Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 15 maggio 2019

Indice degli articoli sul controverso documento di Abu Dhabi e posterius

Il 4 febbraio 2019 il papa ha firmato col Grande Imam Ahmad el-Tayeb ad Abu Dhabi il controverso “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” che contraddice la fede della Chiesa.
Indice degli articoli

La misericordia a targa unica: 'di sinistra'

Estratto da alcuni scritti dei lettori
Qui l'articolo e la nutrita discussione)
"Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!"
Non pagano le bollette, ma incassano il pizzo dagli immigrati e, nei locali abusivi, fanno affari esentasse [qui - qui] elencati di seguito.
E c'è anche una presenza, quella della Santa Sede, che nello stabile occupato dicono si sia sempre sentita: “La Curia è parte integrante del nostro progetto, qui gestisce dieci laboratori”. Da verificare, ma qui un protagonista afferma che la Curia gestisce laboratori abusivi nel palazzo occupato. E ora il responsabile del centro sociale alza il tiro, vuole la regolarizzazione degli irregolari che hanno già scritto alla Raggi per il riconoscimento della residenza. [qui]
Ormai Bergoglio ha più fans nelle moschee e nei centri sociali che nelle chiese.
Alla faccia della irriconoscibile mater et magistra universale nonché dell'Italia e degli italiani - che di questa illegalità, difesa con arroganza giacobina, subiscono gli oneri materiali e morali - e di Salvini, che cerca di arginare un fenomeno ingovernato e mettere ordine.  Mentre le componenti statali di sinistra e persino i suoi alleati di governo (la cui anima sinistrorsa ora è più aggressiva che mai) prendono parte per l'illegalità...
Una piccola notazione. Le prospettive cambiano il senso delle cose: quando si parla di occupazione nei dibattiti televisivi e sulla stampa, come in questo caso, non viene stigmatizzata l'illegalità di fenomeni di vera e propria criminalità che esercitano con le occupazioni il proprio controllo del territorio e propri interessi, ma immediatamente si invocano interventi nei confronti di occupazioni da parte di nuclei familiari, che sembrano non avere altra alternativa per darsi un tetto. Situazioni illegali da risolvere anche queste. Ma senza fare di ogni erba un fascio.

Notizie sui "poveri" inquilini:

Riforma della curia, la vittima sarà la Dottrina della fede

I due interessanti articoli sotto riportati ci aiutano a comprendere i progetti di riforma della Curia romana, la cui bozza, che porta il nome di “Praedicate Evangelium”, è stata inviata oltre che a cardinali ai vertici delle conferenze episcopali, ai sinodi delle chiese orientali, ai Superiori e alle Superiore maggiori e ad alcune università romane. Nonostante la tanto sbandierata e controversa sinodalità, la bozza non è stata mandata a tutti i cardinali, che sono i primi consiglieri del Papa. 

Riforma della curia, la vittima sarà la Dottrina della fede

Non risparmia né le parole né i concetti il cardinale Gerhard Müller nel valutare i progetti di riforma della Curia romana emersi dal Consiglio dei C9 (ora ridotto a C6) e fatti conoscere da alcune interviste e dichiarazioni di porporati vicini al Pontefice regnante. In un caso specifico l’ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (“la Suprema”, come era definita una volta) ha parlato di “scioccante stupidità teologica”. La bozza di documento, che è stata distribuita nelle settimane scorse ai cardinali (ma, secondo alcune fonti, non a tutti) nelle intenzioni vorrebbe far assumere all’evangelizzazione un ruolo preminente, rispetto alla dottrina e al Magistero; e questo anche fisicamente, accorpando Propaganda Fide e il dicastero per la Nuova Evangelizzazione. Ma secondo Müller il documento, che costituirebbe il punto di arrivo di decine e decine di riunioni del C9-C6 non presenta “un’idea convincente dell’origine, dell’essenza e della missione della Chiesa”.

martedì 14 maggio 2019

Annientamento fisico e spirituale del cristianesimo. Cristianofobia ingravescente anche in occidente

In certi posti del mondo i cristiani sono letteralmente annientati con la violenza fisica, qui da noi invece sono annientati col pensiero dominante.
In Europa, e nel cuore della vecchia cristianità, l’ateismo teorico e pratico ha preso il sopravvento, non c’è neppure bisogno di perseguitare fisicamente i cristiani basta inglobarli nella melassa indifferenziata del pensiero politicamente corretto ecumenico convincerli che l’identità cattolica è una cosa cattiva e dirsi seguaci di Gesù è discriminante, mentre Dio è unico per tutti cristiani, musulmani, ebrei, ecc., Dio non è cattolico ecc.
La Santa Sede ci mette del suo in questa opera di de-costruzione dell’identità cattolica, spostando tutto l’interesse dall’amore e adorazione della Santissima Trinità, di Gesù, della Madonna e dei Santi e dall’importanza dei Sacramenti, in speciale modo dell’Eucarestia, e della preghiera, a un modo di essere socio-politico indifferenziato, che pone la Chiesa cattolica quale altre istituzioni sovranazionaliste, ONU ecc., il cui scopo sarebbe quello di promuovere il benessere materiale del mondo.

L'annientamento dei cristiani e della vita cristiana: dov'è l'indignazione in Occidente?

Aggiornamento: Purtroppo il giorno dopo la strage di Dablo, una comunità a Zimtenga è stata attaccata durante una processione mariana: quattro sono stati uccisi, la statua della Madonna fatta a pezzi. La strage è avvenuta mentre a Dablo monsignor Théophile Nare, vescovo della diocesi di Kaya, stava officiando le esequie dei sei cristiani uccisi nell’attacco alla chiesa parrocchiale.
* * *
Chiesa protestante assaltata in aprile
In Burkina Faso si registrano due massacri in due settimane [qui]: «Dov’è il vostro prete? Non può scappare, è necessario che lo uccidiamo». È quello che una ventina di jihadisti hanno domandato agli abitanti di Dablo, nel nord del Burkina Faso, appena arrivati nella cittadina. Appena scoperto che il sacerdote stava celebrando la messa nella chiesa cattolica parrocchiale, l’hanno accerchiata, hanno fatto irruzione e hanno ucciso il prete insieme ad altri cinque fedeli. Poi, prima di andarsene, hanno dato fuoco alla chiesa, a un ristorante e altri negozi. Ricorda Giulio Meotti: "Hanno cercato di costringerli a convertirsi all’Islam per avere salva la vita. I 6 cristiani nel villaggio di Sirgadji, nel Burkina Faso, si sono rifiutati e i terroristi islamici li hanno condotti sotto a un albero vicino alla chiesa, hanno sequestrato le loro bibbie e li hanno giustiziati, uno a uno. Tra le vittime un pastore e due membri della sua famiglia. Ovunque le stesse storie, dai cristiani uccisi nelle spiagge libiche a quelli massacrati nel deserto egiziano. E sempre lo stesso silenzio di media e pastori occidentali. Ormai si è perso il conto dei cristiani che finiscono ogni giorno in questa mega fossa comune." 

L'annientamento dei cristiani e della vita cristiana: Dov'è l'indignazione in Occidente?

lunedì 13 maggio 2019

Il cardinale 'Robin Hood' che 'ruba' ai poveri

Cosa ne dicono altri blog amici qui.

Inizio con lo sfogo di un lettore: "Siamo proprio alla frutta... Questo sarebbe un cardinale? Quando si pensa che si sia toccato il fondo ne commentiamo una nuova. Fino a quando? La regia è chiara ed anche lo scopo! Signore, Salus populi romani, venite presto in nostro aiuto!"
Così scrive Il Sole24Ore:
Chi è «Don Corrado», l’elemosiniere del Papa che ha dato la luce ai migranti.
Il cardinale elettricista K. Krajewski, elemosiniere del papa,
che qui lo saluta mentre se ne va in Vespa
(per uno dei suoi blitz provocatori?)
Sembra che si sia calato lui in persona sotto il tombino davanti allo stabile occupato da 400 persone, in maggioranza migranti, nel quartiere Esquilino di Roma per staccare i sigilli ai contatori e riaccendere la luce staccata dallo scorso 6 maggio. E lo ha fatto, a nome del Vaticano, prendendosi la piena responsabilità dell'azione con Prefettura e Acea. Si chiama Konrad Krajewski, «Don Corrado» come piace farsi chiamare, ed è l’elemosiniere di Papa Francesco che lo ha creato cardinale nel 2018 della Diaconia di Santa Maria Immacolata all'Esquilino....
E ora vediamo bene chi è stato scelto dal cardinale per il deprecabile gesto di uno che se lo può permettere perché non soggetto alla legge italiana ed è potente, e notiamo anche una sfumatura di un nuovo insospettato concetto : l'illegalità legale umanitaria.

Le tappe (5, per ora) della correzione di Mons. Schneider a Bergoglio

Schema sulle varie tappe della correzione di Mons. Athanasius Schneider (vescovo ausiliare di Astana) a Bergoglio [qui; ma aveva già preso posizione qui]]. Quanto segue è utile a ricapitolare i punti salienti dell’ammonizione inerente i gravi errori diffusi con la Dichiarazione di Abu Dhabi (che è stata firmata il 4 febbraio 2019). In essa si sostiene che: ” Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi“. Va precisato ancora una volta: si tratta di errori non nuovi e perfettamente collocabili sulla scia del Concilio Vaticano II.

domenica 12 maggio 2019

Festa della mamma

FESTA DELLA MAMMA
Io le tenevo la mano, quella controra di maggio di tanti anni fa, mentre lei andava via. Era domenica pomeriggio, proprio come ora, ero seduto sul suo letto e sentivo i suoi ultimi respiri. L'accompagnavo fin dove potevo, al cancello estremo della vita sua. La sentivo ancora pulsare, si attenuava il soffrire. Io la sentivo madre e bambina, sangue del mio sangue, anima dell'anima mia, che se ne andava. La sentivo venir meno alla vita, farsi sacra e lontana.
Avevo pensato a quel momento tutta la vita mia. E quel momento ora veniva, vestito di maggio, nel bianco sole di un ospedale, in mezzo ai suoi figli. Fu mio fratello a chiuderle gli occhi. Le baciai le mani o le guance o la fronte, io non ricordo, non ero presente per stare nell'assenza con lei.
Ci sentimmo d'un tratto svuotati di carne, smarriti nel cuore; soli, fraterni e randagi, senza la prima casa. Restammo a guardarla nel vuoto, in cerca di lei, muti ed inerti, trafitti da quella ferita. Restituimmo i dolori del parto, placenta di lacrime, cordone spezzato. Smettemmo poi di guardarla, mentre lei ci guardava.
Mi darà lei la mano quando verrà a riprendermi all'uscita.
Marcello Veneziani

sabato 11 maggio 2019

Crux riporta che Papa Francesco avrebbe letto un libro sull'omosessualità in Vaticano... e che gli sarebbe piaciuto

Ricordiamo qui - qui (vedi anche) alcuni precedenti sul libro ma soprattutto sul vertice vaticano di febbraio su cui intendeva influire. Se i gay "sono o non sono buone persone solo a causa del potere", ecco ribadito il principio che praticare l'omosessualità non appartiene all'ordine del peccato... 


10 maggio 2019 (LifeSiteNews) – Crux riporta oggi la notizia secondo cui un avvocato che sta combattendo contro gli abusi sessuali avrebbe recentemente incontrato Papa Francesco in udienza privata e che questi gli avrebbe detto di aver letto il libro di Frédéric Martel Inside the Closet of the Vatican: Power, Homosexuality, Hypocrisy(1) [Letteralmente: Nell'armadio del Vaticano: Potere, omosessualità, ipocrisia. Pubblicatо poi in italiano col titolo Sodoma vedi – N.d.T.]. “Mi ha detto di averlo letto, che gli è sembrato un buon libro e che conosce molti dei gay menzionati al suo interno. Abbiamo parlato dei gay che sono buone persone e di quelli che non lo sono, ma a causa del potere”, ha affermato l'avvocato in un messaggio di testo ottenuto da Crux.
Papa Francesco avrebbe anche detto di conoscere alcuni degli omosessuali che lavorano in Vaticano.
La fonte di questa informazione è un messaggio di testo inviato allo stesso Martel, che Crux ha potuto leggere. L'autore di questo messaggio è stato contattato ma preferisce rimanere anonimo.
Questo il testo del messaggio:
“Dopo averti incontrato [Frédéric Martel] a Roma, ho incontrato anche il papa e gli ho chiesto che ne pensava del tuo libro[.] Mi ha detto che l’ha letto, che lo considera un buon libro e che conosce molti di loro. Mi ha detto che non c’è nessun problema nell’essere gay. Siamo arrivati alla conclusione che i gay siano buone persone e che quando non lo sono dipende dal potere”.
La tesi principale di Martel è che tra i sacerdoti in Vaticano vi sia un gran numero di omosessuali; egli propone alla Chiesa di far cadere la condanna dell'omosessualità. Secondo lui, la crisi degli abusi sessuali sarebbe vincolata a questi omosessuali “in incognito” che non sono liberi di ammettere la propria omosessualità.
Parlando con Crux, Martel ha affermato che nella Chiesa “si registra una singolarità se l'80-85% delle vittime di abusi di sacerdoti sono ragazzi o uomini”.
“Nella Chiesa questo vincolo è chiaro”, ha aggiunto. La sessualità della maggior parte dei sacerdoti omosessuali che ha intervistato “è sublimata e repressa”, il che secondo lui li indurrebbe non solo a condurre una doppia vita e a cadere nel crimine, ma creerebbe anche problemi a livello di affidabilità.
“Tutte le storie di casi coperti sono strettamente vincolate all'omosessualità”, Martel ha affermato. “Nel 90% dei casi gli stessi vescovi che li coprono sono omosessuali. Quando succede qualcosa si ha paura dello scandalo, della 'mediatizzazione', di essere messi sotto accusa se la propria omosessualità viene rivelata”.
Martel è convinto che questa cultura del segreto che vige in Vaticano apra le porte al ricatto. “Il ricatto è frequentissimo”, ha detto.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]
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1. Nota di Chiesa e post-concilio
Il libro dell'attivista gay Frédéric Martel, Sodoma, afferma che ogni uomo di chiesa che condanna l’omosessualità è un omofobo e ogni omofobo è un omosessuale represso. Si dice che il vero peccato sia l’ipocrisia di coloro che non si dichiarano pubblicamente omosessuali. 
Il libro ha rappresentato anche un tentativo di esercitare pressioni minacciose attraverso i media sui vescovi nell'imminenza del raduno a Roma (21-24 febbraio) per ridurli al silenzio. Un silenzio che si è cercato di rompere sia con l'azione simbolica del 19 febbraio di P.za San Silvestro [qui - qui] - che ci è sembrato potesse esprimere un messaggio più forte del linguaggio verbale -che con la successiva Conferenza con i rappresentanti anche della stampa estera.
Che il libro rapppresentasse una minaccia è dimostrato dal fatto che esso è il frutto di 4 anni di lavoro e ha comportato viaggi in trenta paesi e l'intervista di 1500 persone; il che ha richiesto un considerevole dispendio di fondi che non sono evidentemente mancati neppure alla spettacolare operazione mediatica dell'uscita contemporanea in 7 lingue e venti paesi, alla vigilia del citato vertice vaticano dei vescovi di tutto il mondo. 

Gli Scritti su Etica, Famiglia e Vita del cardinale Caffarra


Gli ultimi tempi si sono caratterizzati per una serie impressionante di attacchi alla famiglia e alla vita umana a livello legislativo e prima ancora culturale. All’interno del mondo cattolico si sono levate voci che hanno denunciato questa situazione, e una delle più autorevoli è stata sicuramente quella del card. Carlo Caffarra (1938-2017), che ha difeso in modo appassionato la verità sull’uomo alla luce della fede e della retta ragione. Egli è stato, infatti, nel 1981 fondatore e primo preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi su Matrimonio e Famiglia, che doveva aiutare i cristiani a riscoprire la centralità della famiglia nella Chiesa e nella società.
Bene ha fatto l’editore Cantagalli a pubblicare gli scritti più recenti del cardinale, dal 2009 al 2017, che sono stati raccolti in volume da mons. Livio Melina, suo collaboratore e successore alla carica di preside dell’Istituto, e da don Alberto Frigerio. Nonostante siano testi composti in circostanze diverse (alcuni mai pronunciati a causa della morte), sono accomunati dal fatto di riguardare l’etica, la famiglia e la vita, temi che la Dottrina sociale della Chiesa annovera fra i principi non negoziabili, a causa della loro straordinaria rilevanza. Infatti la questione oggi più che mai decisiva e urgente è quella dell’humanum, ossia di cosa caratterizzi la persona umana. Quello che preoccupava il cardinale, e che si avverte con forza scorrendo le pagine del volume, è la crisi della verità circa l’uomo, dal momento che le visioni distorte della famiglia derivano da un’antropologia inadeguata e quindi falsa. Come scrive Melina nell’introduzione: “Il destino dell’uomo si gioca per lui soprattutto sulla questione della verità” (p. 12).