo e una donna: cioè adozione, pensione di reversibilità, riserva di legittima.

Il cardinal Caffarra racconta: Suor Lucia mi scrisse

Prima di chiudere la XX Settimana della Fede nell’arcidiocesi di Lecce, sabato, 16 febbraio 2008, nella cripta del santuario di “Santa Maria delle Grazie”, accanto alla tomba di San Pio da Pietrelcina, sua eminenza il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, ha celebrato la Santa Messa. Al termine si è fermato in preghiera sulla tomba di Padre Pio, ha visitato i luoghi santificati dal Serafino crocifisso del Gargano ed ha risposto ad alcune domande ai microfoni di Tele Radio Padre Pio. Tutte le sue risposte meritano attenzione e sono più che mai attuali, ma richiamiamo in particolare l'ultima, che dà il titolo all'articolo.

mercoledì 17 giugno 2015

Il «Papa verde» e il suo nuovo comandamento

Alcuni pensieri in libertà sull'enciclica - che possiamo non esitare a definire laica, molto attesa dall'opinione pubblica laica a livello globale - che sta suscitando tanto scalpore. Pensieri sull'onda degli echi internazionali che rimbalzano sui media in questi giorni, rinviando ogni riflessione più accurata sul testo ufficiale che sarà reso disponibile da domani.

Alcuni cugini d'Oltralpe ritraggono il Papa in relazione alla nuova enciclica come da immagine a lato, che ha ispirato il titolo. Il nuovo comandamento: Tu non inquinerai...

Secondo La Croix [vedi], essa si focalizza sulla salvaguardia della natura e,
«a ridosso della Conferenza internazionale di Parigi sul Clima1, COP21, questo testo sulla tutela della Terra e della vita è attesissimo a livello internazionale. È la prima volta che un papa consacra un'enciclica ai temi ambientali, riconoscendo con questo che la questione ecologica è una questione importante per l'umanità».
Le Monde [vedi] mette l'accento sulle
«sfide ambientali attuali ed alle loro implicazioni economiche e sociali». E aggiunge che «nel testo, che il papa destina « a tutti » e non soltanto ai cattolici2, egli richiama ad un'azione urgente per lottare contro il riscaldamento climatico». Su questo una breve notazione di seguito.
Nel frattempo Tempi.it [vedi] non manca di citare il Catholic Herald:
Ci mancava solo il Papa in versione Rocky Balboa che combatte contro perfidi sfruttatori delle risorse naturali del pianeta per salvare il creato. È questo il contenuto del trailer “L’enciclica”, della durata di 1:53 minuti, realizzato dal gruppo ambientalista brasiliano Observatório do Clima.
LAUDATO SI’. La nuova enciclica di papa Francesco, intitolata Laudato si’, sarà presentata giovedì in Vaticano da un cattolico, un ortodosso e un ateo. La particolare composizione, come riportato dal Catholic Herald [vedi], è stata spiegata così dal Papa in un’udienza con alcuni sacerdoti di Roma: «Abbiamo bisogno di unità per difendere il creato». [...]
Non possiamo non chiederci unità di chicon chi, per che cosa, e come, se non è in Cristo Signore?

Da una rapida incursione nel testo messo a disposizione da L'Espresso - piuttosto che da Magister che ne ha curato l'introduzione -, sono rilevabili passaggi interessanti sulla nozione di bene comune sulla famiglia cellula di base della società e richiami alla dottrina sociale della Chiesa, anche se si trovano più riferimenti alle conferenze episcopali sudamericane che al magistero dei papi anteriori... ma avuto riguardo al soggetto... Da non sottovalutare, al volo, tra le note :
53: citazione di Teilhard de Chardin.
148: Carta della Terra, L’Aja (29 giugno 2000), ritenuta uno strumento educativo aconfessionale e mondialista
159: "Un maestro spirituale, Ali Al-Khawwas" Inchallah! Un sufi!
Su Le Forum Catholique, c'è chi definisce inquietante tra i relatori la presenza di John Schellnhuber. Il personaggio è un estremista del «riscaldamento climatico antropico». Secondo lui la Terra non può supportare durevolmente più di un miliardo di esseri umani, promuove una «Costituzione della Terra», un «Consiglio mondiale » eletto a suffragio universale dal mondo intero (sic), ed una « Corte planetaria» per giudicare le violazione della «Costituzione della Terra». In compagnia dell'ormai celebre Jeffrey Sachs (universalmente conosciuto come uno dei principali ispiratori dell'enciclica), il co-autore del rapporto patrocinato dalla Pontificia Accademia delle scienze dal titolo « Cambiamento climatico e Bene Comune: Definizione del problema e sollecito di soluzioni trasformative »,  a quanto pare non ancora tradotto in più lingue (ed è anche sparito dal sito della Pontificia Accademia). L’obiettivo di pervenire rapidamente ad un « mondo a zero emissioni di carbonio ». Proprio così.

Se questo è nell'enciclica, compreso il linguaggio, diciamo che si tratta di qualcosa di molto sorprendente e completamente inedito dal Soglio di Pietro; il che, del resto, non è ormai più una novità...
Maria Guarini
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1. Allo scopo di intraprendere misure tendenti a limitare l'impatto dell'attività umana sull'atmosfera.
2. Dobbiamo prenderla come l'inaugurazione dell'ONU delle Religioni?

Qual è il rapporto tra monachesimo e liturgia? La preghiera incessante. “VENITE E VEDRETE!”

Conferenza – dal titolo “Il rapporto tra monachesimo e liturgia” – tenuta a Roma lo scorso 7 maggio da p. Cassian Folsom OSB, Priore del Monastero di Norcia, per aiutare a scoprire i Monaci e per pregustare il clima spirituale che respireranno i partecipanti al Pellegrinaggio nazionale dei Coetus Fidelium del Summorum Pontificum (3-5 luglio 2015), che abbiamo preannunciato qui.

Qual è il rapporto tra monachesimo e liturgia? Posso rispondere molto sinteticamente con una analogia: è il rapporto tra pesce e acqua. Ovviamente, il pesce abita nell’acqua, si muove nell’acqua, senza l’acqua muore. Così anche per il monaco: respira l’aria della liturgia, si nutre dalla liturgia, si muove nel mondo creato dalla liturgia, senza la liturgia muore spiritualmente.
Potrei finire qua – una conferenza di due minuti! – ma forse sareste delusi, aspettando una lezione più lunga. Quindi posso sviluppare il tema un po’ secondo le seguenti categorie: 
  1. La preghiera incessante
  2. Il tempo impiegato ogni giorno nella preghiera liturgica, secondo la Regola di San Benedetto
  3. I salmi
  4. Il canto
LA PREGHIERA INCESSANTE

Ci sono due indizi nella Regola che indicano chiaramente che secondo San Benedetto, la preghiera liturgica si colloca decisamente nella tradizione della preghiera incessante, come articolata dai Padri del deserto.

martedì 16 giugno 2015

Meno male che le suore FI non 'abbozzano'!

Il notiziario ANSA che segue, risponde ad un allucinante dossier, apparso su Il Mattino [il link non è più attivo. Risulta visibile solo la smentita dell'avvocato che evidentemente ha sortito l'effetto voluto e dovuto]. Mi rifiuto di riportarne neppure uno stralcio per quanto è disgustoso. Lo ha redatto una giornalista avellinese di certo imbeccata da "I nuovi vertici dell'Istituto, di nomina vaticana, [che] si battono da tempo per far chiarezza". Su questi, c'è da chiedersi: di nomina vaticana non era solo il Commissario ora defunto?
Meno male che, trattandosi delle suore, questa volta si replica a dovere. Anche perché certe dichiarazioni stanno superando ogni limite.  E oltretutto non trovano riscontro in alcuna procedura canonica.

(ANSA) - NAPOLI, 16 GIU - Il legale del fondatore dell'Ordine dei Francescani dell'Immacolata, Padre Stefano Manelli, e della Superiora dell'Ordine femminile, Suor Michela Cozzolino, ha annunciato la presentazione di una denuncia-querela "per calunnia, diffamazione, ed ogni altro reato che dovesse emergere" nei confronti "di ogni responsabile" della diffusione di notizie su presunti "abusi, atti di libidine e prevaricazioni" commessi da Padre Manelli nei confronti delle suore della Congregazione.
"Riteniamo pura follia e prive di ogni fondamento tali affermazioni - afferma l'avvocato Enrico Tuccillo - le notizie in circolazione e ci riserviamo di agire a tutela degli interessati".

Sandro Magister. Un'altra vittima della misericordia a senso unico.

La Sala Stampa della Santa Sede sospende l'accredito di Sandro Magister a tempo indeterminato

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Il dispotismo Vaticano ha fatto un'altra vittima. Bandito a tempo indeterminato dall'accesso alla Sala Stampa SANDRO MAGISTER, uno dei maggiori e più noti vaticanisti italiani. Irreprensibile e cattolico sul serio. La misericordia in azione anche in questo caso, se non fosse inquietante, sfiorerebbe il ridicolo. Segue  la notizia pubblicata da Il Sismografo

Città del Vaticano, 15.6.2015
Egr. Dr. Sandro Magister

Egregio Dr. Magister,
la pubblicazione da Lei compiuta di una Bozza dell'Enciclica del Papa di cui era stato dichiarato l'Embargo rappresenta evidentemente una iniziativa scorretta, fonte di forte disagio per moltissimi colleghi giornalisti e di grave turbamento di buon servizio di questa Sala Stampa.
Le comunico che perciò il Suo accredito presso la nostra Sala Stampa è sospeso da domani a tempo indeterminato.
Mi dispiace molto. Suo,
Federico Lombardi S. I.
P. S. Naturalmente questa sanzione dovrà essere nota ai colleghi della Sala Stampa.

Per conoscenza
Egr. Dr. Luigi Vicinanza Direttore L'Espresso

Migrazioni di massa e l’ente che le “promuove”

Interessante non meno che inquietante recente articolo di Maurizio Blondet. 
Recenti statistiche calcolano in alcune centinaia gli autentici profughi da zone di guerra; mentre le masse che ci stanno letteralmente invadendo vengono anche e per la maggior parte da paesi come il Bangladesh, il Pakistan, la Nigeria...

Qualche giorno fa’ ho segnalato come le masse di clandestini imbarcati dalla Libia non solo sono quasi tutti negri sub-sahariani (che Rai 3 continua a chiamare “siriani in fuga dalla guerra”) ; ma che alcuni di questi hanno raccontato all’inviato di Le Monde di essere stati presi per le strade libiche. Domanda: ci sono organizzazioni in Libia che fanno incetta di negri per spedirceli?
Il dubbio è venuto anche all’ottimo sito elvetico Les Observateurs. Che indica un possibile sospetto.
“Se credete ancora che la migrazione sia fatta di disperati – esordisce – ricredetevi. E’ un’azione voluta e organizzata, fra gli altri, da « L’organisation internationale pour les migrations » …”.
E’ questa una organizzazione intergovernativa che pare collegata alle Nazioni Unite. Andatene a vedere il sito, ed apprenderete cose interessati.

Il rifugio dei figli

Vi invito a leggere con attenzione e farne tesoro.

Il Cuore Immacolato di Maria, Lubjana, Cattedrale
Cuore immacolato di Maria, tu ci hai rapito il cuore. L’infinita delicatezza dei tuoi sentimenti è un balsamo di vita per i figli che combattono in questo mondo di tenebra, che con odio ha estromesso Dio e voltato le spalle a tuo Figlio, il divino Redentore dell’umanità perduta e votata all’eterna dannazione a causa del peccato originale e di tutti i peccati, individuali e collettivi, che ne sono scaturiti. La sfacciata arroganza e la violenta intolleranza di chi si pretende al di sopra di qualsiasi giudizio morale sono un’offesa continua alla Sua misericordia, come pure l’insensibile freddezza e la cieca indifferenza di chi si compiace follemente del pantano in cui giace supino. Tu, cuore di madre, continui a soffrire le doglie del parto come sotto la Croce, pur essendo ormai ricolmo della beatitudine eterna ad un grado che supera quello di tutti i Santi e gli Angeli insieme.

Come potremmo non urlare di dolore nel vedere un affetto così delicato e premuroso coperto di insulti, bestemmie e rifiuti?… Non soltanto a livello verbale, ma pure sul piano intellettuale con la negazione dei tuoi privilegi irripetibili e, più in generale, con una visione deteriore della donna che oltraggia anche te. Ogniqualvolta una donna è incitata a fornicare, commettere adulterio, prostituirsi, abortire o ricorrere alla contraccezione sei offesa in primo luogo tu, o Madre, modello perfetto della donna quale Dio l’ha pensata quando, nel Suo eterno consiglio, cercava una sposa per suo Figlio: pur non avendone in sé bisogno, il Verbo divino desiderava infatti donarsi totalmente, come già al Padre Suo nell’eterna circolazione d’amore della Trinità santissima, all’essere creato, nel quale si riproducono le Sue perfezioni sublimi.

lunedì 15 giugno 2015

Mediator Dei? Mai sentita nominare. Note sparite dal testo finale della Sacrosanctum Concilium

Dopo i recenti riferimenti del cardinal Sarah alla Costituzione Sacrosanctum Concilium, esaminati ieri, riprendo e traduco dal blog New Liturgical Movement.

L'idea che il concilio fosse una continuazione del lavoro già iniziato è stata oscurata da numerosi commenti che considerano la SC una presa di distanza dal passato, l'inizio di una "nuova" liturgia per la "nuova" chiesa postconciliare.
È quel che afferma Susan Benofy all'inizio del suo recente articolo «Note per una ermeneutica della continuità: citazioni sparite dalla Sacrosanctum Concilium» (Adoremus Bulletin 21.1 [2015], 8-9). Naturalmente, questa non è una dichiarazione particolarmente nuova o rivoluzionaria; i lettori di questo blog sono senza dubbio a conoscenza di vari commenti sulla SC dalla fine del 1960 e 1970 che hanno assunto un approccio di rottura e di discontinuità nei confronti della tradizione liturgica.[1]
Tuttavia, la Dr.sa Benofy lo sostiene con un'osservazione particolarmente interessante e unica, qualcosa di mai visto in alcun altro avviso o commento: le drastiche differenze nelle note tra il progetto definitivo della SC e il testo definitivo promulgato da Papa Paolo VI.

Radio Vobiscum intervista Donilo Quinto sulla vicenda SIR

Agenzia SIR - Danilo Quinto
La fine di una collaborazione sotto pseudonimo 

Cogliamo l'occasione per ricordare la campagna #IoStoConDanilo [Come aiutare D. Quinto, licenziato per le sue opinioni]